Milano, 15 dicembre 2025 – È successo poco dopo le 8 di questa mattina, quando un gruppo armato ha fatto irruzione in una filiale di Banca Intesa Sanpaolo in via Canonica, a due passi dal Parco Sempione. I malviventi hanno tentato, senza successo, di aprire la cassaforte con un flex. Nel frattempo hanno immobilizzato i tre dipendenti presenti – due donne e un uomo, tra i 32 e i 54 anni – legandoli con fascette da elettricista. Fuori cominciavano ad arrivare i primi clienti. La banda, almeno tre persone con il volto coperto e armate di pistola, è poi fuggita portando via il denaro trovato nei registratori di cassa, lasciando però intatta la cassaforte.
L’assalto è durato meno di venti minuti. Le immagini delle telecamere interne mostrano i rapinatori entrare con decisione e prendere subito il controllo della filiale. Dopo aver disattivato il sistema d’allarme – che, secondo i tecnici, era stato manomesso – hanno cercato di forzare la cassaforte con un flessibile nascosto in una borsa nera. Qualche minuto di scintille e colpi secchi. Uno dei banditi teneva sotto tiro i dipendenti legati a terra, mentre un altro frugava tra gli uffici.
“Abbiamo sentito solo il rumore del metallo, eravamo terrorizzati”, ha raccontato una delle impiegate agli agenti intervenuti sul posto. La cassaforte però ha resistito. Forse grazie alla qualità dell’acciaio o a qualche errore nel tentativo di apertura, la banda ha mollato l’idea e si è concentrata sui contanti nei registratori. Ancora da quantificare con esattezza la somma portata via; le prime stime parlano di circa 12mila euro.
L’uscita dei rapinatori è stata precipitoso quando una cliente ha bussato alla porta automatica richiamando l’attenzione su quanto stava accadendo dentro. Hanno abbandonato sul pavimento il flessibile e parte degli strumenti da scasso. Sono usciti da una porta laterale per evitare testimoni o possibili pattuglie. Secondo una prima ricostruzione sarebbero saliti su una Fiat Panda grigia, risultata rubata la sera prima nella zona Greco.
Il direttore della filiale, assente al momento dell’assalto, è arrivato pochi minuti dopo l’intervento delle forze dell’ordine: “I colleghi sono scossi ma stanno bene, nessuno si è fatto male”, ha detto a bassa voce, trattenendo a fatica la tensione. Sul posto sono intervenuti polizia scientifica e carabinieri del nucleo investigativo per i rilievi e per raccogliere i filmati delle telecamere.
La Squadra Mobile conduce le indagini su più fronti. Gli investigatori stanno analizzando i video sia dentro che lungo via Canonica: negozi e condomini hanno impianti privati che potrebbero aver ripreso qualcosa di utile. Un dettaglio che colpisce gli inquirenti è il metodo usato: provare ad aprire la cassaforte con un flex non è roba da professionisti navigati. “Erano decisi ma poco organizzati”, dicono in Questura.
Parallelamente sono già partiti gli accertamenti sui tabulati telefonici raccolti nelle ore sospette; alle 7:40 si notano movimenti strani nel video della farmacia accanto alla banca. A coordinare le indagini c’è il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano: “Non abbiamo ancora fermato nessuno ma ci affidiamo ad alcune tracce importanti lasciate sulla scena”.
Dopo l’accaduto cresce la preoccupazione tra chi lavora nelle banche milanesi. “Serve più protezione per chi ogni giorno rischia in silenzio”, dice Claudio Berti, segretario regionale Fisac-Cgil. Anche l’associazione bancaria italiana (Abi) ha diramato un comunicato: “La sicurezza dei dipendenti deve restare una priorità”.
Intorno alle 11:30 le operazioni di bonifica in via Canonica si sono concluse; un nastro rosso-bianco segnalava l’ingresso chiuso al pubblico. Dentro gli impiegati aspettavano la fine dei rilievi stretti gli uni agli altri, scambiandosi parole sussurrate piene di sollievo ma anche cariche d’ansia per quello che sarebbe potuto succedere se tutto fosse andato diversamente. Una mattina come tante trasformata in pochi minuti in un vero incubo reale.
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