Roma, 12 febbraio 2026 – La sicurezza di Niscemi e il budget previsto per l’opera non sono in contraddizione, ha chiarito questa mattina il sottosegretario alla Difesa Giuseppe Conte durante un’audizione alla Camera. Il tema, delicato e al centro di molti dibattiti sia locali che nazionali, riguarda gli interventi nell’area del MUOS di Niscemi, la stazione di comunicazione satellitare della Marina americana nel cuore della Sicilia. Le parole di Conte arrivano in un momento in cui il progetto continua a suscitare dubbi tra cittadini e amministratori, che chiedono risposte precise sull’impatto economico e sulla tutela del territorio.
«La sicurezza del sito di Niscemi – ha spiegato Conte rispondendo alle domande dei parlamentari nella commissione Difesa – è una priorità e non viene sacrificata a causa dei vincoli legati al budget dell’opera». L’audizione è durata circa 40 minuti ed è stata seguita da una sala piena, con tanti sindaci siciliani presenti, tra cui anche il primo cittadino di Niscemi, Massimiliano Conti. Il sottosegretario ha ricordato che le misure di sicurezza adottate – dagli impianti di videosorveglianza agli interventi fatti negli ultimi due anni – rispettano gli standard richiesti sia dalle autorità italiane che da quelle americane. «I controlli sono continui», ha aggiunto Conte, «e i fondi previsti non vanno a toccare i protocolli per la tutela».
Intanto molti amministratori locali continuano a manifestare timori sulle possibili conseguenze delle installazioni sul tessuto sociale e ambientale. «Vogliamo capire fino a che punto le opere sono compatibili con la salute pubblica e la vivibilità», ha detto ieri sera alla stampa il sindaco Conti. Nei mesi scorsi associazioni come la Rete No MUOS hanno organizzato proteste e raccolte firme: chiedono garanzie più forti sugli effetti delle emissioni elettromagnetiche. Dal canto suo, il governo ribadisce che tutte le procedure seguono le indicazioni del Ministero dell’Ambiente e degli enti sanitari regionali.
Sul fronte economico, i fondi destinati alla struttura superano i 12 milioni di euro per l’ultimo triennio, messi insieme tra fondi statali e contributi americani. Conte ha assicurato che «questi soldi servono sia per la manutenzione ordinaria sia per gli adeguamenti richiesti dalle nuove norme sulla sicurezza». I numeri sono stati confermati anche dal Ministero delle Infrastrutture: una buona parte del budget sarà spesa per rinforzare gli accessi e mettere in sicurezza le aree intorno alla struttura.
Nel prossimo marzo è previsto un sopralluogo congiunto tra tecnici italiani e americani; solo dopo quel controllo si decideranno eventuali altri lavori da fare. Lo ricorda anche una nota del Comando Forze Navali USA in Europa: «La collaborazione tra i nostri governi assicura il rispetto dei parametri internazionali di sicurezza», si legge nel comunicato diffuso ieri sera.
Il dibattito resta acceso. Niscemi è una cittadina di poco più di 26mila abitanti, incastonata tra le colline della Sicilia centrale. A meno di cinque chilometri dal centro si trova il MUOS, struttura che divide da anni la comunità tra chi lo sostiene e chi invece lo contesta. Questa mattina, al mercato di via XX Settembre, alcuni residenti hanno espresso la loro inquietudine: «Vorremmo più trasparenza», dice Anna, commerciante del posto. Altri invece chiedono solo certezze: «Se davvero è tutto sicuro – spiega Marco, pensionato – allora lo vogliamo nero su bianco».
La questione della sicurezza a Niscemi e dei soldi stanziati tornerà probabilmente al centro delle discussioni nei prossimi mesi, quando arriveranno i risultati dei nuovi controlli tecnici. Nel frattempo il governo mantiene una posizione chiara: priorità ai cittadini e rispetto degli impegni presi con gli alleati statunitensi. Una partita delicata quella fra sicurezza e investimenti che continuerà a tenere desta l’attenzione nell’entroterra siciliano.
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