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Open Arms: Pg respinge ricorso pm, nessun reato contro Salvini secondo memoria

La Procura generale della Cassazione ha consegnato ieri sera la sua memoria sull’impugnazione dell’assoluzione di Matteo Salvini nel processo legato alla nave Open Arms, tenutosi a Palermo. Il documento, lungo una trentina di pagine, è stato inviato ai giudici della sesta sezione penale e respinge con fermezza i ricorsi contro la sentenza di primo grado, definendo infondate le critiche. Per il leader della Lega, salvo colpi di scena, la strada verso l’archiviazione definitiva delle accuse sembra ormai spianata.

La procura generale conferma: nessun motivo per riaprire il processo

Nella sua memoria, la Procura generale, guidata da Luigi Salvato, ha analizzato i motivi dei ricorsi presentati sia dalle parti civili sia dalla Procura di Palermo contro l’assoluzione di Salvini. I magistrati scrivono chiaramente che “le contestazioni sollevate non intaccano il ragionamento” alla base della sentenza emessa lo scorso ottobre dal tribunale. Nel documento si sottolinea che il giudice ha “valutato con attenzione tutti gli aspetti importanti” e ha spiegato in modo dettagliato perché ha deciso di prosciogliere l’ex ministro dall’accusa di sequestro di persona e abuso d’ufficio.

Fonti vicino al procedimento confermano che la memoria è stata depositata nei tempi stabiliti, con la discussione fissata per l’8 dicembre. Solo in quella data la Cassazione deciderà se riaprire il processo o respingere definitivamente i ricorsi.

Il caso Open Arms, una pagina ancora aperta

Tutto parte dall’agosto 2019: la nave spagnola Open Arms rimane bloccata per venti giorni davanti a Lampedusa con 147 migranti a bordo. Salvini, allora ministro dell’Interno, nega lo sbarco invocando motivi legati all’ordine pubblico e alla sicurezza nazionale. La decisione scatena tensioni politiche e apre un’inchiesta da parte della procura siciliana. Nel 2021 il tribunale di Palermo assolve l’ex ministro con la formula “perché il fatto non sussiste”, riconoscendo che le sue scelte rientravano nelle politiche migratorie adottate dal governo.

All’epoca Salvini commentò così: “Ho sempre fatto quello che dovevo per l’Italia. Difendere i confini era un dovere”. Parole riprese anche dopo il deposito della memoria della Procura generale: un post sui social recita infatti: “Giustizia e buon senso stanno prevalendo”.

Reazioni divise nel mondo politico

Il documento della Procura generale della Cassazione non è passato inosservato nei palazzi romani. Dal Partito Democratico, che appoggia le parti civili, arriva prudenza. Il deputato Carmelo Miceli ha detto: “Aspettiamo le motivazioni definitive ma resta un precedente su cui riflettere”.

Nel centrodestra invece si respira sollievo. Molti esponenti leghisti interpretano questa posizione come un segnale chiaro: “La linea dura sull’immigrazione non può essere criminalizzata”, ha commentato Maria Cristina Cantù, vicepresidente del Senato.

Sul fronte giuridico, la memoria pesa parecchio: “Non vincola i giudici ma influenza sicuramente la decisione finale”, spiega l’avvocato Luigi Sorrentino, esperto di diritto penale. Se la Cassazione seguirà l’indicazione della Procura generale, per Salvini sarà definitiva chiusura del caso. Altrimenti si tornerà in aula a Palermo.

La conta finale: cosa succederà entro dicembre

Il calendario è serrato: entro l’8 dicembre la Cassazione dovrà decidere sull’ammissione dei ricorsi. Solo dopo si capirà se Salvini otterrà il via libera definitivo o se dovrà tornare sotto processo in Sicilia. Nel frattempo a Montecitorio e Palazzo Madama cresce l’attenzione sulle conseguenze politiche del caso e sulle possibili ripercussioni future.

Gli avvocati delle parti civili guardano al verdetto con “fiducia e rispetto per la magistratura”. Dalla Lega invece continuano a difendere l’ex ministro: il suo operato viene considerato “una scelta politica condivisa all’epoca dall’intero governo”.

Fino al pronunciamento finale – atteso nelle prossime settimane – il caso Open Arms resta uno dei capitoli più delicati nella recente storia politica e giudiziaria italiana.

Saverio De Luca

Da sempre appassionato di arte e architettura italiana, e voglio portarvi con me attraverso le bellezze nascoste e i tesori conosciuti del nostro paese. Fin da quando ero bambino, sono stato affascinato dai colori, dalle forme e dalle storie che l'arte e l'architettura raccontano. Ho deciso di trasformare questa passione in una carriera, e ora sono qui per condividere con voi il mio viaggio. La mia formazione accademica inizia con una laurea in Storia dell'Arte presso l'Università di Firenze, una città che rappresenta un vero e proprio museo a cielo aperto. È qui che ho sviluppato un occhio critico e una sensibilità particolare nei confronti delle opere d'arte e delle architetture che ci circondano. Ho poi proseguito i miei studi con un master in Architettura e Restauro, che mi ha portato a lavorare su progetti emozionanti di recupero e conservazione. Nel corso degli anni, ho scritto per diverse riviste d'arte e cultura, ma ciò che amo di più è raccontare le storie dietro le opere, dal Rinascimento alle avanguardie moderne, dai capolavori noti alle gemme nascoste. Spero di offrire a tutti voi una visione ricca e appassionata di come questi elementi si intrecciano nella nostra vita quotidiana. Oltre alla scrittura, amo viaggiare per l'Italia, esplorando città storiche, piccoli borghi e magnifici paesaggi per scoprire da vicino le meraviglie dell'architettura e dell'arte che il nostro paese ha da offrire. Sono sempre alla ricerca di mostre interessanti, atelier di artisti e laboratori di artigiani, luoghi in cui la creatività prende forma. Il mio obiettivo è farvi apprezzare la bellezza dell'arte e dell'architettura italiana in tutte le sue sfumature, condividendo con voi non solo le mie conoscenze, ma anche la passione e l'emozione che mi guidano ogni giorno..

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