Torino, 21 dicembre 2025 – Ieri sera al Cinema Massimo è tornata in scena la commedia italiana che da decenni fa ridere e riflettere: “Fantozzi”. Il cult di Luciano Salce del 1975, con protagonista Paolo Villaggio, è stato proiettato in una versione davvero speciale: con la colonna sonora suonata dal vivo. In sala, oltre duecento spettatori – dai più giovani ai fan storici del ragionier Ugo – hanno partecipato a un evento organizzato dal Museo Nazionale del Cinema. Un’occasione, dicono gli organizzatori, per riscoprire un classico che ha segnato generazioni.
Anche chi è nato nell’era digitale conosce la famosa scena della “nuvola di Fantozzi”, ormai diventata una battuta iconica. Quel momento (“Per la prima volta nella storia della meteorologia, il cielo si aprì su un solo uomo: Fantozzi”) ieri ha fatto ancora ridere e applaudire la platea. A Torino, i dialoghi originali sono stati accompagnati dalla musica live di un quartetto d’archi diretto da Gabriele Coen. Una maniera nuova per rivivere l’umorismo surreale e la comicità tagliente del film.
Carla, insegnante in pensione di 58 anni, ha detto: “Quando quella nuvola si ferma proprio su di lui, non riesco a smettere di ridere. È un’immagine che mi porto dietro da bambina”. In sala anche tanti studenti universitari che hanno visto “Fantozzi” per la prima volta proprio ieri sera. “Mio padre me ne aveva parlato tanto”, racconta Giulio, ventenne iscritto al Politecnico. “Non pensavo fosse così attuale”.
A cinquant’anni dall’uscita, “Fantozzi” continua a vivere nel linguaggio quotidiano, sui social e in tv durante le feste. Secondo il Museo Nazionale del Cinema, solo nell’ultimo anno il film è passato undici volte sulle principali reti italiane. L’hashtag #Fantozzi rimane stabile tra i trend durante le maratone televisive di fine anno.
Ma il successo non si ferma alla battuta sulla nuvola. Fabio Finotti, curatore dell’evento torinese, spiega: “Il personaggio di Villaggio è uno specchio deformato delle paure e delle frustrazioni di una certa Italia”. Scene come la partita di calcio aziendale o la mensa nella ‘megaditta’ sono ormai parte della nostra cultura popolare. Durante la proiezione molte battute sono state anticipate dal pubblico stesso: “E scusi se è poco!”, ha scherzato una signora in terza fila.
L’iniziativa rientra in una rassegna dedicata alla commedia italiana degli anni Settanta. Nel programma ci sono altre serate con versioni musicate come quelle de “Il secondo tragico Fantozzi” e “Amici miei”. La serata dedicata a “Fantozzi” ha fatto il tutto esaurito già due giorni prima.
Non sono mancati momenti di nostalgia. Prima della proiezione, Elisabetta Villaggio, figlia dell’attore, ha raccontato aneddoti sulle riprese e sulla vita del padre. “Papà non pensava che Fantozzi sarebbe diventato così famoso”, ha confidato. “Temeva che lo prendessero troppo sul serio… Invece l’affetto è durato nel tempo”.
Alla fine molti spettatori si sono fermati nell’atrio a commentare le scene più amate. La discussione su quale sia la battuta migliore resta aperta: qualcuno punta sulla corazzata Kotiomkin (“una…”), altri sorridono ricordando quella della nuvola.
Gli organizzatori annunciano che l’esperimento della colonna sonora dal vivo sarà replicato nel 2026 in altre città italiane: Milano, Roma e Bologna sono già confermate. L’obiettivo è far conoscere i grandi classici della nostra commedia alle nuove generazioni.
Intanto a Torino si parla già di una replica straordinaria: le richieste sono tante e la nostalgia per il ragionier Ugo sembra senza fine. D’altronde come dicono i fan più affezionati: “Fantozzi non passa mai di moda.”
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