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Due uomini trovati morti in casa nel Palermitano: indagini in corso dopo segnalazioni di vicini

Roma, 4 gennaio 2026 – È stata una serie di segnalazioni da parte di parenti e vicini di casa a far scattare l’allarme su quanto accadeva in un appartamento di via Benedetto Croce, nel quartiere Magliana. Ieri sera, la Polizia ha scoperto una situazione di vero degrado. Lì viveva da sola una donna di 78 anni, che da giorni non rispondeva né alle telefonate dei familiari né si faceva vedere in zona.

Quando i residenti danno l’allarme: la risposta delle forze dell’ordine

A far scattare l’intervento sono state le preoccupazioni dei condomini. «Non usciva da almeno tre giorni», racconta il portiere, che ha chiesto di non essere nominato. Poco prima delle 19.30, una pattuglia è arrivata all’appartamento segnalato. Hanno bussato ripetutamente, ma nessuno ha risposto. Così, dopo aver sentito i vigili del fuoco, gli agenti hanno deciso di entrare forzando la porta.

Dentro, la scena era difficile da digerire. La donna era sdraiata sul divano: cosciente ma confusa. Sul tavolino c’erano piatti sporchi e medicine sparse ovunque; nell’aria si sentiva un odore forte di chiuso e abbandono. Il personale del 118, intervenuto su chiamata della Polizia, ha visitato la settantottenne e riscontrato disidratazione e gravi problemi igienici.

Isolamento prolungato e segnali ignorati

Dalle prime ricostruzioni emerge che la donna viveva da sola da oltre vent’anni e aveva pochi contatti familiari in città. Un nipote, residente fuori Roma, la vedeva solo ogni tanto. I vicini la descrivono come «una persona riservata». «Qualche volta la incontravo nell’ascensore – dice una condomina del terzo piano – ma l’ultima volta deve essere stata prima di Natale».

Negli ultimi giorni nessuno l’ha vista alla finestra o uscire per fare la spesa nel negozio sotto casa. Solo quando è scattata l’allerta sono stati avvisati i parenti più vicini, che hanno subito allertato le autorità.

Un appartamento in condizioni critiche

Gli operatori sanitari hanno trovato un’abitazione in condizioni pessime. La cucina era sporca e priva di cibo fresco; le medicine erano sparse sul pavimento e molte erano scadute. La donna stessa ha detto ai soccorritori di non ricordare «l’ultima volta che ho mangiato». La polizia esclude segni di effrazione o violenza; nessuna denuncia o richiesta d’aiuto precedenti risultano agli atti.

Sul caso sta lavorando anche il servizio sociale del Municipio XI per valutare eventuali interventi a tutela della signora.

Le cure immediate e cosa succederà dopo

La donna è stata portata in codice giallo all’ospedale San Camillo. Le sue condizioni sono stabili, ma i medici hanno deciso per un periodo di osservazione più approfondito. «Si tratta del quadro tipico di una persona anziana rimasta troppo a lungo in solitudine», spiega un’infermiera del pronto soccorso.

Questo episodio riporta al centro il tema della solitudine degli anziani a Roma, dove spesso manca una rete che li tenga davvero al sicuro. Stefania Minardi, responsabile della Onlus “Vivere Anziani”, commenta: «Le famiglie sono lontane o assenti e i servizi arrivano troppo tardi».

Dopo lo shock: riflessioni nella comunità

Il giorno seguente tra i residenti regna un misto di sollievo e inquietudine. Sotto il portico del civico 42 qualcuno si ferma a parlare con i giornalisti: «Forse avremmo dovuto accorgerci prima», ammette un vicino. Altri discutono sull’importanza di non perdere il contatto con chi rischia di rimanere isolato.

Questa storia – purtroppo non così rara – lascia tante domande aperte sulle reti di supporto ai più fragili nel nostro tessuto urbano. In serata dal Municipio arriva una nota rassicurante: «Gli assistenti sociali sono già in contatto con la famiglia per assicurare tutto il sostegno necessario». Per la signora della Magliana servirà tempo; intanto il quartiere prova a fare i conti con le proprie responsabilità collettive.

Saverio De Luca

Da sempre appassionato di arte e architettura italiana, e voglio portarvi con me attraverso le bellezze nascoste e i tesori conosciuti del nostro paese. Fin da quando ero bambino, sono stato affascinato dai colori, dalle forme e dalle storie che l'arte e l'architettura raccontano. Ho deciso di trasformare questa passione in una carriera, e ora sono qui per condividere con voi il mio viaggio. La mia formazione accademica inizia con una laurea in Storia dell'Arte presso l'Università di Firenze, una città che rappresenta un vero e proprio museo a cielo aperto. È qui che ho sviluppato un occhio critico e una sensibilità particolare nei confronti delle opere d'arte e delle architetture che ci circondano. Ho poi proseguito i miei studi con un master in Architettura e Restauro, che mi ha portato a lavorare su progetti emozionanti di recupero e conservazione. Nel corso degli anni, ho scritto per diverse riviste d'arte e cultura, ma ciò che amo di più è raccontare le storie dietro le opere, dal Rinascimento alle avanguardie moderne, dai capolavori noti alle gemme nascoste. Spero di offrire a tutti voi una visione ricca e appassionata di come questi elementi si intrecciano nella nostra vita quotidiana. Oltre alla scrittura, amo viaggiare per l'Italia, esplorando città storiche, piccoli borghi e magnifici paesaggi per scoprire da vicino le meraviglie dell'architettura e dell'arte che il nostro paese ha da offrire. Sono sempre alla ricerca di mostre interessanti, atelier di artisti e laboratori di artigiani, luoghi in cui la creatività prende forma. Il mio obiettivo è farvi apprezzare la bellezza dell'arte e dell'architettura italiana in tutte le sue sfumature, condividendo con voi non solo le mie conoscenze, ma anche la passione e l'emozione che mi guidano ogni giorno..

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