Trapani, 9 febbraio 2026 – Un uomo di 43 anni, di Castelvetrano, è finito sotto inchiesta per incendio doloso. È stato infatti ripreso dalle telecamere mentre dava fuoco a un’area boschiva tra Campobello di Mazara e Mazara del Vallo. L’episodio è avvenuto all’alba di venerdì 8 febbraio e ha subito allertato le squadre della protezione civile e i vigili del fuoco, intervenuti prontamente in località Bosco di Sant’Anna. In meno di un’ora, il bosco si è trasformato in una coltre di fumo e cenere. Solo grazie a un intervento rapido si è evitato il peggio: nessun danno alle case né agli uliveti intorno.
A fornire i primi dettagli sono stati i volontari della Protezione Civile. Poco dopo le 6.30, raccontano, una telecamera posta su una strada secondaria vicino al bosco ha ripreso un uomo con giubbotto scuro e cappellino. Nelle immagini si vede chiaramente l’uomo avvicinarsi a un cespuglio, chinarsi e poco dopo comparire il fumo. «Abbiamo subito mandato i video ai carabinieri di Campobello», spiega uno dei coordinatori locali. I militari hanno visionato i filmati e in poche ore hanno individuato il sospetto: si tratta di un operaio già noto alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio.
La procura di Marsala ha aperto un fascicolo per incendio boschivo doloso. Ora gli investigatori ascolteranno testimoni e residenti per capire come sono andate le cose e se l’uomo abbia agito da solo o con complici.
A Castelvetrano la notizia ha fatto subito rumore. Ieri sera, in piazza Matteotti, tanti commentavano con preoccupazione e rabbia quanto accaduto. «Qui abbiamo sempre paura degli incendi, soprattutto in questa stagione. Bastano poche scintille per perdere tutto», racconta Filippo Lo Sciuto, pensionato che abita vicino all’area colpita. Alcuni abitanti dicono di aver sentito le sirene intorno alle 7 mentre colonne di fumo si alzavano dalla campagna, visibili anche dalla statale 115.
Le fiamme hanno sfiorato un casolare abbandonato e diversi uliveti; fortunatamente non ci sono feriti né intossicati. I vigili del fuoco sono rimasti sul posto fino a tarda mattinata per mettere tutto in sicurezza e spegnere gli ultimi focolai attivi. Una donna confida: «Ogni anno temiamo che qualcuno appicchi il fuoco volontariamente. Stavolta però hanno preso tutto con le telecamere».
L’episodio rientra in un quadro già complicato: da giugno a settembre dello scorso anno nel Trapanese si sono contati oltre 180 incendi tra boschi e campagne, secondo la Regione Siciliana. Le autorità puntano il dito soprattutto sugli incendi dolosi: «Serve l’aiuto dei cittadini, solo così possiamo fermare questi atti», ha detto ieri pomeriggio il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Salvatore Macrì.
La Regione ha avviato nelle ultime settimane un piano per installare più telecamere e aumentare la sorveglianza nelle zone più a rischio. A Campobello, dopo l’ultimo rogo, sono stati messi in programma controlli straordinari con squadre miste formate da forestali, polizia e carabinieri.
Nei prossimi giorni l’uomo verrà ascoltato dagli inquirenti: per l’accusa – incendio doloso – rischia fino a dieci anni nei casi peggiori. Gli investigatori stanno cercando possibili collegamenti con altri roghi simili avvenuti recentemente nelle campagne tra Mazara del Vallo e Castelvetrano. Si teme che non sia stato un episodio isolato.
Intanto la zona resta sotto stretta osservazione. Sul posto ci sono ancora squadre dei vigili del fuoco pronte a intervenire se dovessero ripartire le fiamme. Tra gli abitanti c’è un misto di sollievo e preoccupazione. Come dice un giovane volontario: «Abbiamo avuto paura davvero forte. Solo così abbiamo capito quanto fragile sia questo territorio».
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