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Weekend d’arte in Italia: mostre imperdibili da Deborah Hirsch a Luigi Voltolina tra Reggio Emilia e Milano

Reggio Emilia, 14 gennaio 2026 – Sono due nomi a dominare il weekend appena passato a Reggio Emilia: Branchetti e Iemmi. La città si è riaccesa attorno alla fotografia d’autore, che torna protagonista con forza. Nel frattempo, a pochi passi da Porta Venezia, Milano ha aperto una finestra importante sulla fotografia italiana contemporanea, mettendo insieme maestri storici e giovani talenti in una rassegna ricca di appuntamenti e incontri.

Branchetti e Iemmi, il cuore pulsante di Reggio Emilia

Sabato pomeriggio, nell’ex Ospedale Spallanzani, il pubblico si è fermato davanti alle immagini di Franco Branchetti e Claudia Iemmi. Due modi di raccontare la città: Branchetti, nato nel 1948, ha fotografato decenni di cambiamenti urbani a Reggio Emilia; Iemmi, più giovane, ha scelto invece i margini della città e lo spazio privato come soggetti. Verso le 17:30 la sala era quasi piena. Gruppi di persone si soffermavano davanti alle fotografie in bianco e nero. C’erano studenti con block notes e qualche pensionato che ricordava i quartieri di una volta.

L’iniziativa fa parte del programma di “Fotografia Europea”, la rassegna che da anni anima la vita culturale locale. “Portare le storie della nostra terra in mostra è importante,” ha detto Branchetti durante il dibattito dopo l’inaugurazione. Iemmi ha aggiunto: “Cerco sempre una luce che racconti l’anima delle cose.” Un messaggio che molti hanno colto. Come Anna, impiegata di 42 anni: “Queste foto mi riportano indietro nel tempo, ma parlano anche del presente.”

Milano accende i riflettori sulla fotografia italiana

Sempre sabato, nel tardo pomeriggio, a Milano la Galleria Belvedere ha inaugurato “Scatti d’Italia”, mostra collettiva dedicata all’evoluzione della fotografia italiana dagli anni Settanta a oggi. In via Tadino alle 18 le prime persone sono entrate nella sala luminosa – pareti bianche, luci fredde – dove spiccavano lavori di autori come Gabriele Basilico e Letizia Battaglia, insieme a scatti freschi di giovani under 30 scelti tramite call nazionale.

“Abbiamo voluto mettere a confronto generazioni diverse,” ha spiegato il curatore Davide Ferrari. “Non è nostalgia fine a se stessa: qui c’è il Paese visto con gli occhi di chi lo racconta oggi, senza filtri.” L’affluenza è stata costante: secondo gli organizzatori circa 200 persone hanno partecipato all’apertura. La mostra resterà aperta fino a metà febbraio.

Il pubblico ha risposto con interesse. Elena V., studentessa di 25 anni, si è fermata davanti a una serie di immagini sul lavoro precario: “Questa fotografia non è quella che trovi sui libri – è più diretta, parla proprio a me.”

La fotografia contemporanea come specchio della società

Gli eventi degli ultimi giorni confermano quanto la fotografia contemporanea italiana sia un terreno fertile per riflessioni su temi sociali e identità. A Reggio Emilia si guarda alla realtà locale; a Milano il discorso si amplia fino ad abbracciare tutta Italia. È un dialogo continuo tra passato e presente che emerge nei soggetti scelti: la città in trasformazione, nuove marginalità urbane, il confine tra pubblico e privato.

“Il linguaggio fotografico aiuta ad affrontare temi delicati senza cadere nella retorica,” ha osservato Iemmi durante la visita guidata domenica mattina. Branchetti ha aggiunto: “Raccontare una città significa anche dare voce a chi spesso resta nascosto.”

Appuntamenti da non perdere

Le due mostre resteranno aperte per qualche settimana ancora. A Reggio Emilia si potrà visitare fino al 29 febbraio con ingresso gratuito (dalle 10 alle 19; chiuso il lunedì). A Milano la Galleria Belvedere prolungherà fino al 17 febbraio l’apertura al pubblico. Sono previsti incontri con gli autori e laboratori per studenti.

Per chi ama la fotografia o semplicemente vuole capire come cambia il modo di guardare l’Italia sono occasioni da cogliere al volo. Non sono solo immagini da vedere: tra un commento scambiato davanti a una stampa o uno scatto rubato con lo smartphone, la fotografia conferma ancora la sua forza unica. Sa unire generazioni diverse e accendere discussioni attuali.

Un segno chiaro che l’attenzione verso le storie raccontate dall’obiettivo cresce sempre più. In queste settimane tra Reggio Emilia e Milano c’è più di un motivo per fermarsi a guardare quello che ci sta intorno con occhi nuovi.

Stefania Palenca

Da sempre nutro una forte curiosità per le vicende passate e le tracce che hanno lasciato nel nostro presente. Ho scoperto presto che nulla racconta una storia meglio dei muri di un'antica cattedrale o delle pennellate su una tela impolverata. Mi sono laureata in Storia presso l'Università di Catania, un percorso accademico che mi ha permesso di immergermi nei racconti e nei segreti di questa meravigliosa isola. Durante gli studi, ho perfezionato le mie competenze con un master in Conservazione dei Beni Culturali, comprendendo ancor di più l'importanza di preservare queste ricchezze per le generazioni future. Attraverso i miei articoli, esploro non solo i grandi siti turistici, ma anche i piccoli gioielli meno conosciuti che celano storie straordinarie e avvincenti. Porto i lettori in un viaggio attraverso l'arte e l'architettura, dall'epoca greca a quella normanna, passando per i fasti del Barocco siciliano. Quando non sono impegnata nella ricerca o nella scrittura, mi piace camminare per le vie dei centri storici, partecipare a conferenze e visitare musei e gallerie d'arte. Credo fermamente che ogni pietra, ogni dipinto e ogni edificio abbia una storia da raccontare, ed è mio compito dare voce a queste storie. Vi invito a seguirmi nel mio viaggio attraverso la Sicilia, scoprendo insieme le meraviglie artistiche e architettoniche che hanno modellato la nostra identità culturale

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