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Sagrada Familia: Torre Gesù completata a 172,5 metri, la chiesa più alta del mondo a Barcellona

Barcellona, 20 febbraio 2026 – La basilica della Sagrada Familia di Barcellona, il capolavoro mai finito di Antoni Gaudí, ha appena conquistato un record storico: è ora la chiesa più alta del mondo. A confermarlo sono state le autorità catalane poco dopo le 11 di questa mattina, quando le ultime misure hanno certificato che la torre centrale dedicata a Gesù Cristo – completata da poche settimane – ha toccato i 172,5 metri di altezza. Un primato che supera la cattedrale di Ulm, in Germania, che per oltre un secolo è rimasta al vertice con i suoi 161,5 metri. Così, nel cuore dell’Eixample, il profilo della città si trasforma ancora una volta.

La torre centrale: un simbolo che cresce

Non è solo una questione di centimetri. Gli ultimi interventi, iniziati lo scorso autunno, hanno coinvolto decine di operai e restauratori. “È un cantiere che sembra non finire mai, ma oggi ci regala un traguardo atteso da generazioni”, ha detto ieri sera Jordi Faulí, l’architetto responsabile della Sagrada Familia. La torre centrale, dominata da una croce luminosa visibile fin dal mare, è il cuore vero e proprio del tempio. Negli ultimi giorni tra impalcature e macchinari speciali si sono alternate squadre al lavoro per completare vetrate artistiche e pavimentazione interna. La Carrer de Mallorca ha visto il traffico rallentare a più riprese mentre centinaia di curiosi si fermavano ad ammirare l’impresa con il naso all’insù.

Il sorpasso su Ulm: Barcellona ora guida l’Europa religiosa

La notizia che la Sagrada stava superando Ulm circolava già tra addetti ai lavori e giornalisti locali. Ma solo stamattina è arrivata la conferma ufficiale: “La basilica ha raggiunto i 172,5 metri”, hanno spiegato i tecnici comunali mostrando i dati delle misurazioni fatte alla presenza di rappresentanti dell’Unesco e della Chiesa catalana. Fino a oggi, la cattedrale tedesca era stata un punto di riferimento per studiosi e visitatori, con il suo profilo gotico che domina il Danubio. Ora però Barcellona prende il comando: la Sagrada Familia diventa l’edificio religioso più alto d’Europa e del mondo.

“Orgoglio catalano”: le prime reazioni

Non sono mancate le parole delle autorità locali. Il sindaco Jaume Collboni, presente stamattina assieme al vescovo Juan José Omella, ha parlato di “orgoglio catalano e patrimonio universale”. Già all’alba decine di persone si erano radunate intorno alla basilica. Dentro il tempio – illuminato dai colori delle vetrate – si è tenuta una breve cerimonia religiosa. “Barcellona entra nella storia dell’architettura sacra”, ha sottolineato il vescovo Omella. Turisti provenienti da ogni parte del mondo hanno scattato foto davanti all’ingresso principale commentando in diverse lingue questo momento storico.

Un cantiere infinito verso la fine

La Sagrada Familia è da sempre sinonimo di attesa infinita. Il progetto originale risale al 1882 quando Gaudí venne chiamato a rivoluzionare l’architettura religiosa europea. Da allora sono passati quasi 150 anni e i lavori non si fermano mai: l’obiettivo resta quello di completarla entro il 2026, cento anni dopo la morte dell’architetto catalano. Ma non mancano possibili ritardi: “Siamo dentro i tempi previsti – assicura Faulí – ma ogni dettaglio artistico richiede calma e precisione”. Oggi la basilica accoglie ogni anno più di 4 milioni di visitatori paganti (dati ufficiali), con un impatto notevole sul turismo della città.

Un simbolo universale che divide

Oltre ai record, la Sagrada Familia è soprattutto l’icona riconosciuta nel mondo per Barcellona. La sua forma unica – un mix tra guglie neogotiche e motivi ispirati alla natura – è diventata uno dei segni distintivi più forti della Spagna intera. Non mancano però le critiche: alcuni storici discutono sulla fedeltà ai progetti originali di Gaudí mentre altri temono una deriva troppo commerciale dell’opera. Ma oggi, almeno per qualche ora, tutta la città guarda quella croce luminosa spuntare sul cielo grigio di febbraio.

Per questa sera sono previsti giochi di luci e proiezioni sulla facciata principale: un omaggio sentito – dicono gli organizzatori – all’uomo che più di tutti ha saputo immaginare una chiesa sospesa tra terra e cielo.

Stefania Palenca

Da sempre nutro una forte curiosità per le vicende passate e le tracce che hanno lasciato nel nostro presente. Ho scoperto presto che nulla racconta una storia meglio dei muri di un'antica cattedrale o delle pennellate su una tela impolverata. Mi sono laureata in Storia presso l'Università di Catania, un percorso accademico che mi ha permesso di immergermi nei racconti e nei segreti di questa meravigliosa isola. Durante gli studi, ho perfezionato le mie competenze con un master in Conservazione dei Beni Culturali, comprendendo ancor di più l'importanza di preservare queste ricchezze per le generazioni future. Attraverso i miei articoli, esploro non solo i grandi siti turistici, ma anche i piccoli gioielli meno conosciuti che celano storie straordinarie e avvincenti. Porto i lettori in un viaggio attraverso l'arte e l'architettura, dall'epoca greca a quella normanna, passando per i fasti del Barocco siciliano. Quando non sono impegnata nella ricerca o nella scrittura, mi piace camminare per le vie dei centri storici, partecipare a conferenze e visitare musei e gallerie d'arte. Credo fermamente che ogni pietra, ogni dipinto e ogni edificio abbia una storia da raccontare, ed è mio compito dare voce a queste storie. Vi invito a seguirmi nel mio viaggio attraverso la Sicilia, scoprendo insieme le meraviglie artistiche e architettoniche che hanno modellato la nostra identità culturale

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