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Prorogata fino al 3 maggio la mostra Manifesti d’artista alla Mole Antonelliana di Torino

Torino, 16 febbraio 2026 – Stamattina, al piano di accoglienza della Mole Antonelliana, è stata inaugurata una nuova area pensata per rendere più semplice e piacevole la visita a uno dei simboli di Torino. L’iniziativa, nata dal Museo Nazionale del Cinema insieme al Comune, arriva in un momento in cui la città vede aumentare i turisti e vuole rafforzare il ruolo della Mole come punto di riferimento culturale e accogliente.

Spazi nuovi per accogliere il pubblico

L’intervento riguarda soprattutto l’ingresso, dove fin dalle prime ore c’erano già file ordinate di famiglie e scolaresche. La nuova area di accoglienza – spiegano dal Museo – è stata pensata per velocizzare l’ingresso, fornire subito le informazioni utili e ospitare i visitatori in un ambiente luminoso e accessibile. Ci sono tavolini, pannelli informativi in italiano e inglese e un piccolo bookshop: elementi semplici ma importanti per chi arriva anche solo per una visita veloce.

“Non volevamo cambiare troppo la storica identità della Mole – racconta Enzo Ghigo, presidente del Museo Nazionale del Cinema – ma adattarla a un pubblico sempre più internazionale e vario. Oggi chi arriva qui trova un luogo più aperto e pronto ad accogliere.” D’accordo l’assessore alla Cultura Rosanna Purchia: “Torino continua a investire su cultura e turismo. Questa sala non è solo un’area d’attesa, ma una vera porta d’ingresso alla città”.

La Mole cresce con il turismo

La scelta non è casuale. Negli ultimi dodici mesi la Mole Antonelliana ha visto aumentare le visite: secondo i dati del Museo, sono stati oltre 650mila visitatori nel 2025, soprattutto in primavera ed estate. E gli operatori confermano che la tendenza continuerà anche quest’anno. “Stiamo registrando una buona ripresa dagli arrivi stranieri, soprattutto da Francia e Germania”, dicono dall’Ufficio Turistico del Comune.

Questa mattina tra i primi ad entrare c’era una classe della scuola media statale Peyron di Barriera di Milano. Alcuni studenti alzavano gli occhi verso la cupola che domina la città. “È la prima volta che vengo qui – dice Mario, 13 anni – Mi hanno detto che c’è anche l’ascensore panoramico. Sono curioso di provarlo”.

Non solo attesa: spazio anche per eventi

La nuova area non servirà solo ad accogliere i visitatori. Sarà anche un punto d’incontro per piccoli eventi, incontri con registi e presentazioni di libri. “Crediamo che questo spazio diventerà un nodo importante non solo per i turisti ma anche per chi vive a Torino – spiega Domenico De Gaetano, direttore del Museo – Le attività culturali non si limiteranno ai piani alti: abbiamo già in programma una serie di cortometraggi e laboratori dedicati ai bambini”.

In un angolo ci sono due schermi touch che permettono di esplorare le collezioni digitali o comprare i biglietti online. Una scelta che vuole semplificare tutto, come accade nei grandi musei europei. Grande attenzione è stata data anche all’accessibilità: sono stati messi percorsi tattili per i visitatori ipovedenti e uno sportello dedicato alle persone con disabilità.

Torino risponde bene, qualche suggerimento

Durante la giornata sono arrivate reazioni diverse dai primi visitatori. Molti hanno apprezzato la facilità nel orientarsi; altri hanno suggerito di ampliare ancora lo spazio per le scolaresche quando c’è più affollamento. Una turista arrivata da Napoli con la famiglia, Anna Magliulo, ha detto: “Il personale ci ha accolto con gentilezza. Mi ha fatto piacere trovare materiale informativo anche in francese e spagnolo”.

Secondo chi lavora alla Mole, questo nuovo assetto aiuterà a rendere il monumento ancora più accessibile sia a chi viene da lontano sia ai torinesi. “Era un passo necessario”, dice sorridendo un custode storico mentre osserva i bambini in visita. La Mole resta la nostra casa — ogni giorno più viva.

E solo allora la Mole torna a parlare: silenziosa tra vecchi mattoni e nuove voci.

Stefania Palenca

Da sempre nutro una forte curiosità per le vicende passate e le tracce che hanno lasciato nel nostro presente. Ho scoperto presto che nulla racconta una storia meglio dei muri di un'antica cattedrale o delle pennellate su una tela impolverata. Mi sono laureata in Storia presso l'Università di Catania, un percorso accademico che mi ha permesso di immergermi nei racconti e nei segreti di questa meravigliosa isola. Durante gli studi, ho perfezionato le mie competenze con un master in Conservazione dei Beni Culturali, comprendendo ancor di più l'importanza di preservare queste ricchezze per le generazioni future. Attraverso i miei articoli, esploro non solo i grandi siti turistici, ma anche i piccoli gioielli meno conosciuti che celano storie straordinarie e avvincenti. Porto i lettori in un viaggio attraverso l'arte e l'architettura, dall'epoca greca a quella normanna, passando per i fasti del Barocco siciliano. Quando non sono impegnata nella ricerca o nella scrittura, mi piace camminare per le vie dei centri storici, partecipare a conferenze e visitare musei e gallerie d'arte. Credo fermamente che ogni pietra, ogni dipinto e ogni edificio abbia una storia da raccontare, ed è mio compito dare voce a queste storie. Vi invito a seguirmi nel mio viaggio attraverso la Sicilia, scoprendo insieme le meraviglie artistiche e architettoniche che hanno modellato la nostra identità culturale

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