Catania, 19 febbraio 2026 – Uno scooter rubato più di dieci anni fa a Pisa è stato finalmente ritrovato nelle scorse ore dai carabinieri nel cuore di Catania. A colpire non è solo la distanza enorme – oltre mille chilometri tra le due città – ma anche il fatto che, per tutto questo tempo, quel mezzo abbia circolato senza mai essere fermato. Il recupero, avvenuto verso le 8 del mattino in via Etnea, mette in luce le difficoltà che le forze dell’ordine affrontano ancora oggi nella lotta ai furti di veicoli su scala nazionale.
Ritrovamento in pieno centro: il dettaglio del controllo
I militari della compagnia di Piazza Dante stavano facendo controlli di routine vicino a via Etnea, zona molto frequentata e a due passi dalla Villa Bellini. Uno degli agenti, guardando una fila di scooter parcheggiati, ha notato qualcosa di strano: la targa sembrava nuova, ma il modello era visibilmente vecchio. Un rapido controllo alla centrale operativa ha risolto il mistero. Quel vecchio Honda SH risultava infatti segnalato come rubato a Pisa nel 2015.
L’intervento è scattato subito dopo. “Abbiamo seguito le procedure standard”, ha raccontato il maresciallo Giuseppe Lo Presti, “e abbiamo trovato chi lo stava per usare in quel momento. Era sorpreso: diceva di averlo comprato da un conoscente qualche mese fa”. L’uomo, un trentacinquenne della zona San Cristoforo, è stato portato in caserma per ulteriori accertamenti.
Un caso di “giro lungo”: le indagini sulla provenienza
Nel corso degli anni, lo scooter ha cambiato più volte proprietario. Dai primi accertamenti emerge che era stato rubato nel cuore di Pisa, proprio davanti a una pizzeria in via Santa Maria, nel settembre 2015. Da lì – secondo quanto ricostruito dai carabinieri – sarebbe entrato nel cosiddetto “mercato parallelo” dei mezzi a due ruote. Si parla spesso di ricettazione, un reato ancora molto diffuso tra chi compra e vende veicoli usati senza controllare da dove arrivano.
Il tenente Marco Paternò ha spiegato che “sono saltate fuori compravendite informali fra privati”, passaggi di mano che non lasciano traccia. Probabilmente il mezzo è stato portato al Sud subito dopo il furto e qui nascosto per un po’, prima di ricomparire sulle strade locali. Non si esclude nemmeno che la targa sia stata cambiata almeno una volta.
Difficoltà nei controlli e le reazioni dei cittadini
Molti residenti hanno assistito all’operazione. Alcuni curiosi si sono avvicinati agli agenti per chiedere spiegazioni; altri hanno mostrato stupore: “Da queste parti si vedono spesso motorini vecchi”, ha detto una commerciante del quartiere, “ma non mi aspettavo che potessero venire da così lontano”. Eppure questo fenomeno non è isolato: solo nell’ultimo anno in provincia di Catania sono stati recuperati oltre cinquanta veicoli rubati altrove.
Le forze dell’ordine ammettono le difficoltà sul campo: i controlli sulle targhe ci sono, ma con tanti veicoli in circolazione diventa impossibile fermarli tutti. Spesso poi i motorini vengono riverniciati o modificati proprio per complicare l’identificazione e risalire alla loro vera origine.
Conseguenze e prossimi passi delle indagini
La storia dello scooter rubato a Pisa e recuperato a Catania è solo l’ultima fra tante simili che raccontano del traffico di veicoli tra Nord e Sud. L’uomo fermato dovrà rispondere di ricettazione, anche se dovrà dimostrare di aver acquistato il mezzo in buona fede. Nel frattempo lo scooter è stato messo sotto sequestro: “Siamo già in contatto con la polizia toscana per restituirlo al legittimo proprietario”, ha detto l’Arma.
Le indagini continuano per scoprire altri possibili responsabili nella catena delle vendite illegali. Il proprietario originale, raggiunto telefonicamente dalla nostra redazione, si è detto incredulo: “Pensavo fosse sparito per sempre”. Ora invece, dopo più di dieci anni e mille chilometri percorsi, lo scooter sta tornando finalmente a casa. Una vicenda che parla più di una semplice cronaca: racconta la mobilità – spesso invisibile – dei beni sottratti nel tempo e nello spazio.





