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Magnifico 1492: la mostra sugli Uffizi dedicata a Lorenzo de’ Medici con oltre 100 opere internazionali nell’autunno 2026

Milano, 27 dicembre 2025 – Il Museo delle Culture di Milano (MUDEC) ha appena annunciato un evento che promette di far parlare a lungo: per l’autunno del 2026 arriverà una mostra davvero senza precedenti, con oltre 100 opere da tutto il mondo. Un progetto ambizioso, in cantiere da mesi, che punta a mettere Milano al centro della scena internazionale dell’arte contemporanea. L’idea è chiara: offrire al pubblico un viaggio attraverso culture e linguaggi diversi, con esposizioni mai viste prima in Italia.

Una mostra corale: il MUDEC apre alle contaminazioni

Durante una breve conferenza stampa nella sede di via Tortona, poco dopo le 11 del mattino, gli organizzatori hanno svelato qualche dettaglio sulla mostra autunnale del 2026. Non sarà la solita rassegna: il MUDEC vuole creare un vero e proprio laboratorio all’aperto. Ci saranno installazioni site-specific, performance e video arte, pensate per far dialogare artisti di generazioni diverse, scuole e Paesi lontani. “Stiamo lavorando con curatori internazionali e istituzioni da Asia, Africa e Americhe”, ha spiegato la direttrice Maria Grazia Capulli, sottolineando l’attenzione verso i nuovi modi di fare arte.

Le oltre cento opere – tra dipinti, sculture, fotografie e lavori digitali – arriveranno da musei prestigiosi come il Centre Pompidou di Parigi, il MOMA di New York, il Museo d’Arte Contemporanea di Tokyo, ma anche da collezioni private e fondazioni europee. “Siamo ancora nella fase di selezione”, ha confidato una curatrice. La lista definitiva sarà resa nota solo nei primi mesi del prossimo anno.

Le anticipazioni sui contenuti

Tra i nomi già emersi ci sono artisti affermati come El Anatsui, famoso per i suoi tessuti realizzati con materiali riciclati, e Yayoi Kusama, icona della pop art giapponese. Le prime indiscrezioni raccolte tra galleristi milanesi parlano di un percorso suddiviso in sezioni tematiche che toccheranno temi come identità, ambiente e nuove tecnologie. Nessuna conferma ufficiale però: “Il programma è ancora top secret”, ha tagliato corto la direttrice Capulli quando è stata sollecitata sulle anticipazioni.

La mostra si arricchirà anche di workshop aperti a giovani artisti italiani ed europei. Una scelta che punta a rendere la rassegna viva e partecipata dalla città stessa. “Vogliamo coinvolgere scuole e associazioni locali”, ha detto uno degli organizzatori mentre sistemava i primi materiali all’ingresso del MUDEC.

Milano si prepara al 2026: attese ricadute sul territorio

L’impatto dell’evento non sfugge a chi lavora nel turismo cittadino: secondo Milano&Partners, l’ente che promuove la città, questa mostra potrebbe portare fino a 150mila visitatori in più durante l’autunno 2026. Gli hotel della zona Tortona si stanno già preparando a un boom di prenotazioni; le gallerie private organizzano eventi collaterali; i ristoratori puntano su un pubblico internazionale, soprattutto dopo le esperienze positive degli ultimi anni legate all’arte.

Anche il Comune dà una mano sul fronte logistico: nei weekend dell’esposizione sono previsti servizi speciali di trasporto pubblico e collaborazioni con musei satellite per creare itinerari integrati. “Questo progetto fa parte del piano per rilanciare la cultura cittadina in vista delle Olimpiadi 2026”, ha ricordato l’assessore alla cultura Tommaso Sacchi durante un sopralluogo negli spazi rinnovati del museo.

L’attesa per il calendario ufficiale

I biglietti ancora non sono in vendita. Dal MUDEC fanno sapere che la prevendita partirà all’inizio dell’estate 2026, riservata prima a soci e scuole. Prezzi e orari saranno annunciati entro la prossima primavera. Intanto cresce l’interesse anche dall’estero, con tante richieste d’informazioni.

Una mostra così ampia – più di cento opere internazionali sotto lo stesso tetto – è un’occasione rara per Milano. Chi lavora nel settore parla di un evento imperdibile per chi vuole capire dove va l’arte oggi senza lasciare la città. E forse sarà anche un modo per guardare con occhi nuovi alla vitalità culturale milanese, oltre gli schemi già noti.

(M.B.)

Stefania Palenca

Da sempre nutro una forte curiosità per le vicende passate e le tracce che hanno lasciato nel nostro presente. Ho scoperto presto che nulla racconta una storia meglio dei muri di un'antica cattedrale o delle pennellate su una tela impolverata. Mi sono laureata in Storia presso l'Università di Catania, un percorso accademico che mi ha permesso di immergermi nei racconti e nei segreti di questa meravigliosa isola. Durante gli studi, ho perfezionato le mie competenze con un master in Conservazione dei Beni Culturali, comprendendo ancor di più l'importanza di preservare queste ricchezze per le generazioni future. Attraverso i miei articoli, esploro non solo i grandi siti turistici, ma anche i piccoli gioielli meno conosciuti che celano storie straordinarie e avvincenti. Porto i lettori in un viaggio attraverso l'arte e l'architettura, dall'epoca greca a quella normanna, passando per i fasti del Barocco siciliano. Quando non sono impegnata nella ricerca o nella scrittura, mi piace camminare per le vie dei centri storici, partecipare a conferenze e visitare musei e gallerie d'arte. Credo fermamente che ogni pietra, ogni dipinto e ogni edificio abbia una storia da raccontare, ed è mio compito dare voce a queste storie. Vi invito a seguirmi nel mio viaggio attraverso la Sicilia, scoprendo insieme le meraviglie artistiche e architettoniche che hanno modellato la nostra identità culturale

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