Cronaca

Le app per sentirsi sempre le donne al sicuro in città

Le migliori app per garantire una soglia minima di sicurezza in zone o in fasce orarie poco frequentate alle donne e non solo

Negli ultimi anni si sta cercando diversi modi in cui la parità di genere potrebbe essere applicata alla pianificazione urbana, portando da una parte alla maturazione di teorie sul femminismo di periferia e dall’altra garantire una soglia minima di sicurezza a chi si muove tra le vie di una città in zone oppure in fasce orarie poco frequentate.

Circa 1 donna su 3 non esce alla sera da sola per paura, contro 1 uomo su 12. Ciascuno ha una percezione diversa della sicurezza, non tutti provano lo stesso stato di allerta in determinate situazioni ma tutti meritano di sentirsi a proprio agio camminando per strada, anche la sera.

Negli ultimi anni sono nati diversi servizi di ascolto e aiuto per far sentire le donne più sicure, in ogni circostanza, 24 ore su 24. Alcuni di questi, fanno parte di applicazioni che si possono scaricare sui propri cellulari e tenere quindi sempre in tasca. Vediamole insieme

Le app gratuite per sentirsi sempre al sicuro in città

Iniziamo con Wher, una vera e propria versione alternativa di Google Maps a cui hanno collaborato finora oltre 50mila donne italiane, pronte a segnalare per ogni strada che conoscono se è possibile attraversarla in sicurezza durante la notte, dopo la chiusura dei negozi oppure in altre circostanze particolari.

Foto | Instagram https://www.instagram.com/wher_app – arabonormannaunesco.it

 

Ogni utente può lasciare un feedback scrivendo un commento testuale su piazze, vicoli e viali che sarà visualizzabile da chi avrà scaricato l’app e che permetterà alle persone di passaggio di potersi orientare con maggiore serenità scegliendo il percorso più tranquillo da percorrere a piedi o in bici, da sole oppure in compagnia, al mattino presto o di notte.

Se si sta ricevendo un approccio indesiderato che magari ci ha anche colto alla sprovvista, c’è chi consiglia il dispositivo di sicurezza come ItsMyRomeo per lanciare in un solo tocco un segnale sonoro e luminoso con cui stordire l’aggressore e attirare l’attenzione dei passanti.

Se invece si preferisce utilizzare il proprio smartphone si può utilizzare l’app italiana Siamo sicure! per visualizzare sul display diversi pulsanti da sfiorare in modo facile e veloce: uno attiva un suono ad alto volume, un altro sfrutta la torcia per generare una luce intensa e disturbante, mentre un terzo fa partire una chiamata a un contatto di emergenza e un quarto invia un SMS preimpostato a un numero che si può inserire nelle impostazioni.

Restando sempre in tema di richieste di aiuto c’è Kitestring, un’app per la sicurezza usata in molti Paesi del mondo che, a intervalli di tempo che si possono personalizzare, chiede all’utente di inserire un codice per confermare di stare bene.

Se la sequenza non viene immessa allo scadere del timer il sistema allerta in automatico uno o più numeri di telefono. Della stessa tipologia sono ParachuteSekura che, oltre a inviare un messaggio di allerta via sms ai propri contatti, simula la ricezione di una chiamata finta.

Inoltre Parachute fa partire un’utile registrazione audio e video che viene condivisa in diretta con i propri numeri di emergenza.

Poi c’è What3words, un’app grazie alla quale, come viene spiegato nella sua descrizione ufficiale, “a ogni quadrato di tre metri è stata assegnata una combinazione di tre semplici parole: un indirizzo univoco con cui puoi individuare, condividere e raggiungere qualunque luogo con estrema precisione”.

Sfruttando questa singolare modalità di geolocalizzazione, risulterà molto più agevole segnalare dove ci si trova a un conoscente o a una volante, evitando così di fornire indicazioni approssimative e rallentare le misure di soccorso.

Oltre a rivolgersi a familiari e amici quando si subisce una molestia, è fondamentale riuscire ad avvisare quanto prima anche le Forze dell’Ordine.

Ecco che per farlo esistono app come EchoSOSStalking Buster che, in base alla geolocalizzazione, individuano i servizi di emergenza più vicini e permettono di mandare sms, telefonare o inviare una notifica automatica con i dati personali registrati in precedenza.

Esistono poi SHAW 112 Where Are U, che invece mettono in contatto con il 112 o con il 1522, rispettivamente il numero unico di emergenza europeo e il numero unico nazionale antiviolenza e anti-stalking: se non si è nelle condizioni di parlare, basterà infatti selezionare il tipo di emergenza fra le opzioni per ricevere assistenza immediata.

Guardian Safely Around è un’app che racchiude sistema di navigazione e monitoraggio del pericolo: all’interno dell’applicazione è possibile individuare quale sia il percorso più sicuro per raggiungere una destinazione, aggiungere i propri guardiani – amici o familiari – e i principali numeri di emergenza, come la chiamata rapida al 112.

Infine parliamo di Viola Walkhome, un servizio di videoaccompagnamento internazionale attivo 24 ore su 24 per tutti coloro che cercano compagnia quando tornano a casa la sera.

L’applicazione videoregistra, in caso di emergenza, la chiamata in corso con i volontari selezionati e, in caso di violenza, allerta immediatamente alle forze dell’ordine in caso di violenza. Si tratta di un servizio gratuito, attivo su territorio nazionale ed europeo.

Giulia De Sanctis

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