Milano, 7 febbraio 2026 – Preoccupazione e attesa hanno segnato le ultime ore a Milano, dove questa mattina il sindaco Giuseppe Sala ha convocato d’urgenza una riunione in municipio per fare il punto sulla possibile presenza di diossina nell’aria, dopo l’incendio scoppiato nella notte in un impianto di trattamento rifiuti nella zona industriale di Bovisasca. All’incontro – iniziato alle 9 – hanno partecipato rappresentanti di ARPA Lombardia, Protezione Civile, ASL e Prefettura, con l’obiettivo di capire cosa sia successo davvero e quali rischi ci siano per la popolazione.
Attesa tesa per i dati sulla diossina
Le analisi, ha spiegato una fonte di ARPA Lombardia a alanews.it poco prima della riunione, “sono ancora in corso e i risultati definitivi arriveranno nel pomeriggio”. Stando alle prime informazioni raccolte sul posto, i vigili del fuoco sono riusciti a domare le fiamme solo all’alba, dopo diverse ore di lavoro. L’incendio è divampato intorno alle 23 di ieri in un capannone dove si trovavano plastiche e residui industriali. Una nube nera e densa si è sollevata visibile in tutta la zona nord-ovest della città.
La presenza di materiali pericolosi ha fatto scattare subito il protocollo di sicurezza: “Abbiamo attivato i monitoraggi dell’aria nelle prime ore della notte”, ha detto un tecnico ARPA durante la riunione. “I primi rilievi non mostrano picchi anomali, ma servono analisi più precise per valutare la quantità reale di diossina”.
Residenti in ansia, scattano le precauzioni
Durante la notte molte persone nei quartieri di Bovisasca, Comasina e Affori hanno chiamato le forze dell’ordine segnalando “un forte odore acre” e chiedendo chiarimenti. “Non sapevamo se restare in casa o chiudere tutte le finestre”, racconta Enrico, che abita in via Bovisasca. Intanto il Comune ha diffuso una nota alle 7:15 invitando i cittadini delle zone coinvolte a “limitare gli spostamenti non necessari” fino a nuovo avviso.
“È solo una misura precauzionale”, ha sottolineato il sindaco Sala durante il punto stampa a Palazzo Marino. “Capisco la preoccupazione della gente, ma aspettiamo i dati ufficiali prima di prendere decisioni più drastiche”.
Incendio: indagini sulle cause
Secondo i primi accertamenti dei vigili del fuoco, l’incendio sarebbe partito da un’area laterale del capannone, probabilmente per cause accidentali. “Per fortuna non ci sono feriti”, ha confermato il comandante provinciale Luigi La Forgia poco dopo le 10 in municipio. “Spegnere le fiamme è stato complicato perché i materiali plastici hanno fatto propagare rapidamente il fuoco”.
Le squadre sono rimaste sul posto anche dopo lo spegnimento per bonificare l’area e raccogliere elementi utili all’indagine. Gli investigatori stanno già esaminando le immagini delle telecamere di sorveglianza; nei prossimi giorni si aspettano aggiornamenti.
Attesa tesa e reazioni istituzionali
Nel frattempo la città resta con il fiato sospeso. Nei quartieri colpiti si sente chiaramente l’ansia: “Le mamme chiedono notizie ogni ora”, dice un’insegnante della scuola primaria in via Ciriè. L’assessora all’Ambiente, Elena Grandi, raggiunta fuori dal municipio subito dopo la riunione, ha spiegato che “in base ai dati che arriveranno nel pomeriggio decideremo se servono altre misure”.
Un clima carico di tensione: “Abbiamo aperto tutti i canali per comunicare velocemente – siti comunali, social network, newsletter nelle scuole – così da aggiornare tutti in tempo reale”, ha aggiunto Sala.
L’obiettivo è chiaro: proteggere la salute pubblica. Solo quando l’ARPA Lombardia pubblicherà i risultati sulle concentrazioni di diossina si potrà capire se la paura dei residenti svanirà presto o se sarà necessario mantenere alte le cautele.





