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Il maestoso viaggio delle balene megattere da Perth a Kimberley in Western Australia

Perth, 17 febbraio 2026 – Ogni anno, tra giugno e novembre, migliaia di megattere attraversano le acque della costa occidentale australiana, da Perth fino alle remote zone selvagge di Kimberley. Un viaggio che, secondo il Dipartimento dell’Ambiente dell’Australia Occidentale, coinvolge oltre 40.000 esemplari: madri, piccoli appena nati e interi branchi che risalgono la rotta migratoria tra l’Antartide e le calde lagune tropicali. Ma perché proprio qui? L’abbondanza di cibo e la relativa sicurezza delle baie australiane trasformano questi chilometri di mare in uno dei corridoi più frequentati al mondo da questa specie.

L’imponente migrazione lungo la costa ovest

Il primo segnale delle megattere nei dintorni di Perth arriva quasi sempre all’inizio dell’inverno australe. Nel porto di Fremantle, mentre l’aria è ancora fresca e il chiacchiericcio dei pescatori rompe il silenzio dell’alba, qualcuno avvista i primi sbuffi a largo già verso metà giugno. “È un appuntamento che non salta mai”, racconta Jason Browning, skipper di una compagnia locale che organizza tour per vedere le balene. “Un giorno ti svegli e sembra che la baia stia proprio respirando”. I dati raccolti dal Western Australian Museum confermano la presenza costante di questi giganti fino a novembre inoltrato.

Più a nord, nella baia di Exmouth e attorno al celebre Ningaloo Reef, la migrazione raggiunge il suo momento clou. Le guide naturalistiche spiegano che il punto caldo è rappresentato dalle acque limpide intorno a Coral Bay, dove le madri partoriscono e allattano i piccoli. Per il biologo marino Andrew Hope, “qui si ritrovano spesso gruppi numerosi, perché le correnti portano molto plancton. Le megattere lo sanno bene e si affidano a questo luogo”. La gente del posto si è abituata a questa presenza: pescatori e baristi condividono gli orari degli avvistamenti come si farebbe con le previsioni del tempo.

Dalla barriera corallina alle remote coste di Kimberley

Proseguendo verso nord-ovest, il paesaggio cambia. Le spiagge si tingono di rosso e la vegetazione si fa più rada. Qui, tra Broome e l’isolato arcipelago delle Buccaneer Islands, la migrazione delle megattere segna un’altra tappa importante. Il Kimberley Marine Research Program ha stimato che nel tratto fra Cape Leveque e Derby transitano ogni anno circa 15.000 cetacei.

Non mancano aneddoti curiosi: alle prime ore del mattino, con la bassa marea, gli operatori locali osservano spesso salti ed evoluzioni delle balene a poche centinaia di metri dalla riva. “C’è chi viene apposta da Sydney o Melbourne per assistere a queste scene”, confida sottovoce una guida turistica mostrando le foto scattate con il cellulare. Ma il passaggio così vicino alla costa comporta anche rischi: in alcune occasioni si sono verificati spiaggiamenti accidentali, fortunatamente quasi sempre risolti grazie all’intervento tempestivo dei volontari.

Impatto su turismo ed economia locale

Negli ultimi dieci anni l’interesse per il whale watching in Western Australia è cresciuto senza sosta. Solo nel 2025 sono stati venduti più di 75.000 biglietti per tour in barca lungo la costa da Perth a Broome (fonte: Tourism Western Australia). Questo flusso ha avuto effetti concreti sull’economia dei piccoli centri costieri. A Coral Bay, ad esempio, la titolare di un chiosco racconta che “d’estate i clienti raddoppiano”, mentre a Exmouth molte strutture ricettive segnano il tutto esaurito già ad aprile.

Il fenomeno porta però anche nuove sfide. Gli esperti dell’Università del Western Australia sottolineano l’importanza di regolare l’avvicinamento delle imbarcazioni alle megattere. “Serve trovare un equilibrio tra tutela degli animali e sviluppo del turismo”, ha spiegato la professoressa Lian Tan durante un convegno recente. Le regole attuali impongono una distanza minima di 100 metri dai gruppi in movimento e vietano assolutamente il nuoto con le balene.

Conservazione e rischi ambientali

Nonostante i numeri incoraggianti della popolazione delle megattere, ci sono ancora rischi concreti. Il traffico marittimo in crescita vicino ai porti principali – Fremantle su tutti – espone i cetacei a collisioni accidentali e rumori molesti sott’acqua. Secondo uno studio pubblicato su “Marine Mammal Science”, solo nel 2025 sono stati registrati almeno quattro incidenti gravi nel tratto fra Mandurah e Geraldton.

Le associazioni ambientaliste locali chiedono più attenzione: “Il passaggio delle balene è un tesoro unico; serve investire in sistemi radar e campagne per far capire quanto sia importante proteggerle”, ribadisce Sean Murphy della Australian Marine Conservation Society. Intanto i residenti – quelli che vivono a Yanchep o nell’entroterra intorno a Dampier – dicono che negli ultimi anni vedere una megattera saltare all’orizzonte è tornata ad essere una scena normale ma sempre carica di emozione.

Insomma, il viaggio annuale delle megattere in Western Australia non è solo uno spettacolo naturale; rappresenta una sfida continua tra salvaguardia dell’ambiente, sviluppo economico e rispetto per le rotte antiche di questi giganti del mare. Chi guarda la scia bianca sulla superficie dell’oceano lo sa bene: qui ogni stagione lascia un segno diverso.

Stefania Palenca

Da sempre nutro una forte curiosità per le vicende passate e le tracce che hanno lasciato nel nostro presente. Ho scoperto presto che nulla racconta una storia meglio dei muri di un'antica cattedrale o delle pennellate su una tela impolverata. Mi sono laureata in Storia presso l'Università di Catania, un percorso accademico che mi ha permesso di immergermi nei racconti e nei segreti di questa meravigliosa isola. Durante gli studi, ho perfezionato le mie competenze con un master in Conservazione dei Beni Culturali, comprendendo ancor di più l'importanza di preservare queste ricchezze per le generazioni future. Attraverso i miei articoli, esploro non solo i grandi siti turistici, ma anche i piccoli gioielli meno conosciuti che celano storie straordinarie e avvincenti. Porto i lettori in un viaggio attraverso l'arte e l'architettura, dall'epoca greca a quella normanna, passando per i fasti del Barocco siciliano. Quando non sono impegnata nella ricerca o nella scrittura, mi piace camminare per le vie dei centri storici, partecipare a conferenze e visitare musei e gallerie d'arte. Credo fermamente che ogni pietra, ogni dipinto e ogni edificio abbia una storia da raccontare, ed è mio compito dare voce a queste storie. Vi invito a seguirmi nel mio viaggio attraverso la Sicilia, scoprendo insieme le meraviglie artistiche e architettoniche che hanno modellato la nostra identità culturale

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