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Diriyah si trasforma per Expo 2030: nuovi cantieri e skyline di gru per la rinascita della capitale saudita

Riyad, 14 dicembre 2025 – Diriyah si prepara a diventare un nuovo polo di riferimento per la cultura e il turismo mondiale, un traguardo fissato con decisione dal governo saudita in vista di Expo 2030. A sei anni dalla storica candidatura, mentre i cantieri avanzano senza sosta alle porte di Riyad, l’antica città è oggi al centro di un piano di rilancio urbano e culturale tra i più ambiziosi della regione.

Diriyah: la rinascita di una capitale storica

Fondata più di tre secoli fa, Diriyah è il cuore originario dell’Arabia Saudita. Qui, secondo la narrazione ufficiale, nacque il primo regno saudita nel XVIII secolo. Negli ultimi anni, però, la cittadina è diventata soprattutto il simbolo di una strategia nazionale che punta a diversificare l’economia e a richiamare visitatori da tutto il mondo. Il sito, riconosciuto dall’UNESCO come patrimonio mondiale, sta venendo trasformato in un distretto culturale con musei, gallerie d’arte, hotel di lusso e spazi per eventi internazionali.

I lavori, iniziati nel 2018, stanno ridisegnando l’antico quartiere di At-Turaif. Solo negli ultimi mesi sono state completate molte infrastrutture: dai nuovi viali alberati agli edifici in mattoni di fango restaurati con tecniche tradizionali. “Non vogliamo solo recuperare il passato”, ha detto un funzionario del progetto, “ma fare di Diriyah una meta dove storia e innovazione camminano insieme”.

Expo 2030: la sfida e gli investimenti

La scelta di Expo 2030 come scadenza chiave non è un caso. Riyad ospiterà infatti l’esposizione universale quell’anno e punta a mettere Diriyah sotto i riflettori come uno dei suoi gioielli principali. Secondo l’Autorità per lo Sviluppo di Diriyah, sono previsti investimenti per circa 63 miliardi di dollari, una cifra senza precedenti per il regno nel settore delle infrastrutture culturali.

Il progetto prevede più di 20 hotel a cinque stelle, oltre cento ristoranti, una vasta rete pedonale e numerose aree verdi, insieme a sale congressi e spazi per mostre temporanee. I promotori puntano ad attirare oltre 27 milioni di visitatori all’anno già dal primo anno dopo Expo.

Cultura e tradizione al centro del rilancio

Al centro dell’iniziativa c’è la valorizzazione del patrimonio locale. Gli organizzatori hanno sottolineato che i lavori sono seguiti da esperti internazionali e artigiani locali esperti nelle tecniche tradizionali. “Abbiamo coinvolto le comunità per salvaguardare la memoria storica di ogni edificio”, ha spiegato uno degli architetti.

Non si tratta solo di restauri: nella nuova Diriyah troveranno posto anche teatri, sale concerti e atelier d’arte. Sono in programma mostre sulla storia dell’Arabia, installazioni d’arte contemporanea e festival musicali pensati per coinvolgere residenti e turisti. L’offerta sarà varia: dalla cucina tipica agli spettacoli folkloristici fino alle visite guidate tra le antiche mura di At-Turaif.

Sostenibilità e tecnologia al servizio dello sviluppo

Uno dei punti fondamentali riguarda la sostenibilità ambientale. I nuovi edifici rispetteranno standard energetici rigorosi e utilizzeranno materiali a basso impatto ambientale. Gran parte dell’area sarà pedonale e si favoriranno forme dolci di mobilità come navette elettriche e piste ciclabili.

Nel cantiere si lavora anche su innovazione tecnologica: sensori per gestire l’acqua, sistemi smart per sicurezza e manutenzione sono già stati installati nelle zone completate. “Vogliamo che Diriyah diventi un modello non solo per la regione ma per tutto il mondo”, ha detto uno dei responsabili dello sviluppo.

Reazioni contrastanti tra entusiasmo e dubbi

L’entusiasmo in Arabia Saudita è palpabile – lo raccontano i residenti che vedono giorno dopo giorno cambiare volto al sito storico. “Prima era tutto fermo, ora si vede davvero il cambiamento”, dice Fatima Al Saud, giovane imprenditrice locale. Ma non mancano domande su costi e impatti sociali: alcuni osservatori esterni sottolineano l’importanza di garantire accesso e inclusione anche alle fasce meno abbienti.

A meno di cinque anni dall’apertura dell’Expo 2030, dunque, Diriyah si candida a diventare un laboratorio per il futuro saudita: un punto d’incontro tra passato e modernità. Sarà allora che capiremo se questo progetto riuscirà davvero a mantenere le promesse fatte oggi.

Stefania Palenca

Da sempre nutro una forte curiosità per le vicende passate e le tracce che hanno lasciato nel nostro presente. Ho scoperto presto che nulla racconta una storia meglio dei muri di un'antica cattedrale o delle pennellate su una tela impolverata. Mi sono laureata in Storia presso l'Università di Catania, un percorso accademico che mi ha permesso di immergermi nei racconti e nei segreti di questa meravigliosa isola. Durante gli studi, ho perfezionato le mie competenze con un master in Conservazione dei Beni Culturali, comprendendo ancor di più l'importanza di preservare queste ricchezze per le generazioni future. Attraverso i miei articoli, esploro non solo i grandi siti turistici, ma anche i piccoli gioielli meno conosciuti che celano storie straordinarie e avvincenti. Porto i lettori in un viaggio attraverso l'arte e l'architettura, dall'epoca greca a quella normanna, passando per i fasti del Barocco siciliano. Quando non sono impegnata nella ricerca o nella scrittura, mi piace camminare per le vie dei centri storici, partecipare a conferenze e visitare musei e gallerie d'arte. Credo fermamente che ogni pietra, ogni dipinto e ogni edificio abbia una storia da raccontare, ed è mio compito dare voce a queste storie. Vi invito a seguirmi nel mio viaggio attraverso la Sicilia, scoprendo insieme le meraviglie artistiche e architettoniche che hanno modellato la nostra identità culturale

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