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Digital Art Gallery di Gorizia: 100mila visitatori in 26 giorni nonostante i blackout iniziali

Roma, 14 gennaio 2026 – Ieri alle 18.02, nella Sala Grande dell’Auditorium Parco della Musica, è ufficialmente partito il Festival della Canzone Italiana 2026. Sul palco, con le luci accese e una platea piena, la cerimonia d’apertura ha subito qualche momento di tensione per un paio di blackout tecnici che hanno interrotto la diretta nei primi minuti. Ma, come ha ricordato il sindaco Roberto Gualtieri, tra i primi a prendere la parola, il debutto ha superato ogni aspettativa, portando entusiasmo e un clima positivo per la settimana musicale che si apre.

Debutto tra applausi e qualche intoppo tecnico

Il via al Festival è stato segnato da due brevi spegnimenti delle luci, sia in sala sia sul palco: per qualche minuto c’è stato silenzio, poi un brusio tra il pubblico che si guardava intorno spaesato. I tecnici sono intervenuti subito. “Sembrava quasi un segnale d’inizio alternativo, ci ha presi un po’ alla sprovvista – racconta Giorgia, studentessa seduta nelle prime file – ma la diretta è anche questo: tensione vera.” Solo dopo la ripresa, la presentatrice ha ripreso il filo e dato il via alla prima delle venti esibizioni previste.

Anche Gualtieri ha descritto l’emozione del momento: “C’è stata grande energia e partecipazione, un’atmosfera che ha superato ogni aspettativa”. Ha sottolineato come i problemi tecnici siano stati risolti rapidamente grazie alla “professionalità dello staff”. Tra il pubblico molti hanno preso l’incidente con filosofia: “Un imprevisto da niente”, hanno detto ridendo, ricordando esordi di festival ben più complicati.

Le prime impressioni e le aspettative per la kermesse

Nella sala stampa si sono rincorse diverse opinioni: chi si concentrava sul livello delle canzoni in gara, chi sulle presenze illustri in platea – tra cui la regista Francesca Archibugi seduta accanto a Carlo Verdone, con qualche selfie scattato con i conduttori. Secondo le stime degli organizzatori, oltre 2.500 persone hanno assistito dal vivo alla cerimonia d’apertura. Lo streaming online – dati forniti dalla piattaforma ufficiale – avrebbe raggiunto quasi 400mila utenti nei primi venti minuti, segno di una curiosità che almeno per ora non sembra calare.

Le canzoni proposte ieri sera hanno diviso un po’ le opinioni: qualcuno ha parlato di “alto livello compositivo”, altri hanno sottolineato l’attenzione ai giovani interpreti, con almeno metà dei concorrenti sotto i trent’anni. “Non ci aspettavamo così tanta freschezza nei suoni”, ha ammesso Marco Morandi, autore presente in sala.

Il pubblico e gli addetti ai lavori reagiscono

Fuori dall’Auditorium, nel piazzale su viale Pietro de Coubertin, decine di spettatori commentavano l’evento mentre scattavano foto e video con lo smartphone. Qualcuno raccontava di code già dalle 16 all’ingresso; altri paragonavano questa edizione a festival passati più caotici. Nonostante qualche rallentamento ai controlli di sicurezza, l’organizzazione ha retto senza problemi seri. “Un esordio che fa ben sperare,” ha detto Anna Franchi, responsabile della sicurezza interna, mentre controllava i varchi intorno alle 19.

A fine serata, nonostante le brevi interruzioni iniziali – durate meno di tre minuti – il bilancio è stato positivo. Il direttore artistico Paolo Stella ha spiegato che “sono incidenti possibili quando si lavora in diretta e con impianti così complessi”. Nessuna polemica aperta quindi; solo una partenza un po’ movimentata ma con un pubblico coinvolto.

Sguardo alle prossime serate

L’attenzione resta alta anche oggi: nella seconda serata si alterneranno artisti emergenti e nomi noti della canzone italiana. Tra gli ospiti attesi Fiorella Mannoia e Achille Lauro; intorno alle 22 è previsto un tributo a Franco Battiato. Gli organizzatori puntano a confermare i buoni numeri e i riscontri positivi raccolti ieri sia dal vivo sia online.

Il sindaco Gualtieri, intervistato al termine della cerimonia, ha aggiunto una nota personale: “Dopo la pandemia non era scontato vedere questa sala così piena e coinvolta. È un segnale importante per tutta la città.” All’uscita dall’Auditorium molti commentavano proprio quell’atmosfera nuova: fatta di attese… e di qualche blackout subito messo da parte.

Le luci restano accese adesso: la vera sfida è appena cominciata.

Stefania Palenca

Da sempre nutro una forte curiosità per le vicende passate e le tracce che hanno lasciato nel nostro presente. Ho scoperto presto che nulla racconta una storia meglio dei muri di un'antica cattedrale o delle pennellate su una tela impolverata. Mi sono laureata in Storia presso l'Università di Catania, un percorso accademico che mi ha permesso di immergermi nei racconti e nei segreti di questa meravigliosa isola. Durante gli studi, ho perfezionato le mie competenze con un master in Conservazione dei Beni Culturali, comprendendo ancor di più l'importanza di preservare queste ricchezze per le generazioni future. Attraverso i miei articoli, esploro non solo i grandi siti turistici, ma anche i piccoli gioielli meno conosciuti che celano storie straordinarie e avvincenti. Porto i lettori in un viaggio attraverso l'arte e l'architettura, dall'epoca greca a quella normanna, passando per i fasti del Barocco siciliano. Quando non sono impegnata nella ricerca o nella scrittura, mi piace camminare per le vie dei centri storici, partecipare a conferenze e visitare musei e gallerie d'arte. Credo fermamente che ogni pietra, ogni dipinto e ogni edificio abbia una storia da raccontare, ed è mio compito dare voce a queste storie. Vi invito a seguirmi nel mio viaggio attraverso la Sicilia, scoprendo insieme le meraviglie artistiche e architettoniche che hanno modellato la nostra identità culturale

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