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Crescita record pellegrini sulla Via Francigena: oltre 12 mila Testimonium a Roma secondo Santanchè

Roma, 22 febbraio 2026 – Sono stati più di 12 mila i pellegrini che hanno ritirato il Testimonium a Roma nell’ultimo anno. Un segnale chiaro di un rinnovato interesse per il cammino spirituale nella Capitale. A dare la notizia, oggi, sono stati gli organizzatori della Via Francigena, il celebre percorso che collega Canterbury a Roma attraversando l’Europa. Questa crescita ha catturato l’attenzione non solo delle diocesi, ma anche degli operatori turistici e delle amministrazioni locali.

La richiesta di Testimonium vola a Roma

Il Testimonium è quel documento ufficiale che certifica il completamento del pellegrinaggio fino alla tomba di Pietro. Viene consegnato all’arrivo, nell’Ufficio Pellegrini di via del Pellegrino 13, a pochi passi dalla Basilica di San Pietro. Nel 2025, oltre 12.000 persone lo hanno chiesto: un numero che supera quello degli anni precedenti, spinto anche dal clima più favorevole e dal vicino Giubileo del 2025. “Numeri così non li vedevamo da tempo, specialmente d’estate”, spiega Don Marco Zappa, responsabile dell’accoglienza. Tra i pellegrini ci sono tanti giovani, ma anche gruppi familiari e persone oltre i 60 anni.

Sempre più stranieri lungo la Francigena

Arrivano a Roma con lo zaino in spalla e le scarpe consumate: i pellegrini hanno macinato chilometri lungo la Via Francigena, la storica via medievale dei viandanti. Il cammino attraversa città come Siena, Viterbo e Bolsena prima di tagliare le campagne laziali fino alle porte di Roma. Gli organizzatori spiegano che nel 2025 quasi il 40% di chi è arrivato nella Capitale veniva dall’estero: Francia, Germania, Regno Unito e anche Stati Uniti in prima fila. “Non mi aspettavo un’accoglienza così curata”, racconta Sarah, inglese di 34 anni. “Ho camminato per due settimane e non mi sono mai sentita sola”.

Il Testimonium: un simbolo forte

Per chi arriva nella Capitale dopo centinaia di chilometri c’è il momento del ritiro del Testimonium, simile per valore al famoso documento di Santiago de Compostela. Viene consegnato dallo staff dell’Ufficio Pellegrini, che controlla i timbri sul “credenziale”, una specie di passaporto del pellegrino dove si segnano tutte le tappe. “Molti ci dicono che senza il Testimonium l’esperienza sarebbe incompleta”, confida Francesca Bonifazi, volontaria sul campo. Per alcuni è un ricordo da tenere in cornice; per altri rappresenta il simbolo di un percorso spirituale o della sfida superata.

L’impatto sul territorio e sull’economia locale

L’aumento dei pellegrini si fa sentire anche sul territorio. Negozi e ristoranti lungo le ultime tappe della Francigena – tra Montefiascone e Formello – parlano di più passaggi, soprattutto da aprile a ottobre. Anche gli agriturismi della campagna romana hanno visto salire le prenotazioni quasi del 15%. “Abbiamo dovuto riorganizzare i turni”, ammette Chiara, titolare di un piccolo ostello a La Storta. Intanto il Comune si sta preparando per l’arrivo previsto in vista del Giubileo con nuovi punti informativi e una segnaletica più chiara nei sentieri cittadini.

Tra fede e turismo lento: perché si parte

Secondo l’Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF), dietro questa crescita c’è sia la ricerca spirituale sia la voglia di praticare un vero turismo lento. Molti raccontano di aver riscoperto paesi e borghi fuori dai soliti circuiti turistici. “Mi sono fermato spesso ad ascoltare storie della gente del posto”, racconta Marcello, insegnante milanese in cammino con la moglie. “Non è solo questione di fede: è riscoprire le piccole cose”. Il tutto è stato facilitato dalle nuove guide digitali e dalle app che aiutano ad orientarsi lungo i percorsi.

Giubileo alle porte: si guarda avanti

Il fatto che oltre 12 mila persone abbiano già ritirato il Testimonium lascia immaginare numeri ancora più alti per il prossimo Giubileo. Le autorità si preparano da tempo: sono già partiti i lavori per facilitare l’arrivo dei gruppi dalle stazioni fino al Vaticano. “Roma resta città d’arrivo”, dice Don Marco Zappa, “ma vuole essere anche punto di partenza per una nuova accoglienza”. Nel frattempo all’Ufficio Pellegrini ogni giorno si formano file ordinate in attesa del momento in cui una semplice pergamena sancirà la fine – o forse l’inizio – di un viaggio dentro l’Europa e dentro se stessi.

Stefania Palenca

Da sempre nutro una forte curiosità per le vicende passate e le tracce che hanno lasciato nel nostro presente. Ho scoperto presto che nulla racconta una storia meglio dei muri di un'antica cattedrale o delle pennellate su una tela impolverata. Mi sono laureata in Storia presso l'Università di Catania, un percorso accademico che mi ha permesso di immergermi nei racconti e nei segreti di questa meravigliosa isola. Durante gli studi, ho perfezionato le mie competenze con un master in Conservazione dei Beni Culturali, comprendendo ancor di più l'importanza di preservare queste ricchezze per le generazioni future. Attraverso i miei articoli, esploro non solo i grandi siti turistici, ma anche i piccoli gioielli meno conosciuti che celano storie straordinarie e avvincenti. Porto i lettori in un viaggio attraverso l'arte e l'architettura, dall'epoca greca a quella normanna, passando per i fasti del Barocco siciliano. Quando non sono impegnata nella ricerca o nella scrittura, mi piace camminare per le vie dei centri storici, partecipare a conferenze e visitare musei e gallerie d'arte. Credo fermamente che ogni pietra, ogni dipinto e ogni edificio abbia una storia da raccontare, ed è mio compito dare voce a queste storie. Vi invito a seguirmi nel mio viaggio attraverso la Sicilia, scoprendo insieme le meraviglie artistiche e architettoniche che hanno modellato la nostra identità culturale

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