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Al Museo del Cinema di Torino dal 31 marzo la mostra su Orson Welles: parte il progetto del giardino e apre il Museum Store

Milano, 17 dicembre 2025 – Nel cuore pulsante di Brera, quartiere da sempre custode di arte e storia, il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci si prepara a un nuovo capitolo. Proprio oggi è stato dato il via al progetto esecutivo per il giardino, con i cantieri che partiranno nei prossimi mesi. Il primo segnale concreto è atteso già all’inizio del 2026. Intanto, da febbraio, i visitatori troveranno una sorpresa: l’apertura ufficiale del nuovo Museum Store, uno spazio dedicato a appassionati, studenti e famiglie.

Il giardino che cambia volto

Non è la prima volta che il piccolo angolo verde dentro il museo finisce sotto i riflettori. “Stiamo investendo su uno spazio che vogliamo restituire alla città e alle scuole”, ha detto ieri in conferenza stampa Fiorenzo Galli, direttore generale dell’istituzione. Il giardino – oggi usato solo in parte per le attività didattiche e qualche visita guidata – sarà completamente rivisto, pensato per essere più accessibile. Cambieranno gli alberi, gli spazi si apriranno per eventi all’aperto. Gli architetti dello studio incaricato spiegano che verranno valorizzati gli antichi camminamenti dell’ex monastero, mescolando il verde storico con nuove panchine, installazioni artistiche e una piccola zona dove poter fare una pausa.

Il lavoro sarà graduale. L’idea è chiudere la parte principale entro l’autunno del 2026. “Vogliamo che il giardino diventi un vero punto d’incontro, non solo una semplice cornice”, ha aggiunto Galli, parlando anche di possibili rassegne estive e laboratori all’aperto. Il budget stimato è di circa 1,2 milioni di euro, finanziati in parte da fondi pubblici (Ministero della Cultura e Regione Lombardia) e in parte grazie a sponsor privati.

Museum Store: pronta l’apertura a febbraio

Intanto cresce l’attesa per l’inaugurazione del nuovo Museum Store. Il negozio, affacciato su via San Vittore e accessibile direttamente dall’atrio centrale del museo, aprirà i battenti nella prima settimana di febbraio 2026. I lavori sono quasi finiti; ieri gli operai erano impegnati nell’allestimento degli scaffali e nella posa delle vetrate.

All’interno si potranno trovare gadget ispirati alle collezioni storiche del museo, kit educativi, libri per grandi e piccoli, oltre a giochi scientifici e prototipi originali firmati dal personale dell’istituzione. “Puntiamo molto sulla qualità dei materiali e sull’identità legata a Leonardo”, spiega Elena Cioccarelli, responsabile sviluppo prodotti. L’arredo interno richiama le officine storiche milanesi: linee sobrie, legno chiaro e ferro battuto.

I prezzi saranno in linea con quelli degli altri store museali europei: dalle cartoline a 4 euro fino alle riproduzioni in miniatura delle macchine di Leonardo a 70 euro. Un occhio particolare è riservato alla sostenibilità: molti prodotti saranno fatti in Italia o provenienti da fornitori locali.

Un impatto reale sulla città

La novità non passa inosservata tra chi frequenta abitualmente il museo. I ragazzi del liceo scientifico “Volta”, incontrati all’uscita dalla biblioteca, vedono nel progetto “un buon motivo per fermarsi qui anche dopo scuola”. Tra i residenti circolano già richieste su quali eventi saranno organizzati negli spazi aperti: secondo alcune voci, si sta valutando una collaborazione con le associazioni di quartiere per concerti jazz nel weekend.

Il Comune di Milano guarda al progetto come a un tassello importante nel rilancio degli spazi culturali pubblici. “Rigenerare luoghi come questo significa investire nella partecipazione e nell’accessibilità”, ha ricordato ieri l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi.

Verso una nuova stagione di vita culturale

Se da un lato il restyling del giardino richiederà pazienza – con transenne e percorsi alternativi che cambieranno l’ingresso principale –, dall’altro il nuovo Museum Store promette di essere subito un punto di riferimento per chi lavora o abita nelle vicinanze. “È un piccolo passo per riavvicinare le persone ai musei”, ha detto Galli con un sorriso ironico, “ma sono proprio questi gesti concreti a cambiare davvero il volto della città”.

Gli interventi fanno parte di un piano triennale più ampio che prevede anche la digitalizzazione dei servizi educativi entro il 2027 e la riorganizzazione di alcune sale espositive. Per ora però la scena è tutta per due novità semplici ma importanti: un giardino che si trasforma e un negozio dove portarsi a casa un pezzo di scienza.

Stefania Palenca

Da sempre nutro una forte curiosità per le vicende passate e le tracce che hanno lasciato nel nostro presente. Ho scoperto presto che nulla racconta una storia meglio dei muri di un'antica cattedrale o delle pennellate su una tela impolverata. Mi sono laureata in Storia presso l'Università di Catania, un percorso accademico che mi ha permesso di immergermi nei racconti e nei segreti di questa meravigliosa isola. Durante gli studi, ho perfezionato le mie competenze con un master in Conservazione dei Beni Culturali, comprendendo ancor di più l'importanza di preservare queste ricchezze per le generazioni future. Attraverso i miei articoli, esploro non solo i grandi siti turistici, ma anche i piccoli gioielli meno conosciuti che celano storie straordinarie e avvincenti. Porto i lettori in un viaggio attraverso l'arte e l'architettura, dall'epoca greca a quella normanna, passando per i fasti del Barocco siciliano. Quando non sono impegnata nella ricerca o nella scrittura, mi piace camminare per le vie dei centri storici, partecipare a conferenze e visitare musei e gallerie d'arte. Credo fermamente che ogni pietra, ogni dipinto e ogni edificio abbia una storia da raccontare, ed è mio compito dare voce a queste storie. Vi invito a seguirmi nel mio viaggio attraverso la Sicilia, scoprendo insieme le meraviglie artistiche e architettoniche che hanno modellato la nostra identità culturale

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