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1-54 Marrakech: il Marocco protagonista alla fiera d’arte contemporanea africana fino all’8 febbraio

MARRAKECH, 6 febbraio 2026 – Marrakech resta il cuore pulsante della cultura marocchina con la rassegna “Riflettori puntati sul territorio”, partita questa settimana e in programma fino all’8 febbraio nei principali spazi della città. Dal Museo di Marrakech alla vivace piazza Jemaa el-Fnaa, passando per i riad storici della medina, la manifestazione riunisce artisti, residenti e turisti attorno a eventi che, con i loro colori e suoni locali, raccontano l’anima in continuo cambiamento della città. Un calendario fitto: vernissage, laboratori per bambini, spettacoli serali.

Eventi tra tradizione e nuovi stimoli

Lunedì sera ha aperto la rassegna una mostra collettiva dedicata agli artigiani del quartiere Mellah, zona simbolo della storia ebraica locale. “Abbiamo voluto creare un percorso immersivo che unisse tessuti, fotografie e oggetti di uso quotidiano”, ha detto Leila Aouad, curatrice dell’esposizione. Nei laboratori artigianali di Rue Bahia si sono alternate – dalle 10 alle 19 – dimostrazioni di lavorazione della pelle, corsi di ceramica e racconti affidati agli anziani del quartiere.

I turisti provenienti da Francia e Italia hanno invaso i vicoli, attratti anche dagli spettacoli itineranti. Intorno alle 17 gruppi di curiosi si sono radunati davanti a un ensemble di musicisti gnawa: tamburi e cimbali scandivano ritmi coinvolgenti che hanno fatto battere le mani anche a chi non conosce questa tradizione. L’ufficio cultura del Comune conta almeno 3mila visitatori al giorno durante tutta la rassegna.

Una città che si reinventa davvero

Questa quarta edizione dal 2020 nasce con l’obiettivo di “riscoprire i luoghi storici lontani dai circuiti turistici”, ha ricordato il sindaco Abdelkader Bouzid nel discorso d’apertura. Marrakech, crocevia da secoli, sta attraversando una fase di cambiamento: botteghe dei souk Semmarine in restauro e nuove aperture culturali tra Avenue Hommane El Fatouaki e Gueliz.

Il festival invita anche ad andare oltre la medina classica: nel quartiere Sidi Youssef Ben Ali è stata montata una grande tela collettiva dove chiunque può lasciare un segno o un pensiero. “Qui vogliamo mostrare non solo la Marrakech da cartolina – ha raccontato la promotrice Samira El Khoudri – ma quella vera dei bambini che vanno a scuola o dei commercianti che aprono all’alba”.

Incontri internazionali e laboratori per tutti

Gli organizzatori hanno puntato sul dialogo tra culture: da una parte laboratori di calligrafia araba con docenti universitari di Rabat; dall’altra incontri su sostenibilità e valorizzazione urbana con architetti francesi e italiani. Martedì pomeriggio, alle 15.30 nella sala grande del Dar Cherifa, si è svolta una tavola rotonda su “Patrimonio e futuro delle città del Sud” con il sociologo Abdellah Laroui e l’urbanista Massimo Bricocoli del Politecnico di Milano.

Per i più piccoli – secondo il programma diffuso dal Comune – ci sono giochi teatrali, narrazioni popolari con artisti della compagnia Al Halqa e laboratori sensoriali con spezie e piante aromatiche locali.

Un impatto che si vede

Passeggiando ieri mattina vicino alla Koutoubia si percepiva una città sveglia, animata da un fermento nuovo: colori vivaci sui muri, gruppetti intenti a scattare foto vicino alle installazioni temporanee in ferro battuto. “Sono tornato qui dopo dieci anni – ha detto un turista parigino – e trovo Marrakech profondamente cambiata. Più attenta ai dettagli”.

Molti commercianti del souk El Kebir hanno notato un aumento delle vendite, soprattutto nelle ore serali. “È una boccata d’aria dopo mesi difficili”, ammette Youssef Bensalah, venditore di tessuti berberi da oltre trent’anni. I numeri ufficiali arriveranno dopo l’8 febbraio, ma già si respira soddisfazione tra organizzatori e residenti.

Il futuro oltre la festa

Quando le luci della rassegna si spegneranno – giovedì sera chiusura in piazza Jemaa el-Fnaa con una parata musicale –, resterà una domanda: come far diventare queste occasioni incontri veri tra chi vive qui ogni giorno e chi passa? L’amministrazione sembra pronta a portare questa esperienza in altri quartieri. “La sfida è mantenere vivo questo interesse tutto l’anno”, ha concluso Bouzid.

Intanto Marrakech, nei suoi angoli pieni di storie e vita quotidiana, sembra voler continuare a stupire chi decide di scoprirla proprio ora.

Stefania Palenca

Da sempre nutro una forte curiosità per le vicende passate e le tracce che hanno lasciato nel nostro presente. Ho scoperto presto che nulla racconta una storia meglio dei muri di un'antica cattedrale o delle pennellate su una tela impolverata. Mi sono laureata in Storia presso l'Università di Catania, un percorso accademico che mi ha permesso di immergermi nei racconti e nei segreti di questa meravigliosa isola. Durante gli studi, ho perfezionato le mie competenze con un master in Conservazione dei Beni Culturali, comprendendo ancor di più l'importanza di preservare queste ricchezze per le generazioni future. Attraverso i miei articoli, esploro non solo i grandi siti turistici, ma anche i piccoli gioielli meno conosciuti che celano storie straordinarie e avvincenti. Porto i lettori in un viaggio attraverso l'arte e l'architettura, dall'epoca greca a quella normanna, passando per i fasti del Barocco siciliano. Quando non sono impegnata nella ricerca o nella scrittura, mi piace camminare per le vie dei centri storici, partecipare a conferenze e visitare musei e gallerie d'arte. Credo fermamente che ogni pietra, ogni dipinto e ogni edificio abbia una storia da raccontare, ed è mio compito dare voce a queste storie. Vi invito a seguirmi nel mio viaggio attraverso la Sicilia, scoprendo insieme le meraviglie artistiche e architettoniche che hanno modellato la nostra identità culturale

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