Venezia, 20 febbraio 2026 – Dal prossimo aprile il Veneto si prepara a ospitare il primo forum nazionale “Ville Venete Re-thinking”, un appuntamento pensato per ridisegnare il ruolo di queste straordinarie dimore nel panorama culturale e economico italiano. L’evento, in programma dal 15 al 17 aprile tra Venezia e Treviso, riunirà istituzioni, studiosi, proprietari e operatori del settore culturale. L’idea che spinge gli organizzatori è chiara: ripensare come gestire e valorizzare le Ville Venete, testimonianze di storia ma anche sfide attuali, tra conservazione e apertura al pubblico.
Ville Venete: un patrimonio da proteggere, ma anche da rilanciare
Nel Veneto ci sono più di 4.200 Ville Venete, secondo il Consorzio Ville Venete, sparse tra le province di Venezia, Treviso, Vicenza e Padova. Molte sono ancora in mano privata, altre sotto la tutela degli enti pubblici o della Regione. Il loro valore artistico e storico è enorme – basti pensare alle famose ville palladiane di Vicenza o a quelle lungo il Brenta – ma la questione della gestione resta spinosa. “Servono idee nuove per mantenere vivo questo patrimonio”, ha detto ieri Francesca Bartolini, presidente dell’Associazione Proprietari Ville Venete, durante la presentazione del forum alla Fondazione Querini Stampalia.
Al centro della discussione c’è la sostenibilità economica: restaurare questi complessi costa molto. Si parla di milioni solo per mettere in sicurezza tetti e facciate. Alcuni rischiano l’abbandono o finire nelle mani di acquirenti stranieri. Eppure il potenziale turistico delle Ville Venete resta ancora tutto da esplorare – “Pochi sanno quanto tesoro si nasconde nelle campagne venete”, ha spiegato uno degli organizzatori, ricordando la Villa Emo a Fanzolo di Vedelago. Ogni anno la villa accoglie circa 30 mila visitatori ma con una promozione adeguata potrebbe raddoppiare.
Un confronto aperto per disegnare nuove strade
Il forum propone tavole rotonde e workshop dedicati a esperti del settore, amministratori pubblici e imprenditori. I temi sul tavolo? Restauro sostenibile, apertura al pubblico, ospitalità extra-alberghiera, eventi culturali nelle ville e collaborazione con le università per formare nuovi professionisti. La prima giornata vedrà l’intervento del ministro della Cultura Gennaro Ricci e della presidente della Regione Veneto Maria Antonietta De Rossi. Ricci aprirà i lavori nella splendida cornice di Villa Foscarini Rossi a Stra (ore 10), alla presenza anche di una delegazione europea guidata da Europa Nostra.
“Siamo a un bivio”, ha detto il ministro Ricci anticipando il suo discorso. “Le Ville Venete possono diventare un motore per la cultura e il turismo o rischiano di chiudersi su se stesse”, ha avvertito. Parole che fanno eco a quelle del sindaco di Treviso Lorenzo Baggio: “La sfida è creare una rete tra proprietari e istituzioni per trovare risorse pubbliche e private e salvaguardare insieme questo patrimonio”.
Turismo esperienziale: un’opportunità concreta
Tra i temi più caldi c’è quello del turismo esperienziale. Negli ultimi anni alcune ville hanno aperto le porte ai visitatori proponendo degustazioni enogastronomiche, concerti o laboratori artigianali. Secondo la Regione Veneto nel 2025 più di 250 mila turisti hanno scelto soggiorni in ville storiche, preferendo spesso agriturismi o B&B ricavati nei casali annessi.
“La gente cerca esperienze vere sul territorio”, racconta Luca Zanella di Villa Soranzo–Conestabile a Santa Maria di Sala. Zanella conferma che cresce la richiesta per matrimoni ed eventi privati. Restano però problemi pratici: collegamenti pubblici poco efficienti e difficoltà nell’accesso ai bandi nazionali per i restauri.
Digitalizzazione e formazione: due fronti aperti
Non va sottovalutata nemmeno la questione della digitalizzazione. Molte ville non hanno siti web aggiornati né strumenti per visite virtuali. “Serve un salto in avanti anche su questo fronte”, commenta l’assessora alla cultura del Veneto Anna Filippi. Le università locali stanno lavorando con le amministrazioni per sviluppare corsi specifici: architetti, storici dell’arte e operatori culturali saranno chiamati a raccogliere questa sfida che non riguarda solo la conservazione materiale ma anche quella digitale.
Al termine del forum sarà presentata una prima bozza di protocollo d’intesa tra Regione Veneto, Ministero della Cultura e associazioni dei proprietari. L’obiettivo è snellire l’accesso ai fondi europei e creare una rete condivisa per valorizzare le ville in modo concreto. Un passo importante – sottolineano gli addetti ai lavori – perché le Ville Venete tornino a essere luoghi vivi, aperti al pubblico e capaci di generare valore anche per chi ci vive intorno.





