Roma, 21 gennaio 2026 – Questa mattina è stato presentato l’ultimo rapporto Unioncamere-Isnart, che mette nero su bianco chi sono i protagonisti dell’offerta turistica in Italia oggi. I numeri e i dati restituiscono un quadro preciso, aggiornato, capace di raccontare perché il nostro Paese resta una delle mete preferite in Europa.
Imprese turistiche: dove si concentrano e cosa dicono i numeri
Secondo il report diffuso da Unioncamere e dall’istituto Isnart, alla fine del 2025 le imprese legate al turismo – tra hotel, ristoranti, B&B, agenzie di viaggio e stabilimenti balneari – hanno superato quota 452.000. La maggior parte si trova nel Nord Italia, con Lombardia e Veneto in cima alla lista, seguite da Toscana, Emilia-Romagna e Lazio. Tra le grandi città spicca Roma, che registra una crescita in tutti i settori: solo per gli alloggi extra-alberghieri le nuove licenze sono salite del 12% rispetto al 2024, secondo le tabelle Unioncamere.
Non si tratta però solo di città d’arte. Il turismo balneare continua a giocare un ruolo importante. La presidente di Isnart, Paola Ricciardi, sottolinea come “le coste adriatiche e il Tirreno centrale attirino famiglie e stranieri soprattutto tra maggio e settembre”. Nel 2025 si sono contate circa 92 milioni di presenze in queste zone. Al contrario, nelle aree interne e collinari la situazione resta ferma: “numeri stabili ma senza crescita”, ammette Ricciardi.
Chi sono i protagonisti? Imprese familiari e giovani alla guida
Dal rapporto emergono anche storie dietro ai numeri. Quasi la metà delle imprese (46%) è a gestione familiare. Nei centri del Sud come Bari o Palermo non è raro trovare piccole strutture dove “padre e figli lavorano insieme nella gestione e nell’accoglienza”, racconta Maria Greco, albergatrice calabrese intervistata per il rapporto.
Sorprende poi il dato sui nuovi titolari: il 38% ha meno di 40 anni ed è spesso laureato o ha esperienza all’estero. Questo fenomeno riguarda soprattutto Puglia, Sicilia e Sardegna. “Abbiamo puntato su digitalizzazione e sostenibilità”, racconta Marco Pisano, giovane gestore di un eco-resort nel Siracusano. Nel Lazio e in Lombardia invece cresce la presenza femminile: qui le donne guidano il 34% delle nuove imprese aperte nel 2025.
Qualità dell’offerta: esperienze personalizzate e digitale
Il rapporto segnala una domanda sempre più forte per servizi personalizzati. “Oggi non bastano più camere pulite o piatti tipici – commenta Isnart – il turista vuole vivere esperienze uniche, percorsi guidati e assistenza anche digitale”. Circa il 61% delle imprese ha investito almeno una parte del fatturato in piattaforme online o servizi per prenotazioni digitali.
Cresce inoltre l’offerta “su misura” per piccoli segmenti: bike hotel nelle Langhe, agriturismi per famiglie con bambini nelle Marche o villaggi pet-friendly in Veneto. “Ci chiedono spesso di essere attrezzati anche per chi ha intolleranze alimentari”, spiega Laura D’Onofrio che gestisce una struttura sul lago Trasimeno.
Le sfide: personale carente e costi alle stelle
Uno dei problemi maggiori resta la mancanza di personale qualificato. Nel 2025 oltre 40mila posti di lavoro estivi sono rimasti scoperti, soprattutto nei settori della ristorazione e degli alberghi. A pesare sulla redditività ci sono anche i rincari: energia +14% annuo stimato e costi per forniture che continuano a salire.
Sul fronte consumatori l’offerta cresce ma pure i prezzi aumentano. Secondo Unioncamere la spesa media per una notte in hotel tre stelle nel centro di Firenze è salita da 93 euro nel 2023 a 104 euro nel 2025. Incrementi simili si registrano anche a Venezia o Napoli.
Guardando avanti: investimenti green ma serve più sostegno
Molti operatori puntano sul verde e sulla qualità certificata. Nel 2025 circa il 27% delle imprese ha dichiarato investimenti in efficienza energetica o nella gestione sostenibile dei rifiuti. Ma il ritmo resta troppo lento se paragonato a Francia o Spagna. “Serve un aiuto concreto dalle istituzioni”, ha sottolineato stamane la presidente Ricciardi durante la presentazione.
Il quadro che emerge dal rapporto Unioncamere-Isnart mostra un settore vivo, tra tradizione familiare e spinte giovani; ma anche alle prese con sfide importanti: formazione del personale, digitalizzazione da completare, costi da tenere sotto controllo. Un comparto che continua ad attirare turisti ma deve presto trovare nuovi equilibri se vuole restare competitivo sul mercato internazionale.





