Ragusa, 26 febbraio 2026 – Un uomo di 39 anni è stato fermato nella tarda serata di ieri dai carabinieri di Ragusa, dopo una richiesta d’aiuto arrivata poco prima delle 23. La chiamata è partita dalla vittima, una donna che, secondo fonti investigative, ha allertato il 112 mentre si trovava in casa sua, nel quartiere Pianetti. A far scattare l’intervento sarebbe stata una lite finita in un episodio di violenza domestica.
Urla e sirene nel quartiere Pianetti
I residenti del palazzo di via Paestum raccontano di aver sentito urla poco prima delle 23. L’allarme è partito alle 22.47, confermano dalla centrale operativa. In pochi minuti una pattuglia del Nucleo Radiomobile è arrivata sul posto indicato. Dai primi accertamenti, l’uomo avrebbe aggredito la compagna dopo una discussione che, per ora, resta senza una motivazione chiara.
Appena entrati nell’appartamento i militari hanno trovato la donna visibilmente scossa e agitata. Aveva escoriazioni al volto e sulle braccia, ferite lievi secondo il personale del 118 intervenuto subito per le cure. La donna, 34 anni, è stata ascoltata dai carabinieri per più di un’ora. “Mi sono sentita in pericolo – avrebbe detto – ho temuto che potesse finire molto peggio”, raccontano dalle stanze della caserma di via Archimede.
La telefonata che ha salvato la vittima
La chiamata al 112 è stata breve e a voce bassa. Ma gli operatori hanno capito subito la gravità della situazione: in meno di cinque minuti una volante era già sotto casa. L’uomo era ancora nell’appartamento e non ha opposto resistenza quando lo hanno invitato a seguirli in caserma. Sembrava confuso, quasi incredulo: “Non ho fatto niente”, avrebbe detto al momento dell’arresto.
Dopo gli accertamenti, il trentanovenne è stato fermato con l’accusa di maltrattamenti in famiglia. Ora si trova in attesa della convalida davanti al giudice per le indagini preliminari, prevista entro due giorni. Dai controlli fatti finora non risultano precedenti a suo carico.
Indagini aperte e reazioni nel quartiere
In queste ore i carabinieri stanno raccogliendo le testimonianze dei vicini e controllando le telecamere di videosorveglianza intorno allo stabile. Una vicina racconta: “Ultimamente si sentivano spesso litigi da quell’appartamento, ma nessuno pensava potesse arrivare a tanto”.
Il comandante della compagnia di Ragusa, maggiore Giuseppe Farina, commenta: “Abbiamo risposto velocemente grazie alla prontezza della chiamata d’allarme. In casi come questo ogni minuto conta”. Parole che risuonano nella comunità locale dove purtroppo episodi simili non sono rari.
Numeri preoccupanti e appello a rompere il silenzio
In provincia di Ragusa, i casi di violenza domestica restano un problema grave. Solo nel 2025 sono stati oltre settanta gli interventi legati a maltrattamenti tra le mura di casa, secondo l’Osservatorio regionale sulla sicurezza. Le associazioni che aiutano le vittime chiedono più attenzione e supporto per chi vive situazioni difficili.
Dal centro antiviolenza “Le Onde” di Ragusa Ibla ricordano come “la paura e il senso d’isolamento spesso bloccano le donne dal chiedere aiuto”. Solo quando il coraggio prende il sopravvento arriva la telefonata che può davvero salvare una vita. “Bisogna rompere il silenzio”, ribadisce Maria Laura Giurdanella, referente del centro.
L’indagine resta aperta. La donna è stata affidata a una struttura protetta mentre si attendono sviluppi giudiziari. Dietro questa storia c’è una città che prova a reagire tra cronaca e numeri sempre più preoccupanti contro la violenza in famiglia.





