Milano, 25 febbraio 2026 – Una inchiesta della Procura di Milano ha messo sotto la lente una presunta gara truccata in Lombardia, con al centro funzionari pubblici e imprenditori. La notizia è emersa stamattina, quando gli inquirenti hanno svelato i primi dettagli di un’indagine che si inserisce in un filone più ampio su corruzione e turbativa d’asta. Secondo fonti vicine alla magistratura, la gara in questione riguarda un appalto nei servizi sanitari, avviato nella seconda metà del 2025.
Gara pilotata: cosa è venuto fuori finora
Al centro dell’attenzione degli investigatori c’è l’assegnazione di un contratto per la fornitura di dispositivi medici a una delle principali ASST lombarde. I fatti risalgono all’estate scorsa, secondo i documenti raccolti dalla Procura. L’ipotesi è che parte della commissione giudicatrice abbia “orientato” il risultato a favore di un gruppo di imprese con sedi a Milano e Monza. “Ci sono elementi che fanno pensare a una manipolazione dei criteri di valutazione”, spiegano fonti della Guardia di Finanza coinvolte nel caso.
Gli atti mostrano come alcune comunicazioni interne siano state modificate dopo l’apertura delle buste tecniche. Un’operazione fuori regola, scoperta durante un controllo interno e poi segnalata ai vertici dell’ASST interessata. Da qui la trasmissione del fascicolo agli inquirenti. L’indagine è ancora aperta e al momento non sono stati resi noti i nomi dei dirigenti sospettati.
Funzionari e imprenditori nel mirino
Nel fascicolo degli inquirenti figurano – secondo quanto emerge – almeno quattro funzionari pubblici e due rappresentanti legali di aziende del settore sanitario. In uno scambio di messaggi intercettati spuntano riferimenti a “contatti diretti” tra i membri della commissione e un consulente esterno molto vicino alle imprese che hanno vinto la gara. Un passaggio chiave: “È meglio se la valutazione la rivediamo insieme, domani”, si legge in una delle chat finite agli atti.
Uno dei funzionari, sentito nei giorni scorsi dai magistrati, ha respinto ogni accusa: “Abbiamo seguito la procedura standard, non ci sono state irregolarità”, ha detto davanti al pm titolare dell’inchiesta. Eppure, gli uomini della Finanza hanno trovato almeno tre anomalie nella documentazione legata all’offerta vincente.
L’ombra della corruzione negli appalti sanitari lombardi
Il caso arriva in un periodo già segnato da varie inchieste su corruzione negli appalti pubblici in Lombardia. Solo tra il 2022 e il 2025 sono stati aperti più di dodici procedimenti simili riguardanti forniture ospedaliere e gare per servizi come pulizia o manutenzione. “C’è un problema strutturale”, ammette un investigatore coinvolto nell’indagine. “Il rischio è che troppa discrezionalità lasci spazio a pressioni esterne”.
Anche questa volta la Procura sospetta l’esistenza di una rete tra amministratori pubblici e manager privati, con incontri fuori dagli uffici ufficiali – alcuni addirittura in bar del centro di Milano intorno alle 19:00 del 16 ottobre scorso, secondo le prime ricostruzioni.
Le reazioni delle istituzioni: “Massima trasparenza”
La Regione Lombardia, informata qualche giorno fa dagli inquirenti, ha fatto sapere con una nota che “sarà garantita la massima collaborazione”. L’assessore al Welfare Guido Bolognini ha ribadito l’impegno per procedure d’appalto limpide: “Non possiamo permettere zone d’ombra nel sistema sanitario regionale”, ha dichiarato ai cronisti davanti alla sede della Regione verso mezzogiorno.
Nel frattempo, le opposizioni in Consiglio regionale chiedono una commissione d’inchiesta. “Serve chiarezza su ogni passaggio amministrativo”, ha detto Anna Ghezzi (PD), sottolineando come “il sistema va difeso da possibili interferenze”.
Prossimi passi: nuove audizioni in vista
Nelle settimane che arrivano sono previste nuove audizioni davanti alla Procura. Gli investigatori vogliono capire meglio soprattutto il ruolo dei consulenti esterni e cosa succedeva dentro la commissione giudicatrice. Potrebbero essere chiamati anche alcuni testimoni – come membri dello staff amministrativo delle aziende coinvolte – per chiarire le procedure adottate.
Per ora non ci sono provvedimenti restrittivi ma le posizioni dei funzionari restano sotto stretta osservazione. Da ambienti giudiziari trapela che potrebbero esserci sviluppi già nei prossimi giorni, con possibili iscrizioni nel registro degli indagati.
La partita resta aperta – proprio dalle carte dell’inchiesta potrebbero arrivare indicazioni utili per rivedere i controlli sugli appalti nella sanità lombarda.





