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New York anni Ottanta: a Catania la mostra imperdibile sulla rivoluzione culturale a Palazzo della Cultura

Catania, 29 gennaio 2026 – Da oggi fino al 30 luglio, il Palazzo della Cultura di Catania apre le sue porte a un evento che fin da subito ha catturato l’attenzione di appassionati e turisti: la mostra immersiva dedicata ai grandi nomi dell’arte moderna. L’idea, voluta con forza dal Comune e dal direttore artistico Nello Folena, trasforma il cuore del centro storico in uno spazio dove le opere non si guardano soltanto, ma si vivono. “Un’occasione che capita una volta sola”, ha confidato Folena poco prima del via, mentre sistemava gli ultimi dettagli nel salone d’ingresso alle prime luci del mattino.

Arte e tecnologia si incontrano: la mostra immersiva

Al centro della scena ci sono opere di artisti come Chagall, Kandinsky e Picasso, proiettate su grandi pareti e accompagnate da colonne sonore che avvolgono il visitatore. Il percorso, allestito tra le stanze affrescate al primo piano, usa tecnologie digitali per esaltare colori e dettagli. Così, come ha spiegato Folena, “anche chi non conosce questi maestri può coglierne l’essenza”. Nelle prime ore di apertura, molti si sono soffermati davanti alle installazioni interattive: giovani con lo smartphone in mano ma anche coppie di pensionati che commentavano i giochi di luce. Si sente una certa emozione, soprattutto davanti alla sala dedicata al periodo blu di Picasso.

Un progetto che coinvolge tutta la città

I numeri parlano chiaro: gli organizzatori stimano oltre 20mila visitatori nelle prime sei settimane. La mostra non è solo un richiamo culturale, ma anche una spinta per il turismo locale. L’assessora alla cultura, Maria Lazzaro, presente al taglio del nastro con alcuni insegnanti delle scuole superiori catanesi, ha sottolineato come “questo progetto vuole rafforzare il ruolo di Catania tra le capitali dell’arte nel Mediterraneo”. Ma basta guardare fuori dal portone del Palazzo per sentire la voce della gente comune: “Finalmente qualcosa che ci fa uscire di casa senza dover volare fino a Milano o Roma”, dice Rosario Puglisi, ex commerciante in pensione che vive in via Vittorio Emanuele.

Biglietti e orari: tutto quello che serve sapere

La mostra è aperta tutti i giorni dalle 10 alle 20, con biglietti a partire da 12 euro (ridotti a 8 per studenti e over 65). Ogni sabato mattina ci saranno laboratori didattici per le scuole; nei weekend si potrà partecipare a visite guidate con storici dell’arte locali. “Vogliamo far dialogare la città con i capolavori del Novecento”, spiega Laura Marino, responsabile delle attività educative. Occhio anche all’accessibilità: tutti gli spazi sono attrezzati con rampe per chi ha difficoltà motorie.

Dietro le quinte: parola al direttore artistico

Dietro questa mostra c’è un lavoro durato mesi. “Abbiamo puntato sull’esperienza diretta, per superare la distanza tra spettatore e opera”, ha detto Folena ai microfoni di alanews. Racconta di aver scelto personalmente le musiche che accompagnano ogni sezione e di aver voluto una sala – quella dedicata a Chagall – illuminata solo da proiezioni soffuse per far sentire il visitatore dentro i sogni dell’artista. Poco prima dell’apertura lo abbiamo visto girare tra le sale con un taccuino in mano, mentre dava gli ultimi consigli allo staff tecnico.

Il pubblico apprezza: buoni segnali per il futuro

I primi visitatori sembrano soddisfatti. Marta, studentessa universitaria arrivata da Siracusa con due amiche, racconta di aver trovato “divertente poter interagire con i dipinti e scoprire dettagli nascosti grazie alle proiezioni animate”. C’è chi si ferma a lungo davanti a una parete dedicata alle lettere autografe dei pittori; chi scatta foto da ogni angolo con lo smartphone. L’obiettivo è fare del Palazzo della Cultura un punto fermo per iniziative simili nei prossimi mesi.

Nel tardo pomeriggio la fila fuori dal portone si allungava lungo via Vittorio Emanuele: famiglie con bambini in carrozzina, gruppi di ragazzi vivaci e qualche turista straniero in cerca d’informazioni in inglese. Segno che l’esperimento sta funzionando fin dall’inizio. La mostra andrà avanti fino al 30 luglio, con novità sul programma già annunciate nelle prossime settimane. Folena lo ha detto sottovoce all’uscita: “Se va bene abbiamo già altre idee pronte”.

Saverio De Luca

Da sempre appassionato di arte e architettura italiana, e voglio portarvi con me attraverso le bellezze nascoste e i tesori conosciuti del nostro paese. Fin da quando ero bambino, sono stato affascinato dai colori, dalle forme e dalle storie che l'arte e l'architettura raccontano. Ho deciso di trasformare questa passione in una carriera, e ora sono qui per condividere con voi il mio viaggio. La mia formazione accademica inizia con una laurea in Storia dell'Arte presso l'Università di Firenze, una città che rappresenta un vero e proprio museo a cielo aperto. È qui che ho sviluppato un occhio critico e una sensibilità particolare nei confronti delle opere d'arte e delle architetture che ci circondano. Ho poi proseguito i miei studi con un master in Architettura e Restauro, che mi ha portato a lavorare su progetti emozionanti di recupero e conservazione. Nel corso degli anni, ho scritto per diverse riviste d'arte e cultura, ma ciò che amo di più è raccontare le storie dietro le opere, dal Rinascimento alle avanguardie moderne, dai capolavori noti alle gemme nascoste. Spero di offrire a tutti voi una visione ricca e appassionata di come questi elementi si intrecciano nella nostra vita quotidiana. Oltre alla scrittura, amo viaggiare per l'Italia, esplorando città storiche, piccoli borghi e magnifici paesaggi per scoprire da vicino le meraviglie dell'architettura e dell'arte che il nostro paese ha da offrire. Sono sempre alla ricerca di mostre interessanti, atelier di artisti e laboratori di artigiani, luoghi in cui la creatività prende forma. Il mio obiettivo è farvi apprezzare la bellezza dell'arte e dell'architettura italiana in tutte le sue sfumature, condividendo con voi non solo le mie conoscenze, ma anche la passione e l'emozione che mi guidano ogni giorno..

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