Palermo, 28 gennaio 2026 – Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, tornerà in Sicilia nei prossimi giorni per una visita istituzionale molto attesa. Secondo fonti di Palazzo Chigi, il viaggio – annunciato da tempo ma confermato solo nelle ultime ore – si svolgerà tra venerdì e sabato. La tournée toccherà Palermo e alcune località vicine, con tappe scelte sia per il peso politico che per il valore simbolico. Dietro questa missione c’è la volontà di incontrare amministratori, imprenditori e realtà sociali dell’isola, in un momento ancora complicato per l’economia locale e la tenuta degli equilibri politici.
L’agenda della premier è ancora in fase di definizione, ma sembra certa la visita a Palazzo d’Orléans, sede della Regione Siciliana. Qui ci sarà un confronto con il governatore Renato Schifani e parte della giunta. Da Roma filtra la volontà di ribadire l’impegno del governo sullo sviluppo del Sud, con un occhio particolare agli investimenti nelle infrastrutture e ai progetti legati al Pnrr. Un collaboratore di Meloni ha confidato ieri: “Siamo ben consapevoli delle aspettative della Sicilia e dell’urgenza di sbloccare opere rimaste ferme da troppo tempo”. Negli ultimi giorni sono arrivate molte richieste dagli enti locali, soprattutto riguardo ai fondi europei e ai ritardi nei cantieri chiave.
Tra i dossier più caldi ci sono il potenziamento delle reti ferroviarie, la situazione del porto di Palermo e l’avanzamento dei lavori sulla strada ferrata Catania-Palermo. Sono questioni note, che però continuano a trascinarsi senza una vera soluzione definitiva, nonostante le rassicurazioni periodiche arrivate dai governi centrali.
La visita non sarà solo istituzionale. Meloni dedicherà tempo anche alle imprese siciliane, con una tappa programmata presso la sede di Confindustria Sicilia. L’incontro dovrebbe tenersi nel primo pomeriggio di venerdì ed è visto come un momento importante per raccogliere richieste e suggerimenti sulle difficoltà dell’industria locale e sull’emergenza lavoro. “Abbiamo chiesto più attenzione ai distretti produttivi siciliani e strumenti più snelli per combattere la burocrazia”, spiega il presidente regionale di Confindustria, Alessandro Albanese.
Durante la giornata Meloni incontrerà anche una delegazione del Terzo Settore. Le priorità segnalate riguardano soprattutto la lotta alla dispersione scolastica – che nell’isola resta superiore alla media nazionale – e il supporto alle famiglie colpite dalla crisi economica. In programma c’è anche un momento dedicato ai giovani, probabilmente in una scuola palermitana, dove la premier dovrebbe intervenire brevemente sul tema della legalità.
Non è escluso che durante la visita si affronti anche il tema sempre caldo dei flussi migratori nel Mediterraneo. La Sicilia resta infatti il principale punto d’ingresso per chi arriva dall’Africa: nel 2025 sono stati registrati quasi 58 mila sbarchi, leggermente meno rispetto all’anno precedente ma con emergenze frequenti nei centri di accoglienza di Lampedusa e Pozzallo. Già a dicembre scorso il governatore Schifani aveva lanciato un appello al governo: “La Sicilia non può reggere da sola l’ondata di arrivi – aveva detto – servono risorse vere e soluzioni durature”. Al momento non è chiaro se Meloni visiterà uno dei principali hotspot dell’isola; fonti della prefettura sottolineano che il programma resterà riservato fino all’ultimo momento.
Quella di Meloni sarà la terza visita ufficiale in Sicilia negli ultimi quattordici mesi. Un dato significativo, considerando che l’anno prossimo si voterà per rinnovare il consiglio regionale. I partiti di maggioranza hanno già iniziato a muoversi in vista della campagna elettorale. Non mancano tensioni tra Fratelli d’Italia e Forza Italia: le rivalità territoriali sono evidenti e il partito della premier punta a consolidare la sua presenza nell’isola.
Fonti ben informate raccontano che nelle prossime settimane potrebbero arrivare nuove nomine nelle società partecipate regionali – un tema delicato che pesa sugli equilibri politici tra Palermo e Roma.
In città si respira aria di attesa. I dettagli organizzativi sono ancora in fase finale: la questura ha già intensificato i controlli nelle zone attorno a Palazzo d’Orléans e altri punti sensibili. Non mancano segnali di possibile protesta da parte di studenti e gruppi ambientalisti: nei giorni scorsi sono comparsi alcuni striscioni critici nella zona universitaria e lungo via Roma. “Vogliamo risposte serie su ambiente e lavoro”, spiegano gli organizzatori delle iniziative.
Dal suo staff fanno sapere che Meloni vede questi incontri come fondamentali per “mantenere un contatto diretto con i territori”, specialmente in questo momento difficile sul piano economico. L’arrivo in Sicilia sarà l’occasione per ribadire le priorità del governo, ascoltare idee ma anche capire da vicino umori e aspettative della gente comune.
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