Palermo, 22 gennaio 2026 – Liberata ieri sera, la giovane donna di origine palermitana arrestata lo scorso dicembre nell’operazione “Vicolo Cieco” è stata sottoposta all’obbligo di dimora a Balestrate, un piccolo paese in provincia di Palermo. La decisione è arrivata dal Tribunale del Riesame di Palermo, che ha accolto in parte la richiesta dei suoi avvocati. I giudici hanno ritenuto che non ci fossero più i motivi per tenerla in carcere, almeno stando alle prime motivazioni rese note stamattina.
La scarcerazione è avvenuta intorno alle 19:30, come confermato dagli avvocati Antonio Russo e Luca Garofalo. All’uscita dalla casa circondariale Pagliarelli, la donna non ha voluto fare dichiarazioni. Ad aspettarla c’era solo un piccolo gruppo di parenti, sotto una pioggerellina fastidiosa che da ore cadeva sulla zona sud di Palermo. “Era visibilmente provata, ma anche sollevata”, ha raccontato un familiare. Gli agenti della polizia penitenziaria sono rimasti a vigilare fino a quando non ha lasciato definitivamente la struttura.
Le motivazioni complete della scarcerazione non sono ancora state pubblicate, ma fonti vicine al tribunale parlano di una “rivalutazione degli elementi a carico” rispetto all’ordinanza iniziale. La Procura aveva chiesto di mantenere la detenzione per il rischio di nuovi reati, ma il Tribunale ha ritenuto che oggi questa ipotesi “non trova fondamento”. Questo si legge almeno in parte nell’estratto dell’ordinanza ottenuto da alanews.it.
Secondo il provvedimento del collegio giudicante, la donna dovrà restare nel comune di Balestrate, dove vivono alcuni suoi familiari stretti. Non potrà uscire dal territorio comunale senza un permesso scritto e dovrà evitare il ritorno a Palermo, luogo dei fatti sotto inchiesta. Gli orari sono stretti: dovrà rientrare ogni sera tra le 21 e le 7 del mattino. I carabinieri della stazione locale effettueranno controlli a sorpresa.
“Rispetteremo tutte le regole imposte dal giudice”, ha assicurato l’avvocato Russo in un breve colloquio con i giornalisti subito dopo l’uscita della cliente dal carcere. Questa misura resterà valida almeno fino alla prossima udienza fissata per metà marzo.
L’arresto della giovane, avvenuto il 14 dicembre scorso, è stato uno dei momenti chiave dell’inchiesta “Vicolo Cieco”. Secondo gli investigatori della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, la donna avrebbe avuto un ruolo “collaterale ma consapevole” all’interno della rete che gestiva traffici illeciti tra la costa palermitana e la provincia di Trapani. Nell’operazione erano finite in manette altre sei persone; alcuni sono ancora dietro le sbarre. Tra le accuse spiccano associazione a delinquere, spaccio e intestazione fittizia di beni.
I legali hanno sempre sostenuto l’innocenza della loro assistita rispetto ai reati più gravi contestati. “Ha chiarito tutto davanti al giudice per le indagini preliminari”, ha ricordato ieri l’avvocato Garofalo appena fuori dal tribunale.
La notizia dell’arrivo della donna a Balestrate si è sparsa rapidamente nel piccolo centro costiero con meno di seimila abitanti. Qualcuno davanti alla chiesa madre ha commentato: “Speriamo resti fuori dai guai”. Ma non mancano i timori per come questa vicenda possa pesare sulla comunità locale. Un commerciante in via Madonna del Ponte racconta che “la gente parla sottovoce ma vuole capire cosa succederà nei prossimi giorni”.
I carabinieri locali hanno intensificato i controlli serali. Finora non si registrano tensioni particolari. Anche la sindaca Teresa Di Maggio ha invitato tutti a mantenere “rispetto per le indagini e per la persona coinvolta”, evitando “giudizi affrettati che non spettano alla gente comune”.
La posizione della donna sarà rivista a marzo, durante una nuova udienza al Tribunale di Palermo. Saranno valutati gli sviluppi delle indagini e si discuterà se alleggerire ulteriormente le misure cautelari. Nel frattempo – fanno sapere gli avvocati – lei resterà “a disposizione dell’autorità giudiziaria”, pronta a dimostrare la propria innocenza.
Il caso resta aperto e continua a far parlare nel territorio mentre gli investigatori vanno avanti con l’indagine sulla rete nota come la “banda del Vicolo Cieco”.
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