Roma, 24 gennaio 2026 – Roma si ritrova a vivere una delle settimane più gelide degli ultimi anni. In mezzo al freddo pungente, la Protezione civile porta avanti un lavoro silenzioso ma cruciale: garantire beni essenziali e derrate alimentari alle persone più vulnerabili. Dalla sede di via Vitorchiano, il via vai dei furgoni non si ferma mai. Ogni mattina da lì si organizza l’arrivo degli aiuti nei quartieri più colpiti dal maltempo.
Anche oggi, fin dalle 7 del mattino, i volontari della Protezione civile sono partiti verso Tor Bella Monaca, Pietralata e Centocelle. Il gelo della notte scorsa – con temperature che alle 6:30 sfioravano appena un grado, secondo l’Arpa Lazio – ha peggiorato la situazione per famiglie già in difficoltà. Nei furgoni bianchi che si muovono nella periferia romana ci sono sacchi di pasta, bottiglie d’acqua, pane, latte e biscotti: gli alimenti più richiesti.
“Portiamo tutto ciò che può bastare almeno per una settimana,” spiega Giuseppe Rinaldi, responsabile delle emergenze locali. Nei punti di distribuzione ci sono operatori e referenti dei municipi che accolgono le persone. Nel pomeriggio altre squadre hanno raggiunto i senza dimora accampati sotto i portici di San Giovanni e davanti alla stazione Termini.
Il sistema di assistenza, ha spiegato ieri in conferenza stampa l’assessora alle Politiche sociali Monica Sbardella, funziona “in stretto collegamento con la sala operativa del Campidoglio.” Gli elenchi delle famiglie più in difficoltà vengono aggiornati in tempo reale grazie alle segnalazioni degli assistenti sociali. Una donna originaria del Bangladesh si è avvicinata agli operatori in piazza Vittorio chiedendo una coperta e qualche scatoletta: “Non abbiamo riscaldamento da due giorni,” ha raccontato sottovoce.
Secondo i dati forniti dalla Protezione civile, solo ieri sono stati distribuiti 1.200 pacchi alimentari e 450 coperte. “Continueremo finché l’allerta freddo non sarà terminata,” precisa Rinaldi.
A Centocelle, all’incrocio tra via dei Castani e via delle Robinie, la fila era già lunga prima delle otto di mattina. C’è chi arriva con un carrello vuoto, chi aspetta seduto su una sedia pieghevole. “Da qualche giorno faccio questa fila,” racconta Franco, pensionato di 74 anni. “Ma i ragazzi della Protezione civile non mancano mai: il pane e qualcosa di caldo ce li danno sempre.” Alcune famiglie con bambini piccoli sono state indirizzate verso le mense parrocchiali aperte apposta nelle ore serali.
Intanto nelle zone nord della città – Montesacro e Tufello soprattutto – le associazioni locali si muovono insieme per distribuire aiuti. Don Maurizio della Caritas parrocchiale conferma al telefono: “Stiamo vedendo crescere le richieste da parte di anziani soli. Spesso chiedono non solo cibo ma anche farmaci e coperte.”
Nelle ultime ore sono emersi alcuni problemi sul campo. Alcune segnalazioni raccolte dai volontari parlano di consegne rallentate a causa delle strade ghiacciate o bloccate da auto parcheggiate in doppia fila. La Polizia locale ha deciso di aumentare i controlli nelle zone più congestionate.
L’allerta freddo lanciata dalla Protezione civile due giorni fa resta valida almeno fino a sabato. I modelli meteo prevedono temperature minime intorno allo zero per le prossime 48 ore. Il piano comunale prevede la riapertura dei dormitori notturni e un servizio navetta per accompagnare i senza fissa dimora nelle strutture.
Nel pomeriggio è attesa una nuova riunione operativa con il sindaco Roberto Gualtieri. Da Palazzo Senatorio fanno sapere che si farà un controllo sulle scorte disponibili: “Stiamo monitorando tutte le forniture – dicono fonti comunali – per evitare interruzioni nell’assistenza a chi ne ha bisogno.”
Per tanti cittadini l’aiuto della Protezione civile è una vera rete di sicurezza. “Senza questi pacchi – ammette Lucia, madre di tre figli a Tor Bella Monaca – non saprei proprio come farcela in questi giorni così duri.” La solidarietà si vede nei piccoli gesti: un thermos caldo lasciato sulla soglia o una parola gentile scambiata tra un volontario e un anziano in fila.
Solo allora, tra le corsie del centro logistico o nel gelo dei marciapiedi periferici, si capisce davvero il valore del lavoro quotidiano – silenzioso ma indispensabile – della Protezione civile nell’emergenza freddo a Roma.
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