Roma, 6 febbraio 2026 – Un’opera d’arte del valore di oltre due milioni di euro è stata svelata oggi a Palazzo Barberini, nel cuore di Roma, durante una cerimonia che ha visto riuniti critici, istituzioni e collezionisti. L’appuntamento è cominciato alle 10.30 nella sala del Trono, con una cinquantina di invitati, tra cui il direttore delle Gallerie Nazionali Barberini Corsini, Flaminia Gennari Santori, e il sottosegretario alla Cultura, Gianmarco Mazzi. L’occasione? Presentare per la prima volta al pubblico un dipinto finora conservato in collezione privata, attribuito a un grande maestro del Seicento, dopo un lungo restauro.
Il quadro tornato alla luce dopo anni dimenticato
Il dipinto, secondo le schede tecniche mostrate durante la presentazione, era rimasto per anni in una dimora nobiliare nel centro Italia. Solo nel 2023, grazie a una segnalazione alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Lazio, si è avviato il restauro nei laboratori delle Gallerie. Il team guidato da Giulia Mariotti ha raccontato che la tela mostrava “alcuni punti compromessi dall’umidità” e una cornice lignea rovinata dai tarli. “Dietro a strati di vernice – ha detto Mariotti – si nascondevano dettagli della scena centrale”. Il lavoro è durato circa nove mesi. Solo a restauro ultimato i curatori hanno potuto confermare l’autore dell’opera. Il nome però non è stato rivelato “per motivi assicurativi”, ha spiegato la direttrice.
Una valutazione da record e l’attenzione internazionale
La stima ufficiale – oltre due milioni di euro – arriva da una perizia affidata alla casa d’aste Sotheby’s Italia, rappresentata da Marta Gualtieri. “Dopo la pulitura si vede chiaramente la qualità pittorica che pone questo autore tra i principali della scuola romana del Seicento”, ha commentato Gualtieri davanti ai giornalisti. Il dipinto resterà esposto per tre mesi a Palazzo Barberini e poi potrebbe essere prestato a mostre internazionali tra Parigi e Madrid, anche se i dettagli sono ancora da definire. L’interesse estero si è già concretizzato con richieste ufficiali arrivate stamattina, fanno sapere dalle Gallerie.
Verso una fruizione aperta al pubblico
Nonostante il valore elevato, sembra certo che il quadro sarà accessibile ai cittadini. Il sottosegretario Mazzi ha spiegato che il ministero sta valutando l’acquisizione con diritto di prelazione: “Stiamo lavorando per mantenere quest’opera nel patrimonio statale. La tutela dei beni culturali resta prioritaria”. Dello stesso avviso è anche Lidia De Luca, presidente della Fondazione Amici delle Gallerie: “Sarebbe un segnale forte per Roma poter ospitare un capolavoro simile nelle sue collezioni permanenti”. Per ora la sala dove è esposto il dipinto sarà aperta su prenotazione, con visite guidate ogni mercoledì e sabato.
Le prime reazioni dal mondo dell’arte
Durante la cerimonia si respirava entusiasmo ma anche qualche dubbio. Alcuni collezionisti temono che il prezzo elevato possa rendere difficile l’acquisto pubblico in futuro. Altri – come il critico Lorenzo D’Onofrio – hanno invece messo in risalto l’aspetto artistico: “In tempi in cui si parla spesso solo di mercato, riscoprire opere dimenticate riporta al centro la qualità della pittura”. Un pensiero condiviso anche da giovani restauratori presenti in sala. Silvia Pagliarini, 28 anni, ha raccontato: “Per chi lavora dietro le quinte vedere riconosciuto così il frutto di mesi di lavoro è una soddisfazione enorme”.
Un futuro tra mercato e tutela
La storia di questo quadro resta avvolta da qualche mistero ma promette sviluppi nelle prossime settimane. Fonti vicine al Ministero della Cultura confermano contatti in corso con i proprietari privati per valutare tempi e modi dell’acquisizione. Nel frattempo, l’arrivo dell’opera a Palazzo Barberini sta già attirando curiosi e appassionati. Il percorso sarà lungo ma come ha sottolineato la direttrice Santori uscendo dalla sala: “Non si tratta solo di cifre o prestigio: è anche restituire alla città un pezzo del suo passato“.





