Milano, 26 gennaio 2026 – Oggi, nel cuore di via Solferino, Urbano Cairo, presidente e amministratore delegato di RCS MediaGroup, ha ribadito con decisione la linea guida del gruppo: puntare tutto sulla qualità dell’offerta editoriale e su un’innovazione concreta nei processi. Nel suo intervento con la stampa delle 10.30, Cairo ha spiegato che questa strategia nasce dalla necessità di affrontare i cambiamenti rapidi nel mondo dei media e di rispondere a un pubblico sempre più esigente.
Seduto accanto ai dirigenti principali, Cairo non ha lasciato spazio a dubbi. “La priorità è la qualità dei contenuti”, ha detto in modo chiaro. “I lettori vogliono affidabilità, approfondimenti veri e una lettura precisa dei fatti. Su questo non si può transigere”. Dietro queste parole ci sono i numeri: l’ultimo trimestre ha registrato un aumento dell’1,2% nei ricavi editoriali rispetto allo stesso periodo del 2024, nonostante il settore pubblicitario stia rallentando.
Questo piccolo ma importante segnale positivo ha permesso a RCS di mantenere stabile l’organico giornalistico. Anzi, alcune redazioni digitali come quella di Corriere.it sono state rinforzate. “Non tagliamo a casaccio; preferiamo riorganizzare dove serve”, ha precisato Cairo. Ha poi aggiunto che puntare sulla qualità è anche una forma di protezione contro le fake news e la disinformazione che circolano online.
Il secondo punto forte della strategia riguarda i processi interni. Il direttore finanziario Riccardo Tarantini ha spiegato a margine come l’azienda stia cercando di diventare più snella e meno appesantita dalla burocrazia. “Abbiamo adottato piattaforme cloud, automatizzato molti flussi di lavoro e rivisto le procedure amministrative”, ha detto Tarantini.
Il risultato? Tempi più rapidi nella produzione dei contenuti e la possibilità di pubblicare approfondimenti quasi in tempo reale sul web e sulle app. Anche i costi energetici delle tipografie sono stati ottimizzati. Da luglio sono partiti progetti per gestire i documenti in digitale che hanno già portato a un taglio del 18% nell’uso della carta nei primi sei mesi. Anche la logistica è stata aggiornata: da settembre il magazzino centrale è monitorato in tempo reale grazie ai sistemi IoT. “Passi piccoli ma essenziali per stare al passo con i tempi”, ha commentato uno dei tecnici presenti.
Non poteva mancare il riferimento alla competizione sul mercato media, sempre più affollato da piattaforme digitali e start-up agguerrite. Cairo ha ammesso che servono risposte concrete per restare nel gioco. Così RCS punta su nuovi format multimediali e su offerte personalizzate per gli abbonati.
Lo scorso novembre il gruppo ha lanciato una piattaforma per i podcast originali del Corriere della Sera e ampliato l’offerta video nelle testate sportive. “Il pubblico cerca esperienze diverse”, ha sottolineato Cairo. “Abbiamo risposto con soluzioni flessibili: abbonamenti digitali tematici, eventi in streaming, newsletter dedicate”. Il risultato si vede: gli abbonati digitali hanno superato quota 460mila a fine anno, con un +9% rispetto al 2024.
Tra i giornalisti presenti non sono mancati i quesiti sul futuro del gruppo: ci saranno nuove assunzioni? Quali investimenti tecnologici sono previsti? Cairo è stato prudente ma concreto: “Valutiamo tutte le opportunità ma con attenzione ai rischi. Ogni decisione va presa con cura”.
Il messaggio verso gli azionisti è chiaro: attenzione ai costi senza però rinunciare alla missione editoriale che da sempre contraddistingue RCS. In chiusura di giornata, le azioni della società hanno segnato un piccolo rialzo dello 0,6% a Piazza Affari, un segnale che il mercato sembra gradire la direzione intrapresa.
Per ora Cairo conferma la strategia della continuità ma con un occhio vigile sui dettagli: qualità prima di tutto, innovazione solo dove serve davvero.
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