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Germanà (Lega): Tg nazionali devono mostrare immagini del ciclone Harry, nonostante nessuna vittima

Roma, 25 gennaio 2026 – “Non ci sono stati morti, ma questo non può giustificare il silenzio”. Così si è espresso stamattina il presidente della Commissione d’inchiesta parlamentare sulle condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro, Paolo Brandi, al termine della seduta urgente convocata in Senato. Le sue parole arrivano a poche ore dall’incidente avvenuto ieri pomeriggio poco dopo le 15, nel cantiere della nuova tratta metropolitana a San Giovanni, dove il cedimento di un ponteggio ha ferito tre operai.

Il crollo e i primi accertamenti

Secondo i tecnici del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco, il ponteggio è crollato mentre gli operai stavano saldando alcune giunture metalliche. “Abbiamo sentito uno schianto improvviso – racconta Gennaro Marini, operaio della ditta appaltatrice –. In pochi secondi, tutto è venuto giù. Poteva andare molto peggio”. I tre feriti sono stati portati in codice giallo all’ospedale San Giovanni Addolorata. Per fortuna nessuno è in pericolo di vita. Ma tra i colleghi resta una tensione palpabile: “Siamo scossi e arrabbiati. Sapevamo che quella struttura andava sistemata”, confida un lavoratore che ha preferito restare anonimo.

Responsabilità sotto la lente

Poco dopo le 16.30 sono arrivati anche i funzionari della Asl Roma 2 e gli ispettori del lavoro per fare i primi controlli. Il direttore tecnico del cantiere, Alfredo Savini, ha detto che “tutte le procedure risultano in regola” e che si aspettano ulteriori approfondimenti. Intanto la Commissione parlamentare ha chiesto agli enti locali una relazione dettagliata entro la prossima settimana.

Brandi non ha usato mezzi termini: “Non basta tirare un sospiro di sollievo solo perché non ci sono state vittime. Serve trasparenza. Troppo spesso incidenti simili vengono archiviati in fretta”. Duro anche il commento di Aurora Trenta, segretaria confederale della Cgil: “Ogni incidente è un segnale d’allarme. Non possiamo più permetterci di minimizzare”.

Il punto di vista degli operai

Il cantiere è gestito dal consorzio MetroDue S.p.A., al lavoro da otto mesi per ampliare la linea C della metropolitana. Diverse testimonianze raccolte ieri sera parlano di ritmi serrati e turni lunghi, soprattutto nelle ultime settimane. “C’è sempre fretta di consegnare”, confida un operaio durante la pausa pranzo, appoggiato a una recinzione arancione ormai sbiadita dalla pioggia. “I controlli ci sono – aggiunge – ma spesso non c’è tempo per farli tutti come si dovrebbe”.

Uno dei feriti, Mario Fabbri, 36 anni, ha riportato una frattura al braccio sinistro e diverse escoriazioni; gli altri due sono stati dimessi nella serata con prognosi breve. Ma resta forte la paura che possa succedere ancora qualcosa: “In queste condizioni si lavora male, la stanchezza pesa”, spiegano i sindacalisti all’assemblea straordinaria convocata ieri sera.

Sicurezza sul lavoro: una piaga ancora aperta

Anche senza vittime, l’incidente ha subito riacceso il dibattito sulla sicurezza nei cantieri. I dati Inail aggiornati a dicembre scorso parlano chiaro: solo nel Lazio negli ultimi sei mesi ci sono stati 71 incidenti gravi sul lavoro. Numeri che preoccupano i sindacati principali. “Troppo spesso si ignorano i segnali d’allarme”, dice Enrico Santucci, segretario Fillea-Cgil Roma. “E quando manca la denuncia vuol dire che la sicurezza viene messa da parte”.

Per ora non risultano indagati – almeno secondo fonti della procura capitolina – ma nelle prossime ore potrebbero essere sentiti responsabili tecnici e dirigenti.

Aspettando gli esiti delle indagini

Le prossime mosse spettano alla magistratura e agli organi di controllo. Stamattina intorno alle 11 Asl e polizia giudiziaria hanno effettuato un sopralluogo prelevando campioni dei materiali del ponteggio crollato. Solo quando saranno analizzati potremo capire se ci siano state negligenze o errori tecnici.

Brandi ha chiuso la seduta in Senato con un messaggio chiaro: “Il nostro lavoro non è contare solo le vittime. Dobbiamo capire perché certi rischi restano nascosti e soprattutto perché spesso si tace quando tutto sembra ‘andare bene’”. Una domanda che resta aperta e urgente.

Saverio De Luca

Da sempre appassionato di arte e architettura italiana, e voglio portarvi con me attraverso le bellezze nascoste e i tesori conosciuti del nostro paese. Fin da quando ero bambino, sono stato affascinato dai colori, dalle forme e dalle storie che l'arte e l'architettura raccontano. Ho deciso di trasformare questa passione in una carriera, e ora sono qui per condividere con voi il mio viaggio. La mia formazione accademica inizia con una laurea in Storia dell'Arte presso l'Università di Firenze, una città che rappresenta un vero e proprio museo a cielo aperto. È qui che ho sviluppato un occhio critico e una sensibilità particolare nei confronti delle opere d'arte e delle architetture che ci circondano. Ho poi proseguito i miei studi con un master in Architettura e Restauro, che mi ha portato a lavorare su progetti emozionanti di recupero e conservazione. Nel corso degli anni, ho scritto per diverse riviste d'arte e cultura, ma ciò che amo di più è raccontare le storie dietro le opere, dal Rinascimento alle avanguardie moderne, dai capolavori noti alle gemme nascoste. Spero di offrire a tutti voi una visione ricca e appassionata di come questi elementi si intrecciano nella nostra vita quotidiana. Oltre alla scrittura, amo viaggiare per l'Italia, esplorando città storiche, piccoli borghi e magnifici paesaggi per scoprire da vicino le meraviglie dell'architettura e dell'arte che il nostro paese ha da offrire. Sono sempre alla ricerca di mostre interessanti, atelier di artisti e laboratori di artigiani, luoghi in cui la creatività prende forma. Il mio obiettivo è farvi apprezzare la bellezza dell'arte e dell'architettura italiana in tutte le sue sfumature, condividendo con voi non solo le mie conoscenze, ma anche la passione e l'emozione che mi guidano ogni giorno..

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