Patti, 26 febbraio 2026 – Sei persone sono finite sotto indagine della Procura di Patti nell’ambito di un’inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza. Da mesi, gli investigatori stanno seguendo piste legate a presunti reati economico-finanziari nel messinese. L’indagine è partita da alcune segnalazioni anonime arrivate la scorsa estate alla Tenenza di Patti e si è ufficializzata questa mattina con l’iscrizione nel registro degli indagati. Al centro ci sono sospetti di frode fiscale e riciclaggio di denaro, ma gli inquirenti non escludono altri sviluppi.
Indagini partite da segnalazioni anonime: la pista prende forma
La svolta è arrivata alla fine di agosto 2025. Un fascicolo anonimo, ma dettagliato, segnalava movimenti sospetti in una società che opera nei servizi, con sede legale a Capo d’Orlando e uffici a Patti e Milazzo. Secondo fonti delle forze dell’ordine, gli investigatori hanno passato settimane a seguire i flussi di denaro e le transazioni sospette tra le società legate agli indagati. Un lavoro certosino, fatto di acquisizioni di documenti fiscali, bilanci, fatture e numerose audizioni di dipendenti e fornitori.
Durante le attività, i finanzieri – come comunicato stamattina – hanno effettuato perquisizioni in più luoghi tra Patti e Capo d’Orlando. Sono stati sequestrati computer, telefoni e documenti cartacei che gli inquirenti ritengono cruciali per far luce sull’inchiesta.
Sei indagati sotto la lente della Procura
Gli indagati, tutti residenti tra la costa tirrenica e l’entroterra del messinese, ricoprono ruoli diversi nelle aziende coinvolte: dal legale rappresentante al responsabile amministrativo fino a due consulenti esterni che avrebbero agevolato alcune operazioni finite sotto accusa. Per ora i loro nomi non sono stati resi noti per ragioni investigative. La Procura precisa però che “il quadro accusatorio è ancora in una fase preliminare”. Nessuno è stato ancora sottoposto a misure restrittive.
A parlare è la sostituta procuratrice incaricata dell’inchiesta, Maria Carmela Crisafulli: “L’indagine va avanti senza escludere nessuna ipotesi. Restano da esaminare altri documenti e chiarire posizioni personali”. L’attenzione della Guardia di Finanza resta puntata su una serie di transazioni tra il 2024 e il 2025 che avrebbero permesso un’evasione fiscale stimata intorno a 1,7 milioni di euro.
Il sistema messo sotto accusa: fatture false e bonifici incrociati
Al centro del caso c’è – secondo quanto riferito da fonti investigative – un meccanismo basato sull’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. Le società coinvolte avrebbero prodotto documenti fiscali finti per giustificare spese e bonifici mai effettuati davvero. Così sarebbero riuscite a ridurre la base imponibile ai fini delle tasse e ad avere liquidità fuori dai controlli.
“Stiamo verificando – ha spiegato un funzionario della Guardia di Finanza – se parte dei soldi sia stata reinvestita in attività collaterali o trasferita all’estero tramite prestanome”. Il sistema si sarebbe retto su una rete di complicità dentro e fuori dalle aziende.
Cosa succederà ora: conti sotto controllo e nuovi interrogatori
La Procura ha ordinato nuovi controlli patrimoniali sugli indagati. Nei prossimi giorni saranno analizzati decine di conti correnti bancari collegati alle società coinvolte e ai familiari dei principali sospettati. L’obiettivo è scoprire eventuali movimenti anomali o investimenti fuori misura rispetto al reddito dichiarato.
In programma anche nuovi interrogatori: alcuni dipendenti avevano fornito versioni contrastanti durante i primi ascolti. “Abbiamo bisogno di riscontri precisi sui ruoli reali nelle operazioni sospette”, ha ribadito la procuratrice Crisafulli.
A Patti clima teso ma discreto: la città osserva con attenzione
A Patti, la notizia delle sei persone indagate ha sorpreso il mondo economico locale. Tra le vie del centro storico, nei bar lungo via Garibaldi o nei piccoli negozi, si respira un misto tra incredulità e preoccupazione. “Non ce lo aspettavamo – racconta un commerciante che preferisce restare anonimo – soprattutto perché alcune delle società coinvolte sono molto conosciute qui”.
La Guardia di Finanza resta molto riservata sui nomi degli indagati e sulle prossime mosse dell’inchiesta. Nel frattempo tutta la comunità attende nuovi sviluppi dall’ufficio della Procura.





