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Frana di Niscemi: il geologo avverte, il dissesto è inarrestabile sul terreno sabbioso

Milano, 27 gennaio 2026 – La parete verticale di un cantiere in via Giacosa è ceduta improvvisamente lunedì mattina, costringendo a fermare subito i lavori nel quartiere Ortica. Intorno alle 8.30, gli operai hanno notato delle crepe anomale sulla struttura e hanno dato l’allarme. I tecnici arrivati sul posto hanno spiegato che la causa va cercata nella natura del terreno: “Il terreno sabbioso non riesce a sostenere il peso verticale della parete”, ha detto il responsabile del cantiere, Mario Cattaneo, parlando con i giornalisti presenti.

Terreno instabile e prime verifiche sul campo

La Protezione Civile, arrivata poco dopo le 9 insieme ai Vigili del Fuoco, ha confermato la complessità della situazione. “Qui si tratta di una vecchia area industriale con strati alternati di sabbia e argilla”, ha spiegato Giovanni Lo Russo, geologo incaricato dei rilievi. Questo tipo di terreno rende difficile fissare saldamente le paratie di sostegno, soprattutto quando il peso si scarica in verticale. Un aspetto che, secondo gli esperti, avrebbe meritato più attenzione durante la progettazione.

Alle 10 i tecnici hanno iniziato a misurare la profondità delle crepe. Il pericolo più serio resta quello di nuovi smottamenti: per questo la zona è stata transennata per circa cinquanta metri e chiusa al passaggio pedonale.

Ortica sotto choc: le reazioni dei residenti

Il quartiere Ortica è stato travolto dall’improvviso stop ai lavori. Molti abitanti erano già in giro per andare a lavoro o a scuola quando hanno visto i soccorsi arrivare in forze. “Ho sentito un rumore sordo, come se qualcosa si fosse mosso sotto terra”, racconta Daniela Boschi, residente al civico 24. La preoccupazione tra la gente è palpabile: qualcuno ricorda problemi simili negli anni scorsi, soprattutto durante le piogge intense.

Per sicurezza, i vigili hanno chiesto ai residenti delle case vicine di evitare i sotterranei e i box auto finché non arriveranno nuove indicazioni. Non ci sono feriti né danni agli edifici intorno, ma come sottolinea il comandante della polizia locale, Stefano Perego, la cautela è d’obbligo: “Aspettiamo prima i risultati delle verifiche sulla stabilità prima di riaprire quei locali”.

Lavori fermi e autorità al lavoro

Nel pomeriggio il Comune ha confermato che i lavori resteranno sospesi senza una data precisa per la ripresa. “Stiamo valutando tutte le misure necessarie per mettere in sicurezza l’area”, ha dichiarato l’assessore all’Urbanistica, Francesco Vitali. L’impresa dovrà consegnare un rapporto dettagliato entro mercoledì mattina.

Intanto la Protezione Civile si prepara a fare nuovi carotaggi nel terreno nelle prossime ore, con l’aiuto dell’Università Statale. “Dobbiamo capire se ci sono sacche d’acqua o altre anomalie”, spiega Lo Russo. Il rischio idrogeologico nella zona resta “medio-alto”, secondo le mappe regionali.

Un problema noto: fragilità del terreno milanese

Non è certo un caso isolato quello del cedimento in via Giacosa. Nel 2022, sempre nei dintorni, un altro cantiere ha dovuto rafforzare le fondamenta dopo problemi simili legati al terreno sabbioso. Gli ingegneri consigliano spesso soluzioni miste: micropali, barre in acciaio e drenaggi profondi per tenere lontana l’acqua e garantire stabilità.

Per ora gli operai sono fermi e i mezzi pesanti restano fuori dal cantiere almeno fino a venerdì. “Ci vorrà tempo per mettere tutto in sicurezza”, ammette Cattaneo. I residenti aspettano aggiornamenti con una certa ansia, chiedendo che le indagini non vengano fatte troppo in fretta.

Nel frattempo il silenzio insolito ha invaso via Giacosa: solo le radio dei soccorritori rompono ogni tanto la quiete mentre tutti tengono gli occhi puntati su quel terreno sabbioso che ancora una volta mette alla prova la crescita della città.

Saverio De Luca

Da sempre appassionato di arte e architettura italiana, e voglio portarvi con me attraverso le bellezze nascoste e i tesori conosciuti del nostro paese. Fin da quando ero bambino, sono stato affascinato dai colori, dalle forme e dalle storie che l'arte e l'architettura raccontano. Ho deciso di trasformare questa passione in una carriera, e ora sono qui per condividere con voi il mio viaggio. La mia formazione accademica inizia con una laurea in Storia dell'Arte presso l'Università di Firenze, una città che rappresenta un vero e proprio museo a cielo aperto. È qui che ho sviluppato un occhio critico e una sensibilità particolare nei confronti delle opere d'arte e delle architetture che ci circondano. Ho poi proseguito i miei studi con un master in Architettura e Restauro, che mi ha portato a lavorare su progetti emozionanti di recupero e conservazione. Nel corso degli anni, ho scritto per diverse riviste d'arte e cultura, ma ciò che amo di più è raccontare le storie dietro le opere, dal Rinascimento alle avanguardie moderne, dai capolavori noti alle gemme nascoste. Spero di offrire a tutti voi una visione ricca e appassionata di come questi elementi si intrecciano nella nostra vita quotidiana. Oltre alla scrittura, amo viaggiare per l'Italia, esplorando città storiche, piccoli borghi e magnifici paesaggi per scoprire da vicino le meraviglie dell'architettura e dell'arte che il nostro paese ha da offrire. Sono sempre alla ricerca di mostre interessanti, atelier di artisti e laboratori di artigiani, luoghi in cui la creatività prende forma. Il mio obiettivo è farvi apprezzare la bellezza dell'arte e dell'architettura italiana in tutte le sue sfumature, condividendo con voi non solo le mie conoscenze, ma anche la passione e l'emozione che mi guidano ogni giorno..

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