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Favignana dice no al maxi impianto eolico offshore: Comune boccia progetto e invia parere negativo al Ministero Ambiente

Roma, 11 febbraio 2026 – Il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha stoppato il progetto di ampliamento dell’autostrada tra Orte e Civitavecchia, inviando un parere negativo al Ministero dell’Ambiente sulla valutazione di impatto ambientale. La comunicazione, arrivata lunedì mattina, ha di fatto bloccato il percorso autorizzativo per un’infrastruttura considerata strategica nel Centro Italia.

Il no del Consiglio: i punti critici sul tavolo

Nel documento firmato dal presidente dell’organo tecnico del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, si sottolinea soprattutto la mancanza di garanzie chiare sulla tutela dei corridoi ecologici e sull’impatto dell’opera in Maremma laziale. Non solo ambiente: si parla anche di “criticità idrogeologiche non risolte lungo il tracciato” e di una valutazione incompleta sui futuri flussi di traffico. Insomma, i dubbi riguardano anche la sostenibilità economica e l’utilità reale dell’investimento.

L’istruttoria andava avanti da mesi. Il progetto, presentato da Anas, prevedeva l’allargamento della carreggiata con una spesa stimata intorno a 1,2 miliardi di euro. L’impatto sarebbe stato diretto su circa 800 ettari tra boschi, terreni agricoli e piccoli centri abitati. La commissione tecnica, composta da quindici esperti, si era riunita due volte nelle ultime settimane. Solo oggi è arrivata la bocciatura.

La politica reagisce: tensioni e incertezze

Il ministro dell’Ambiente, Roberto Gualtieri, ha commentato subito: “Il parere del Consiglio è un passaggio tecnico fondamentale. Valuteremo tutto con attenzione”. Dal Ministero delle Infrastrutture, che aveva inserito l’opera tra le priorità del prossimo Piano nazionale delle infrastrutture strategiche, non hanno nascosto la delusione. Un funzionario incontrato dopo il parere ha spiegato: “La partita non è chiusa. Serve un confronto con Anas e Regione Lazio per chiarire i punti critici”.

Sul territorio, tra Viterbo e Civitavecchia, le reazioni sono arrivate subito. Il sindaco di Tarquinia, Marco Antonelli, ha detto: “Era prevedibile. Da mesi chiediamo più attenzione agli effetti ambientali e agli espropri sulle aziende agricole”. Più dura Legambiente Lazio che in una nota diffusa alle 13:30 ha ribadito come “il parere negativo confermi ciò che i cittadini denunciano da anni: così com’è progettato, questo intervento rischia di stravolgere un territorio prezioso”.

Economia in bilico: cosa cambia adesso

L’ampliamento fra Orte e Civitavecchia avrebbe dovuto alleggerire il traffico merci tra Tirreno e Centro Italia. Secondo dati della Camera di Commercio di Viterbo, i flussi logistici potrebbero crescere del 20% nei prossimi dieci anni grazie allo sviluppo del porto di Civitavecchia. Ma fonti interne ad Anas avvertono che senza la nuova autostrada “le imprese locali rischiano grosso”.

Dall’altra parte c’è però chi mette in guardia sui costi sociali. Il presidente della Provincia di Viterbo, Alessandro Romoli, ricorda che “qui lavorano 2mila persone in agricoltura e turismo. Espropri e cantieri peserebbero molto sulle comunità rurali”. Un equilibrio difficile da trovare.

Al Ministero dell’Ambiente fanno sapere che il no del Consiglio non chiude ufficialmente la partita. Toccherà ora alla direzione generale per le valutazioni ambientali decidere se chiedere integrazioni o partire con una nuova istruttoria. I tempi saranno lunghi: fra nuove verifiche tecniche e possibili cambiamenti al progetto potrebbero volerci altri sei mesi prima di un nuovo verdetto.

Proteste e attese nelle zone coinvolte

Nel piccolo comune di Monteromano, alle 11:45 circa trenta residenti si sono radunati davanti al municipio con cartelli come “No al cemento sulla Maremma”, chiedendo un incontro urgente con i vertici regionali. “Ci sentiamo ignorati”, racconta una donna che coltiva ulivi nella zona a rischio esproprio.

Le imprese della logistica invece spingono per chiarimenti rapidi. “Siamo fermi da mesi su investimenti cruciali”, dice Francesco De Luca, rappresentante degli autotrasportatori locali. L’atmosfera resta tesa — e un po’ in sospeso — in attesa di una decisione definitiva.

Nelle prossime settimane sono previsti incontri tra enti locali, associazioni e ministeri. La vicenda resta aperta mentre sui vari tavoli crescono dossier tecnici e pressioni politiche per sbloccare un’opera ritenuta fondamentale da molti ma osteggiata da ampie parti della popolazione locale.

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