Categories: Spettacolo e Cultura

Esplora l’oro nelle arti giapponesi: mostra imperdibile al MegaMuseo di Aosta dal 28 novembre al 6 aprile

Roma, 29 novembre 2025 – Da ieri, **28 novembre**, fino al **6 aprile prossimo**, chiunque vorrà potrà immergersi nell’universo femminile dell’arte al **Museo dell’Ara Pacis** di **Roma**. È stata infatti inaugurata la mostra “**Il tempo delle donne. Artiste tra Ottocento e Novecento**”. L’esposizione, frutto della collaborazione tra la **Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali** e il **Museo di Roma**, con la curatela di **Daniela Vasta**, mette in luce – con oltre ottanta opere – il ruolo spesso trascurato delle donne nella pittura e nella scultura italiane tra il XIX e il XX secolo.

## **Un viaggio nella storia dell’arte al femminile**

Appena varcata la soglia della grande sala, il visitatore si trova davanti a una selezione di **dipinti, sculture, disegni** e fotografie firmate da artiste come **Adelaide Pandiani, Antonietta Raphaël, Rosalba Carriera**. Il percorso segue un filo temporale che parte dall’Ottocento, quando le prime donne muovevano i primi passi nelle Accademie d’arte, fino agli anni Venti del Novecento. Le sale sono illuminate da una luce calda. Il silenzio è rotto solo dalle voci basse delle guide e dal passo leggero degli studenti che prendono appunti su taccuini bianchi.

La curatrice Daniela Vasta racconta come “le donne abbiano avuto un accesso difficile alla formazione artistica, soprattutto prima del 1870. Solo dopo l’Unità d’Italia alcuni istituti cominciarono ad ammetterle, ma sempre in modo limitato”. Tra le opere esposte ci sono anche lettere e fotografie d’epoca provenienti dagli archivi familiari degli artisti.

## **Le protagoniste e le loro storie**

Tra i pezzi più notevoli spiccano i ritratti di **Emma Ciardi** e le vedute paesaggistiche di **Clelia Bompiani**. Non mancano neanche sculture moderne firmate da **Lina Arpesani**, attiva per oltre quarant’anni tra Milano e Roma. Secondo gli organizzatori, la mostra vuole anche “raccontare una pagina importante della nostra storia collettiva”, come ha sottolineato il direttore del Museo di Roma, **Stefano Petrocchi**.

Marco, insegnante di liceo classico che ieri mattina osservava una tela di **Elena Ortensi**, confida: “A scuola queste artiste si vedono poco. Mostre come questa servono a far conoscere nomi destinati a essere dimenticati”.

## **Un tema che parla ancora oggi**

La mostra non è solo arte: affronta anche questioni più ampie legate al ruolo delle donne nella società italiana. Diversi pannelli spiegano come molte pittrici scegliessero soggetti domestici o intimi per necessità legate all’ambiente familiare. Però si nota che con l’arrivo del Novecento cresce l’indipendenza: alcune artiste si cimentano in autoritratti, nature morte o scene pubbliche.

“La cosa che unisce queste artiste,” spiega la storica dell’arte **Francesca Romana Mazzanti** durante una visita guidata, “è la volontà di affermare una voce propria, anche in un mondo che non le favoriva.” Nei corridoi si incrociano pensionati con la guida in mano e giovani universitari intenti a fotografare le didascalie.

## **Orari, biglietti e informazioni utili**

La mostra rimarrà aperta fino al **6 aprile 2026**, dal martedì alla domenica dalle 9.30 alle 19.30. Il biglietto intero costa **13 euro**, ridotto a **11 euro** per studenti e over 65; l’ingresso è gratuito per i minori di 6 anni e per le persone con disabilità. Nei giorni festivi sono previste visite guidate su prenotazione. Sul sito del Museo dell’Ara Pacis (ara-pacis.it) si trovano anche dettagli sui laboratori didattici dedicati alle scuole.

Ieri mattina all’ingresso c’erano file ordinate ma veloci. Un gruppo di turisti francesi commentava ad alta voce l’assenza nei loro manuali di molti nomi esposti; poco distante due ragazze romane ammiravano una scultura in terracotta dicendo: “Non l’avevo mai vista dal vivo”.

L’iniziativa rientra nelle attività promosse dal Comune per mettere in luce la presenza femminile nelle arti e ricorda quanto ci sia ancora da scoprire. Non solo nei grandi musei ma soprattutto nelle storie meno note che spesso resistono soltanto nei ricordi familiari o negli archivi pubblici.

La mostra sarà accessibile anche con visite guidate in LIS (Lingua dei Segni Italiana) durante i fine settimana. Tutte le informazioni aggiornate si possono ottenere chiamando il numero 060608.

Così Roma accende i riflettori – almeno fino a primavera – su un capitolo spesso dimenticato dell’arte italiana: quello delle sue donne. E lo fa proprio all’Ara Pacis, luogo dove storia antica e sguardi contemporanei si incontrano ancora oggi.

Antonella Romano

Sono una redattrice innamorata della Sicilia, e in particolare della mia Palermo. Fin da piccola, ho respirato l'aria vibrante di questa terra ricca di storia, cultura e tradizioni. Ogni vicolo di Palermo racconta storie antiche, e io non mi stanco mai di scoprirle e condividerle. Mi sono laureata in Lettere Moderne presso l'Università di Palermo, dove ho approfondito il mio amore per la scrittura e la narrazione. Dopo gli studi, ho avuto l'opportunità di collaborare con diverse testate giornalistiche e riviste locali, scrivendo articoli che esplorano le meraviglie artistiche, culinarie e naturalistiche della nostra isola. La mia vera passione, tuttavia, è raccontare la vita quotidiana della Sicilia e i suoi abitanti straordinari. Cerco di portare i lettori in un viaggio virtuale tra mercati colorati, spiagge dorate e festival affollati, sperando di trasmettere l'unicità e la bellezza di questa terra. Quando non sono dietro alla tastiera, mi piace camminare lungo la costa, visitare i mercati locali e assaporare piatti tradizionali cucinati con amore. Ogni giorno in Sicilia offre l'opportunità di scoprire qualcosa di nuovo e inaspettato, e non vedo l'ora di condividere queste esperienze con voi. Seguitemi nel mio viaggio attraverso la Sicilia, esplorando insieme cultura, sapori e tradizioni che rendono questa terra davvero speciale. Grazie per essere qui e per la vostra curiosità. Spero che attraverso le mie parole possiate innamorarvi della Sicilia tanto quanto lo sono io!

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