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DomenicalMuseo gennaio 2026: oltre 213 mila visitatori nei luoghi della cultura statali

Roma, 5 gennaio 2026 – Da oggi, musei, gallerie, aree archeologiche e complessi monumentali statali tornano sotto i riflettori. In un periodo in cui si discute molto di accessibilità e valorizzazione del patrimonio pubblico, questa riapertura arriva al momento giusto. La scelta del Ministero della Cultura – decisa nelle ultime settimane – risponde a una domanda crescente di partecipazione culturale, soprattutto durante le festività.

Ingresso gratuito: il richiamo della cultura torna forte

Fin dalle prime ore del mattino, davanti al Colosseo come alla Galleria degli Uffizi, si sono formate lunghe code. La gente non ha voluto perdere l’occasione dell’ingresso gratuito, disponibile oggi in tanti luoghi della cultura statali sparsi per l’Italia. Il ministro Gennaro Sangiuliano aveva anticipato la ripresa delle “domeniche gratuite”, definendola “una risposta concreta per riavvicinare i cittadini al nostro patrimonio”.

Agli Uffizi, a Firenze, si sentivano lingue e accenti diversi: una famiglia di Napoli ha raccontato di esser venuta apposta per l’occasione, anche se non era nei programmi. A Roma invece l’atmosfera ai Fori Imperiali si animava di commenti e chiacchiere soprattutto tra i più giovani. Secondo le prime stime diffuse dal Ministero nel primo pomeriggio, più di 150 mila persone hanno già varcato le porte di musei e siti archeologici statali.

Affluenza sostenuta, ma non senza problemi

Qualche problema c’è stato. Tra affluenze alte e attese, specie nei luoghi più gettonati. A Pompei, ad esempio, alle 9 erano già oltre tremila i visitatori entrati in meno di un’ora dall’apertura. La direttrice Gabriel Zuchtriegel ha commentato: “Un segnale positivo che premia la capacità di accogliere, ma ci ricorda anche l’importanza di migliorare i servizi”.

In Lombardia la situazione è stata gestita con ingressi a orari scaglionati e controlli agli accessi sia alla Pinacoteca di Brera che al Cenacolo Vinciano. Gli operatori sul posto hanno escluso situazioni fuori controllo ma parlano di “molta curiosità e tante domande sulle opere”.

Una scelta strategica che punta all’accesso per tutti

Il ritorno delle giornate gratuite non è solo un gesto simbolico. Il ministro Sangiuliano ha ribadito che “la cultura deve essere davvero accessibile a tutti, senza barriere economiche”. E ha ricordato come simili iniziative negli anni passati abbiano fatto segnare picchi nelle visite. Nel 2025 i musei statali italiani hanno superato i 56 milioni di ingressi, in aumento rispetto ai 53 milioni dell’anno precedente.

Il Piano Nazionale della Cultura presentato lo scorso novembre prevede investimenti per rendere più facile la prenotazione online e migliorare la sicurezza nei siti. Si punta a realizzare questi interventi durante il 2026, con particolare attenzione alle aree periferiche e ai musei più piccoli.

Voci dalla strada: entusiasmo ma anche qualche criticità

Tra chi ha scelto questa domenica all’insegna dell’arte spiccano famiglie e gruppi di studenti. Sofia, 23 anni da Bari, arrivata alla Galleria Borghese a Roma racconta: “Per noi studenti è un’opportunità preziosa. Se ci fossero più aperture gratuite verremmo molto più spesso”. Un pensionato milanese ammette invece: “Non mettevo piede in un museo da vent’anni. Oggi ho deciso all’ultimo momento dopo aver sentito la notizia alla radio”.

Le associazioni dei consumatori hanno accolto bene l’iniziativa ma hanno sottolineato quanto sia importante mantenere gli spazi in buone condizioni e formare adeguatamente il personale. Qualche problema con le prenotazioni è emerso nei siti a numero chiuso: secondo i sindacati servirà “più attenzione nelle prossime date”.

Uno sguardo avanti: aperture regolari e progetti per il futuro

Il calendario delle domeniche gratuite andrà avanti anche nei prossimi mesi – salvo imprevisti legati a sicurezza o affollamento – sotto stretto controllo delle Direzioni regionali dei musei statali. Intanto dal Ministero si pensa già alle prossime mosse: coinvolgere maggiormente le scuole e aumentare le visite guidate dedicate agli studenti.

“L’obiettivo vero è fare in modo che i nostri luoghi della cultura statali diventino parte della vita quotidiana degli italiani”, spiega una fonte interna al Ministero. Solo così – concludono dagli uffici romani – “si potrà parlare davvero di valorizzazione”. E oggi sembra essere stata tracciata una strada precisa: musei più aperti e vicini a chi li vuole vivere davvero.

Stefania Palenca

Da sempre nutro una forte curiosità per le vicende passate e le tracce che hanno lasciato nel nostro presente. Ho scoperto presto che nulla racconta una storia meglio dei muri di un'antica cattedrale o delle pennellate su una tela impolverata. Mi sono laureata in Storia presso l'Università di Catania, un percorso accademico che mi ha permesso di immergermi nei racconti e nei segreti di questa meravigliosa isola. Durante gli studi, ho perfezionato le mie competenze con un master in Conservazione dei Beni Culturali, comprendendo ancor di più l'importanza di preservare queste ricchezze per le generazioni future. Attraverso i miei articoli, esploro non solo i grandi siti turistici, ma anche i piccoli gioielli meno conosciuti che celano storie straordinarie e avvincenti. Porto i lettori in un viaggio attraverso l'arte e l'architettura, dall'epoca greca a quella normanna, passando per i fasti del Barocco siciliano. Quando non sono impegnata nella ricerca o nella scrittura, mi piace camminare per le vie dei centri storici, partecipare a conferenze e visitare musei e gallerie d'arte. Credo fermamente che ogni pietra, ogni dipinto e ogni edificio abbia una storia da raccontare, ed è mio compito dare voce a queste storie. Vi invito a seguirmi nel mio viaggio attraverso la Sicilia, scoprendo insieme le meraviglie artistiche e architettoniche che hanno modellato la nostra identità culturale

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