Bologna, 15 gennaio 2026 – Dal 17 gennaio al 15 marzo Casa Morandi spalanca le sue porte a una mostra che vuole svelare, attraverso immagini e racconti, i lati meno conosciuti del pittore bolognese Giorgio Morandi. L’evento, frutto della collaborazione tra il Comune di Bologna e l’Associazione Amici di Casa Morandi, fa parte di un più ampio calendario di iniziative dedicate a far riscoprire il patrimonio culturale cittadino. Come hanno spiegato gli organizzatori durante la conferenza stampa tenutasi alle 11 nella sala bianca di via Fondazza, l’obiettivo è offrire ai visitatori uno sguardo diretto e intimo sull’universo personale dell’artista, spesso nascosto dietro la sua proverbiale riservatezza.
Casa Morandi: uno sguardo dentro la quotidianità
Gli ambienti di Casa Morandi, in via Fondazza 36, sono stati allestiti come un viaggio nella vita di tutti i giorni dell’artista. Quadri, fotografie, lettere private: ogni stanza racconta un pezzo della sua storia personale. Il visitatore si ritrova a camminare tra scaffali carichi di bottiglie impolverate, proprio quegli oggetti che popolavano le sue celebri nature morte. In una delle stanze più raccolte – raccontano gli allestitori – si può leggere un passaggio di una lettera che Morandi scrisse alla sorella Anna, dove ammette di preferire “la calma della casa” al rumore della città. È solo così che si capisce come questo luogo sia stato non solo la sua casa, ma un vero laboratorio dell’anima.
La curatrice Laura Zampieri ha sottolineato che “abbiamo voluto mettere in evidenza il legame profondo tra Morandi e il suo spazio domestico, scegliendo oggetti mai esposti prima, come un piccolo quaderno di appunti che teneva vicino al letto”. Oggetti personali che raccontano abitudini semplici e ripetute nel tempo, scandite da una routine silenziosa e disciplinata.
Opere e documenti: un dialogo inatteso
Tra le novità della mostra c’è una sezione tutta dedicata ai documenti d’archivio. Oltre ai dipinti e alle incisioni, vengono esposti telegrammi e fotografie dall’Archivio Morandi – molti materiali mai visti dal pubblico prima d’ora. “Lavorare su queste fonti – ha detto il responsabile scientifico Marco Andreotti – ci ha permesso di ridisegnare il profilo umano di Morandi restituendone aspetti più fragili”. La mostra ospita anche scambi epistolari con artisti come Osvaldo Licini e Filippo De Pisis.
Le sale principali sono arricchite da didascalie dettagliate che collocano l’opera nel suo tempo – l’Italia tra le due guerre, le difficoltà quotidiane – e mettono in luce quanto fosse centrale il lavoro in studio. Ogni mattina, ricorda una nota biografica all’inizio del percorso, Morandi si sedeva al tavolo della cucina alle otto precise. Una tazza di caffè accanto a sé. Sempre la stessa luce filtrata da una tenda bianca.
Appuntamenti per tutti: coinvolgere il pubblico
Oltre all’allestimento permanente, la mostra prevede visite guidate, laboratori per studenti e una serie di incontri serali con storici dell’arte. Il primo appuntamento è sabato 24 gennaio alle ore 18: ospite la professoressa Marta Dondi dell’Università di Bologna, che parlerà del tema “Silenzio e forma nell’opera morandiana”. Le prenotazioni sono già aperte sul sito di Casa Morandi.
Il percorso è stato pensato anche per chi non è esperto d’arte. Un quaderno per raccogliere impressioni spontanee dei visitatori è posizionato vicino all’uscita. “Mi ha colpito la sobrietà dell’ambiente”, scrive Francesca in uno dei primi commenti lasciati questa mattina.
Tutto quello che serve sapere per visitare
Casa Morandi sarà aperta dal martedì alla domenica dalle 10 alle 18. Il biglietto intero costa 8 euro; ridotto a 5 per studenti e over 65. L’ingresso è gratuito per i minori di dodici anni, per incoraggiare le famiglie a partecipare. Per chi arriva da fuori città ci sono convenzioni con alcune strutture vicino alla zona universitaria. La fermata degli autobus più vicina è Porta San Vitale; parcheggi pubblici si trovano in via Giuseppe Petroni.
L’assessorato alla cultura ricorda come questa iniziativa sia “un’occasione concreta per riportare al centro il legame tra città e artisti”. La mostra resterà aperta fino al 15 marzo: due mesi per entrare nel silenzio attento di Giorgio Morandi e scoprire i segreti nascosti dietro le mura della sua casa-studio bolognese.





