Roma, 29 gennaio 2026 – Oggi, in una breve cerimonia al Ministero dell’Università, è stato consegnato il “Premio per la Divulgazione Scientifica” a Elena Cattaneo, farmacologa e senatrice a vita. Il riconoscimento le è stato attribuito “per l’altissimo valore della sua opera di divulgazione scientifica”. L’annuncio, arrivato con una nota ufficiale nella tarda mattinata, ha scatenato un applauso caloroso tra i presenti in sala.
La motivazione, breve ma intensa, mette in luce un percorso lungo decenni: Cattaneo, oltre a essere una ricercatrice affermata e un volto noto anche fuori dal mondo accademico, si batte da sempre per una scienza alla portata di tutti. Non si tratta solo dei suoi risultati nei laboratori milanesi – dove dirige il Centro di ricerca sulle cellule staminali all’Università Statale – ma soprattutto della sua capacità di spiegare temi complessi come le terapie geniche, la sperimentazione animale e i nuovi farmaci senza mai banalizzare.
Alle 11.45, davanti a autorità accademiche e a una platea composta da studenti, docenti e rappresentanti istituzionali, il ministro Anna Maria Bernini ha ricordato: “È grazie a scienziate come Elena Cattaneo se oggi possiamo vedere la ricerca come un bene comune e non un privilegio riservato a pochi”.
Non è solo il lavoro in laboratorio che conta. Dal 2013, Cattaneo siede al Senato come senatrice a vita e da quella postazione porta avanti con costanza la sua battaglia per la divulgazione scientifica. Tra social network, talk televisivi, scuole periferiche e conferenze internazionali sceglie parole semplici ma mai superficiali. “La scienza”, ripete spesso, “non può restare chiusa nei convegni: deve entrare nella vita di tutti i giorni, nelle scelte pubbliche”.
Oggi ha ribadito questo concetto: “Vorrei che nessuno si sentisse escluso dal dibattito su vaccini, ambiente o ricerca sulle malattie rare. La mia responsabilità è restituire al Paese ciò che ho ricevuto: una formazione pubblica e fiducia nella conoscenza”. Le sue parole sono state interrotte più volte da applausi sinceri.
Durante i momenti più difficili della pandemia, Cattaneo ha saputo raccontare senza semplificazioni o slogan facili. Dai microfoni di Radio3 Scienza al palco del Festival della Scienza di Genova ha spiegato con calma meccanismi d’infezione, tecniche di vaccinazione e strategie per contenere il virus. Lo ricordano diversi studenti presenti: “Ha sempre mantenuto toni pacati”. Mai parole d’ordine o false rassicurazioni. “Bisogna dire la verità, anche quando è dura”, ha raccontato fuori cerimonia.
Il rettore dell’Università Statale di Milano, Elio Franzini – seduto tra il pubblico – ha sottolineato: “Elena non ha mai separato la scienza dalla realtà sociale. Ha parlato alla gente comune e soprattutto ai giovani”. Nel pomeriggio sono arrivati decine di messaggi sui social: tanti studenti hanno ricordato le sue lezioni aperte e i laboratori nel cortile dell’università.
Adesso la domanda è: come andrà avanti la divulgazione scientifica in Italia? Nel suo discorso di ringraziamento, Cattaneo ha ammesso: “Viviamo tempi in cui la disinformazione corre più veloce della verità. Tocca a noi accettare la fatica del confronto diretto e della chiarezza”. Non ci sono soluzioni facili contro lo scetticismo verso la scienza. Serve “formazione continua e il coraggio di dire ‘non lo so’”, dice ancora, “solo così possiamo fermare le bufale”.
Tra i suoi progetti attuali c’è la piattaforma online Scienza Bene Comune, nata proprio per mettere in contatto esperti e cittadini. Presto partirà anche un ciclo di incontri nelle scuole superiori. L’obiettivo rimane quello: “Far nascere domande. Nessuno nasce esperto”.
Alla fine della cerimonia abbracci e qualche foto con i ragazzi arrivati anche da fuori Roma. Martina, liceale di Guidonia, confida: “Qui ho trovato un modello da seguire”. Nel cortile del ministero alle 13.10 un gruppo di studenti discute ancora animatamente sulle cellule staminali. La scienza – oggi – passa anche attraverso chi sa ascoltare le domande dei giovani.
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