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Accademia Bizantina e Ottavio Dantone incantano Roma con i Concerti Brandeburghesi alla Sapienza

Roma, 5 febbraio 2026 – Ieri sera, lunedì 4 febbraio, Ottavio Dantone ha preso in mano la bacchetta e guidato l’ensemble Accademia Bizantina nell’Aula Magna dell’Università La Sapienza di Roma. L’evento rientrava nel ciclo organizzato dalla Iuc – Istituzione Universitaria dei Concerti, che quest’anno festeggia gli ottant’anni di attività. L’appuntamento delle 20.30 ha richiamato studenti, docenti, appassionati di musica antica e semplici curiosi lungo via Salaria.

Ottavio Dantone al timone dell’Accademia Bizantina

Alla guida dell’orchestra c’era proprio Dantone, ferrarese con una carriera di oltre trent’anni alle spalle. L’Accademia Bizantina ha portato in scena un programma tutto dedicato alla musica barocca. Tra le mura storiche dell’aula sono risuonate pagine di Bach, Vivaldi e altri compositori del Sei e Settecento, un repertorio che da sempre rappresenta il cuore della formazione ravennate. “Tornare alla Sapienza è come ritrovare un pubblico attento e preparato”, ha raccontato Dantone a fine concerto, poco prima di rientrare dietro le quinte con i musicisti.

Un pubblico fedele tra tradizione e novità

Il concerto, inserito nella stagione 2025/2026 della Iuc, alterna artisti emergenti a grandi nomi della musica da camera. Ieri l’Aula Magna era quasi piena: circa 600 persone presenti, tra studenti di Lettere e Musica, docenti e una rappresentanza del rettorato. Al termine delle esecuzioni sono scoppiati applausi lunghi e calorosi. “Un suono pulito, elegante”, ha commentato all’uscita una signora sui settanta, ex insegnante di pianoforte che ha seguito il concerto insieme al nipote.

Bach e Vivaldi senza fronzoli

L’ensemble formato da violini, violoncello, clavicembalo e archi ha affrontato brani importanti: la Suite n.2 in si minore BWV 1067 di Bach, il Concerto per archi RV 157 di Vivaldi e alcuni pezzi meno conosciuti del primo Settecento italiano. Nel programma si leggeva la spiegazione del maestro Dantone: “Vogliamo restituire al pubblico il piacere di un ascolto attento, senza filtri né effetti scenici”. Da qui le luci soffuse in sala e il palco essenziale: pochi leggii, sedie disposte a semicerchio.

La Iuc, cuore pulsante della musica a Roma

Fondata nel 1946 dopo la guerra, la Iuc è una delle realtà culturali più solide della Capitale. Oggi mette in calendario più di cinquanta concerti all’anno, con artisti affermati ma anche giovani promesse internazionali. “La presenza dell’Accademia Bizantina e del maestro Dantone dà prestigio alla nostra stagione”, ha sottolineato Paolo Petrocelli, presidente della Iuc, poco prima del via al concerto. In questo anno speciale per l’ottantesimo anniversario sono previsti incontri con artisti, masterclass per studenti e approfondimenti sulla musica antica.

Entusiasmo tra pubblico e musicisti

L’appuntamento rientra in un ciclo dedicato alla musica barocca, sempre molto amata dal pubblico romano. Molti spettatori si sono fermati nel foyer dopo il concerto per salutare i musicisti o chiedere autografi. “Iniziative così avvicinano i giovani all’ascolto dal vivo”, ha detto una studentessa del DAMS parlando delle convenzioni che permettono agli under 25 biglietti scontati (tra 8 e 12 euro). La serata si è chiusa intorno alle 22.15 con chiacchiere informali e qualche selfie davanti alle colonne dell’università.

Un segnale forte per la stagione in corso

La direzione della Iuc ha già annunciato altri appuntamenti nelle prossime settimane sempre all’Aula Magna della Sapienza. Nel programma pianisti come Beatrice Rana, ensemble vocali internazionali e formazioni da camera. Il successo della serata con Dantone conferma una “domanda crescente di musica classica dal vivo” nella Capitale. E mentre il pubblico risponde con entusiasmo, la Iuc mantiene chiara la sua missione: “Portare cultura dentro l’università – ha ribadito Petrocelli – resta la nostra priorità”.

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