Palermo, 24 gennaio 2026 – Tornano sotto i riflettori i locali confiscati alla mafia e ristrutturati con i fondi del Pnrr, con l’inaugurazione ufficiale degli spazi di via Terrasanta 71, nel quartiere Libertà. Questa mattina, alle 11:30, il Comune ha tagliato il nastro alla presenza del sindaco Roberto Lagalla, di alcuni assessori e dei rappresentanti dell’Agenzia Nazionale per i Beni Sequestrati e Confiscati. Un momento che, come ha sottolineato il primo cittadino, segna “un passo concreto per restituire alla città spazi pubblici abbandonati da anni, un segnale contro l’illegalità”.
Parliamo di circa 420 metri quadrati al piano terra, un tempo occupati da attività legate alla criminalità organizzata. Lo Stato li ha confiscati dopo una vasta operazione guidata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, ma per quasi dieci anni sono rimasti chiusi e inutilizzati. Solo nel 2022, con l’arrivo dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, si è potuto avviare il restauro, concluso a dicembre scorso.
Durante il suo intervento, il sindaco Lagalla ha voluto sottolineare il valore simbolico dell’intervento: “Questi spazi non sono più segni di un passato oscuro. Sono risorse pubbliche che tornano a disposizione della comunità per creare opportunità e rafforzare i legami sociali”. Il Comune ha reso noto che la spesa complessiva si aggira intorno ai 720mila euro, finanziati interamente dal Pnrr nell’ambito della linea ‘Rigenerazione urbana e inclusione sociale’.
Il progetto prevede una gestione condivisa degli ambienti: una parte diventerà un centro polifunzionale per giovani tra i 16 e i 25 anni, mentre altri locali ospiteranno associazioni impegnate nell’assistenza legale alle vittime di racket e usura. L’assessora alle Politiche Sociali, Antonella Tirrito, ha spiegato che “qui nasceranno sportelli di ascolto, laboratori creativi e corsi per facilitare l’ingresso nel mondo del lavoro”. Inoltre, alcuni uffici saranno riservati agli agenti della Polizia Locale e agli operatori dei servizi sociali.
L’obiettivo è chiaro: “favorire la riconquista degli spazi pubblici da parte della comunità”, come ribadito da Lagalla. Nel quartiere Libertà — dove la presenza della criminalità organizzata si fa sentire da tempo — questa scelta assume un significato particolare. “È un messaggio forte – ha aggiunto Tirrito – che segna una vera svolta nel modo in cui la città affronta il tema della legalità”.
La giornata di inaugurazione ha coinvolto anche i residenti. Davanti all’ingresso rinnovato, una decina di persone si sono fermate a scattare foto e a commentare con entusiasmo. Tra loro Giorgio Brancato, presidente del comitato civico Libertà Viva: “Prima questi locali erano fonte di paura. Oggi vedere le luci accese e le pareti rifatte dà nuova speranza a tutti noi”.
C’erano anche studenti dell’Istituto Majorana: “Abbiamo seguito i lavori settimana dopo settimana – racconta Sara, 18 anni – Siamo curiosi di scoprire quali attività nasceranno qui”. Le associazioni coinvolte hanno promesso massima trasparenza nella gestione e programmi aperti ai suggerimenti degli abitanti: “Non imporremo nulla dall’alto – dice Stefania Gatti di AddioPizzo – Vogliamo che siano i giovani del quartiere a proporre idee”.
Sul fronte dei fondi Pnrr, il Comune ha annunciato l’avvio di una procedura pubblica per assegnare gli spazi alle realtà del terzo settore. I bandi sono attesi entro marzo 2026. L’Agenzia Nazionale per i Beni Confiscati seguirà ogni fase con attenzione: “Niente scorciatoie o favoritismi”, ha garantito la dirigente Sabrina Donato.
Secondo dati del Ministero dell’Interno, in Sicilia ci sono oltre 4.200 immobili già sequestrati alle mafie. Palermo resta la città con il maggior numero di beni recuperati. Il caso di via Terrasanta potrebbe diventare un modello da seguire in altre città ferite dalla criminalità organizzata, come ha detto Lagalla a conclusione dell’incontro.
Nel pomeriggio è prevista la consegna simbolica delle chiavi alle prime associazioni vincitrici del bando. Sulla porta ora brilla una targa in marmo con la scritta semplice ma inequivocabile: “Bene restituito alla città”. Da oggi qui non ci sarà più spazio per il silenzio.
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