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Weekend culturale in Italia: Mostre imperdibili da Carla Accardi a Ignazio Gardella con gioielli siciliani a Palermo

Palermo, 7 gennaio 2026 – Tra i vicoli del centro storico e gli eleganti saloni delle antiche dimore, Palermo si anima con una mostra che mette sotto i riflettori l’arte orafa dell’isola: un viaggio tra i gioielli siciliani che hanno attraversato secoli e stili diversi. Nel frattempo, ad Alessandria, tornano a splendere i riflettori su una figura chiave dell’architettura italiana del Novecento, Ignazio Gardella, grazie a un’esposizione che ripercorre la sua carriera, dai primi passi agli ultimi lavori.

Palermo riscopre la tradizione orafa: il fascino senza tempo dei gioielli siciliani

Nel cuore di Palermo, dal 5 gennaio, il Palazzo Abatellis ospita la mostra “Sicilia Preziosa: tesori d’arte orafa”. L’iniziativa, promossa dall’Assessorato regionale ai Beni Culturali, espone più di settanta pezzi – anelli, collane, croci e corone – alcuni mai visti prima. Provengono dalle collezioni del Museo Regionale e da prestiti privati. Una rassegna che, come ha spiegato il curatore Giovanni Lo Monaco, racconta “una storia di abilità e simboli: qui si vede il gusto per l’oro e le pietre che ha fatto scuola in tutta Italia”.

La sala principale accoglie manufatti che risalgono all’epoca bizantina e normanna. Tra le vetrine spicca una croce reliquiario del XII secolo e una coppia di orecchini in filigrana d’argento lavorata a mano. “Abbiamo voluto mettere in luce il rapporto tra sacro e profano – sottolinea Lo Monaco – mostrando come i gioielli siciliani siano stati sia ornamento sia talismano”. L’allestimento, semplice ma curato, richiama le geometrie degli antichi laboratori.

Ieri pomeriggio le sale hanno accolto molti visitatori attenti ai dettagli delle lavorazioni. “Mia nonna aveva un anello simile a questo”, ha raccontato Carmela, 64 anni, di Monreale. Una memoria collettiva che si intreccia con la storia artistica dell’isola. Il percorso si conclude con una sezione dedicata al contemporaneo: designer locali danno nuova vita a motivi antichi con uno sguardo moderno.

La mostra resterà aperta fino al 15 marzo. Il biglietto intero costa 8 euro, ridotto 4 per studenti e over 65. Nei primi due giorni sono stati registrati oltre cinquecento ingressi.

Ad Alessandria omaggio a Ignazio Gardella: architettura che guarda lontano

Al Museo Civico di Alessandria, da ieri mattina è aperta la retrospettiva “Gardella: lo spazio e la misura”, dedicata al grande architetto nato qui nel 1905. La rassegna riunisce modelli originali, schizzi e fotografie di alcuni tra i progetti più importanti di Ignazio Gardella: dalla Casa alle Zattere a Venezia fino al padiglione di Arte Contemporanea a Milano. Un omaggio a un protagonista spesso poco noto al grande pubblico ma fondamentale nella cultura del progetto italiana.

“Abbiamo voluto dare a Gardella il riconoscimento che merita”, ha detto l’assessora alla Cultura, Laura Bianchi, durante la presentazione delle 11. “La sua opera è un dialogo continuo tra tradizione e innovazione: basta guardare i dettagli costruttivi o la scelta dei materiali”. In mostra anche materiali inediti dall’archivio di famiglia. Alcuni modelli in legno e plastica sono stati realizzati dagli studenti del Politecnico di Torino.

Non mancano fotografie d’epoca: Gardella nel suo studio milanese o durante i sopralluoghi nei cantieri. “Era preciso ma aveva anche un lato ironico”, ricorda Andrea Gardella, nipote dell’architetto, incontrato mentre sistemava una maquette della sede INA di Parma. E poi ci sono le lettere agli amici artisti, le sue riflessioni sul lavoro del progettista.

Nel primo pomeriggio molti visitatori si sono fermati davanti ai plastici della biblioteca universitaria di Genova. C’erano anche gruppi di liceali accompagnati dalla professoressa Russo. “È importante far conoscere ai ragazzi queste storie”, ha commentato la docente.

La mostra resta aperta fino al 17 febbraio. L’ingresso è gratuito; l’orario continuato va dalle 10 alle 18 dal martedì alla domenica.

Tra memoria locale e respiro nazionale

Due mostre diverse ma legate dalla voglia di far emergere storie che rischiano di restare nell’ombra: i gioielli siciliani, con la loro tradizione millenaria, e l’ingegno di un architetto come Gardella, capace di lasciare un segno personale senza inseguire mode passeggere. In entrambi i casi il pubblico ha risposto con curiosità; tra domande ai curatori e scambi spontanei davanti alle teche.

“Non è solo arte”, rifletteva ieri una giovane guida a Palermo mentre mostrava una spilla cesellata del Settecento, “ma tutto quello che questi oggetti portano dietro: storie familiari, passaggi generazionali, segreti tecnici”. Ad Alessandria invece c’erano persone ferme davanti a un disegno a matita per cogliere quel momento in cui un edificio nasce sulla carta.

Eventi così diventano occasioni preziose per rileggere il passato e confrontarlo con il presente. Un modo concreto per tenere vivo il filo della memoria e offrire nuovi sguardi – non solo agli addetti ai lavori.

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