Palermo, 20 gennaio 2026 – Domenica mattina, alle 11, la storica Villa Pottino di Palermo riaprirà le sue porte per un progetto che ha già acceso l’interesse di molti. L’architetto e ricercatore Andrea Speziali presenterà il suo ultimo lavoro, dedicato al recupero e alla valorizzazione di questa dimora storica, un pezzo di memoria importante nel cuore del quartiere Libertà. L’iniziativa – attesa da tempo da addetti ai lavori e appassionati – punta a ridare slancio all’edificio, non solo come testimonianza architettonica, ma anche come luogo di incontro per la città.
Il cuore del progetto: recupero e memoria
Domenica, secondo quanto comunicato dagli organizzatori, Andrea Speziali illustrerà i dettagli dell’intervento di restauro previsto per Villa Pottino, con l’obiettivo di restituire a Palermo un bene storico risalente ai primi anni del Novecento. “Non si tratta solo di riportare l’edificio al suo aspetto originale,” ha spiegato Speziali nei giorni scorsi, “ma di restituirgli una funzione sociale che metta in dialogo passato e presente.”
La villa – che si trova tra via Notarbartolo e via Dante – ha visto negli ultimi decenni numerosi progetti mai realizzati. Le sale, decorate da stucchi e affreschi d’epoca, portano ancora i segni della trascuratezza. Speziali, esperto in Liberty e architetture d’autore del Sud Italia, vuole mettere insieme fondi privati e pubblici. Il suo modello gestionale prevede anche un coinvolgimento attivo dei cittadini.
Un bene tra storia e futuro
Villa Pottino è stata per anni il simbolo dell’aristocrazia palermitana: costruita agli inizi del Novecento dalla famiglia Pottino, conserva ancora molti arredi originali. L’interesse di Speziali – già autore di pubblicazioni sull’Art Nouveau italiano – nasce dalla voglia di “creare una rete tra realtà culturali, artigiani e professionisti,” come ha raccontato in una recente intervista a una testata locale.
Il progetto prevede la riapertura degli spazi interni per mostre, incontri pubblici ed eventi didattici. Una parte della villa sarà dedicata a esposizioni permanenti sulla storia architettonica di Palermo e sui protagonisti che hanno segnato il volto della città nel Novecento.
Una presentazione attesa dal mondo culturale palermitano
L’annuncio della presentazione ufficiale ha già suscitato interesse tra istituzioni locali, architetti e storici dell’arte. Domenica sono attesi anche membri della Soprintendenza ai Beni Culturali della Sicilia e diversi studenti universitari. L’ingresso sarà gratuito fino a esaurimento posti; vista la capienza limitata delle sale è consigliata la prenotazione.
Nel quartiere si respira un clima fatto di curiosità ma anche speranza. “Abbiamo visto tanti progetti annunciati senza mai andare avanti,” racconta Laura Moncada, che abita in via Notarbartolo. “Questa volta l’architetto Speziali sembra davvero voler coinvolgere la comunità.” Anche i commercianti del quartiere sono fiduciosi: “Rivitalizzare Villa Pottino farebbe bene a tutto il rione,” dice Giuseppe Randazzo, proprietario di un caffè vicino all’ingresso principale.
Criticità e prospettive
Non mancano però le difficoltà. I primi conti parlano di 2 milioni di euro necessari per il restauro. Speziali ha spiegato che il lavoro andrà avanti a tappe: “Prima sistemeremo le coperture e metteremo in sicurezza gli ambienti principali,” ha detto, “poi toccherà al recupero degli arredi e delle decorazioni.”
Gli enti pubblici hanno garantito supporto tecnico, ma resta aperta la questione dei fondi più consistenti. Alcune associazioni cittadine hanno già messo in campo raccolte fondi ed eventi benefici; intanto prende corpo l’ipotesi di una collaborazione tra pubblico e privato, formula già usata con successo altrove.
Un’occasione per la città
La mattina di domenica sarà un primo test per capire quanto la città sia pronta ad accogliere l’idea di una nuova vita per Villa Pottino. Gli organizzatori puntano a un confronto aperto con tutte le componenti della comunità locale – residenti, professionisti, istituzioni – per raccogliere idee concrete su come usare gli spazi e gestirli nel tempo.
“Sarà fondamentale ascoltare davvero cosa serve al quartiere,” ha sottolineato Speziali durante alcuni incontri con i cittadini negli ultimi giorni. E infatti la sfida non sarà solo tecnica: sarà soprattutto sociale. Solo con un coinvolgimento diffuso il progetto potrà andare avanti nel tempo. Parte così una nuova sfida per Palermo, con una villa storica pronta a tornare protagonista sulla scena urbana.





