Venezia, 14 febbraio 2026 – Oggi a ‘Casa Veneto’, il corner allestito nel Palazzo della Regione alla Borsa Internazionale del Turismo di Milano, si è parlato soprattutto di cicloturismo e turismo lento. Tra amministratori, operatori e visitatori è stato un susseguirsi di idee, novità e progetti per un settore che non smette di crescere. Il Veneto continua a giocare un ruolo da protagonista nella promozione di percorsi sostenibili, puntando su piste ciclabili, vie d’acqua e cammini immersi nel verde.
Cicloturismo in Veneto: numeri in aumento e nuovi percorsi
Questa mattina l’assessore regionale al Turismo, Federico Caner, ha snocciolato i dati più recenti: nel 2025 le presenze legate al cicloturismo in Veneto hanno superato i 2 milioni, con un +15% rispetto all’anno precedente. “Non si tratta solo di statistiche – ha spiegato Caner – ma di una nuova qualità della vita e di una coscienza diversa. I turisti cercano esperienze autentiche, lontane dai soliti circuiti affollati. E questo si traduce in investimenti concreti sul territorio”. Solo nella provincia di Treviso sono stati realizzati più di 600 chilometri di piste ciclabili, molte collegate direttamente a strutture ricettive.
Durante l’incontro è stato presentato il percorso della Ciclovia della Riviera del Brenta, che collega Padova a Venezia lungo i suggestivi canali storici. Un tracciato pianeggiante, adatto anche a chi non è molto allenato, che nel 2025 ha contato quasi 50mila passaggi registrati tra marzo e ottobre. “Abbiamo visto coppie giovani, famiglie con bambini e gruppi di amici – racconta Marco Biasiotto, guida cicloturistica locale –. E i turisti stranieri non mancano: olandesi, tedeschi e anche americani”.
Turismo lento: alla scoperta dei piccoli borghi
Non solo bici: alla Borsa del Turismo si è parlato anche di turismo lento, fatto di cammini a piedi e itinerari enogastronomici. Il focus è finito su borghi meno noti come Asolo, Cison di Valmarino e Arquà Petrarca. Piccoli centri che negli ultimi mesi hanno attirato chi cerca tradizioni autentiche e buon cibo. “La nostra forza è l’accoglienza – spiega Elena De Toni, titolare di un agriturismo nei Colli Euganei –. I viaggiatori vogliono contatto diretto con la realtà locale e ritmi più tranquilli. Vogliono scoprire come si fa il vino o il formaggio”.
Intanto la Via delle Risorgive, tra Vicenza e Padova, punta a diventare uno dei cammini più frequentati nel 2026. Un percorso che attraversa riserve naturali, antiche chiese e vecchie filande trasformate in centri culturali. In primavera partiranno nuovi servizi con guide ambientali: “Stiamo lavorando su mappe digitali e ospitalità diffusa”, dice Davide Carraretto dell’associazione ‘Cammini Veneti’.
Offerta turistica integrata: idee per allungare la stagione
Durante la presentazione a ‘Casa Veneto’ non sono mancati riferimenti alla collaborazione tra enti pubblici e privati per mettere insieme un’offerta turistica più completa. L’obiettivo? Allungare la stagione anche nei mesi meno frequentati. “Stiamo preparando pacchetti che uniscono bici, passeggiate ed esperienze gastronomiche”, racconta Monica Zanetti, responsabile marketing in una catena alberghiera locale. “Chi viene da noi vuole vivere tutto: dalle ciclovie alle tavole dei ristoranti”.
C’è poi il dato sugli investimenti: nell’ultimo anno la Regione Veneto ha stanziato oltre 12 milioni di euro per migliorare segnaletica, aree sosta e servizi dedicati ai cicloturisti. A questi fondi si aggiungono corsi rivolti agli operatori turistici.
“È un percorso graduale ma i risultati cominciano a vedersi – ammette Marco Michielin, presidente Federalberghi Veneto –. La domanda cresce ed è importante seguirla bene: i turisti vogliono sentieri curati, ospitalità vera e storie da raccontare”.
Tra entusiasmo e sfide: il punto degli operatori
Nel pomeriggio agli stand di ‘Casa Veneto’ sono arrivate molte reazioni positive dagli operatori presenti. Diversi visitatori hanno lasciato i loro contatti per ricevere materiale informativo o prenotare tour nei prossimi mesi. “Non avevo mai pensato al Veneto come meta per le bici”, confessa Matteo Dalla Valle, giovane turista milanese dopo aver studiato la mappa delle ciclovie regionali.
Restano però aperte sfide importanti sulla sostenibilità. “Le scelte quotidiane contano più degli slogan”, sottolinea Anna Ferrari dell’Ente Parco del Delta del Po. Eppure, guardando ai numeri in crescita e alle voci raccolte oggi a Milano, sembra proprio che il Veneto abbia imboccato la strada giusta: puntare forte su cicloturismo e turismo lento per offrire esperienze sempre più vicine alle esigenze dei viaggiatori moderni.





