Roma, 16 gennaio 2026 – Ieri pomeriggio, nella sala conferenze di Palazzo Valentini, proprio nel cuore di Roma, un convegno ha riacceso il dibattito su Nanni Moretti, uno dei registi e attori più discussi del cinema italiano. Tra i presenti c’erano critici, appassionati, qualche volto noto e politici come Maurizio Gasparri. Dal palco, il senatore non ha nascosto la sua irritazione verso Ecce bombo, il film del 1978 che quest’anno festeggia quasi mezzo secolo.
L’incontro, organizzato dall’associazione culturale CineRoma, è iniziato poco dopo le 16:30. In sala c’erano circa novanta persone, tra cui molti studenti di cinema. Gli interventi hanno ripercorso la carriera di Moretti, dalla sua prima opera, “Io sono un autarchico”, fino ai lavori più recenti. Il clima si è scaldato quando Gasparri ha preso la parola: con un tono che oscillava tra il serio e il sarcastico ha confessato: “A Nanni Moretti non perdono Ecce bombo. Quel film mi fece arrabbiare allora e anche oggi, rivedendolo, resto perplesso”.
Qualche sorriso in sala e un applauso hanno accolto la battuta, più per la schiettezza che per vero dissenso. A Roma il cinema resta materia viva, capace di scatenare discussioni anche a distanza di decenni.
Moretti divide sempre le opinioni. Lo ha ricordato anche la critica Claudia Beltrame, intervenuta come relatrice: “Moretti – ha detto – ha raccontato le inquietudini di una generazione senza cedere alla moda o al consenso facile. Ma ogni suo film è stato motivo di scontro”. Non solo Ecce bombo, ha aggiunto Beltrame: “Anche Palombella Rossa fu uno schiaffo a una certa sinistra”.
Nel pubblico si percepiva rispetto ma anche qualche dubbio. Un anziano signore in seconda fila, cappotto blu e sguardo attento, ha bisbigliato alla moglie: “All’epoca non lo capivo davvero. Oggi forse ancora meno”. La sala ha sorriso, stemperando per un attimo l’atmosfera tesa.
Gasparri non ha mancato di mettere in luce la distanza tra la “Roma vera” raccontata da Moretti e quella vissuta dalla gente comune negli anni Settanta: “C’era un clima diverso – ha spiegato – e noi giovani lo prendevamo con meno ironia rispetto a lui. Mi sembrava che prendesse in giro troppe cose serie”. Breve il suo intervento, chiuso tra qualche mormorio e sguardi incrociati.
Dall’altra parte sono arrivati i difensori del regista romano. Per la storica del cinema Marina Pagliaro, sul palco con gli altri relatori, l’ironia di Moretti è “uno strumento critico indispensabile. Non sempre piacevole ma necessario”. Parole condivise da diversi studenti presenti. Lorenzo, 23 anni e studente alla Sapienza, racconta: “Io Ecce bombo l’ho visto solo in streaming. Ma ancora oggi ci parla”.
Il convegno si è chiuso poco prima delle 19. Marco Ferrini, organizzatore dell’evento, ha ringraziato relatori e pubblico ricordando che “i film di Moretti provocano sempre reazioni opposte; questo dimostra quanto siano vivi nella memoria collettiva”. Nei corridoi alcuni ospiti hanno continuato a discutere animatamente: “Per me è sopravvalutato”, diceva una ragazza in jeans scuri e occhiali tondi; “Macché – ribatteva un amico – senza di lui molti film oggi non esisterebbero”.
A Roma i convegni sul cinema hanno sempre questo sapore: una memoria fatta di passioni personali più che di analisi fredde; polemiche mai spente e aneddoti condivisi a bassa voce. Per Moretti — almeno ieri — il tempo del confronto sembra lontano dal finire.
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Nanni Moretti resta uno degli autori italiani più capaci di far parlare – spesso animatamente – Roma e l’intera Italia ancora oggi.
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