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Vacanze di lusso 2026: le mete esclusive e insolite, dall’Abruzzo ai viaggi tra i cieli stellati

Milano, 13 gennaio 2026 – Treni notturni, cieli limpidi e suoni antichi. Nel cuore dell’inverno, mentre la città si svuota e le stazioni si riempiono di valigie pesanti, spunta tra le nuove mete anche l’Abruzzo, una regione silenziosa che ora prova a ritagliarsi spazio tra i viaggiatori in cerca di esperienze diverse. Lo confermano i dati delle principali compagnie ferroviarie: nei primi giorni del 2026, il traffico verso l’interno del Paese è cresciuto, con un’impennata nelle richieste per i convogli più lenti. “La domanda sta cambiando – ammette un portavoce di Trenitalia – soprattutto per i treni notturni e le tratte meno frequentate”.

Treni lenti e nuovi flussi verso l’interno

Non è solo nostalgia, dicono agli sportelli di Milano Centrale. I numeri parlano chiaro: tra gennaio e dicembre 2025 i biglietti per tratte notturne sono aumentati del 18%. A spopolare sono le linee regionali che collegano le città al cuore dell’Appennino. In tanti scelgono la lentezza come valore, vedono il viaggio come parte dell’esperienza stessa. “Salire su questi treni vuol dire avere il tempo per guardare fuori dal finestrino”, racconta Luca Mazzanti, pendolare emiliano e appassionato di treni storici. L’Abruzzo in particolare attira un pubblico nuovo, meno interessato ai soliti percorsi turistici e più curioso di scoprire borghi e paesaggi autentici.

Cieli stellati e riti antichi

Arrivare di notte, quando le luci dei paesi si spengono e il buio lascia spazio alla natura, regala ai viaggiatori dell’Abruzzo un’offerta fuori dal comune: i cieli stellati delle montagne, ancora liberi dall’inquinamento luminoso tipico delle città grandi. Tra il Gran Sasso e la Majella, gruppi organizzati – spesso guidati da astrofili locali – accompagnano curiosi e appassionati a osservare le stelle. “Qui la Via Lattea si vede chiarissima a occhio nudo”, racconta con entusiasmo Marta Puglisi, guida del Parco Nazionale d’Abruzzo.

Non mancano poi appuntamenti che mescolano tradizione e modernità. Nei piccoli borghi come Scanno o Santo Stefano di Sessanio, il suono delle campane e dei canti popolari accompagna chi arriva. Si parla quasi di “riti sonori”: processioni al chiaro di luna, incontri musicali improvvisati in piazza o nelle chiese romaniche. “In Abruzzo il tempo si ferma davvero”, confida Giovanni D’Angelo, 74 anni, maestro di organetto a Sulmona.

Le ragioni del trend: sostenibilità e autenticità

Ma perché proprio adesso? Un report dell’Osservatorio Nazionale del Turismo spiega che il desiderio di autenticità gioca un ruolo importante. I treni lenti attirano chi vuole muoversi senza fretta, cercando alternative più ecologiche rispetto all’auto o all’aereo. Regioni come l’Abruzzo, meno urbanizzate, offrono paesaggi umani e naturali rimasti praticamente intatti.

Nel 2025 le presenze turistiche nelle zone interne della regione sono cresciute del 13% rispetto all’anno prima. Tante iniziative nascono dal basso: escursioni notturne con musica folk, festival dedicati all’osservazione delle stelle. “Il nostro obiettivo è mostrare una regione autentica, senza filtri”, spiega Silvia Testa, responsabile turismo della provincia dell’Aquila.

Sfide logistiche ma entusiasmo crescente

Non tutto però va liscio come vorrebbero gli appassionati. I collegamenti ferroviari restano un punto dolente: molte linee secondarie soffrono ancora ritardi e disservizi – lo segnalano da tempo associazioni come Pendolaria. I tempi da Roma o Pescara spesso superano le due ore. Ferrovie dello Stato assicura però che sono in programma lavori per migliorare le linee Sulmona-L’Aquila e Avezzano-Pescara.

Malgrado questi problemi, il fascino dell’Abruzzo cresce giorno dopo giorno. In stazione a Pescara, alle 21:15 di venerdì sera, si vedono gruppi con zaini e sacchi a pelo. Sono soprattutto giovani in cerca di esperienze diverse che raccontano di aver scelto la lentezza come parte essenziale della vacanza.

Un nuovo modo di viaggiare in Italia

Alla fine la scommessa abruzzese sembra rispondere bene ai cambiamenti nelle abitudini turistiche. Più treni lenti, cieli limpidi, riti da riscoprire: un viaggio fatto di attese, incontri e silenzi che diventa esperienza quotidiana. Forse è proprio questo a rendere sempre più richiesta una destinazione come l’Italia interna oggi.

Stefania Palenca

Da sempre nutro una forte curiosità per le vicende passate e le tracce che hanno lasciato nel nostro presente. Ho scoperto presto che nulla racconta una storia meglio dei muri di un'antica cattedrale o delle pennellate su una tela impolverata. Mi sono laureata in Storia presso l'Università di Catania, un percorso accademico che mi ha permesso di immergermi nei racconti e nei segreti di questa meravigliosa isola. Durante gli studi, ho perfezionato le mie competenze con un master in Conservazione dei Beni Culturali, comprendendo ancor di più l'importanza di preservare queste ricchezze per le generazioni future. Attraverso i miei articoli, esploro non solo i grandi siti turistici, ma anche i piccoli gioielli meno conosciuti che celano storie straordinarie e avvincenti. Porto i lettori in un viaggio attraverso l'arte e l'architettura, dall'epoca greca a quella normanna, passando per i fasti del Barocco siciliano. Quando non sono impegnata nella ricerca o nella scrittura, mi piace camminare per le vie dei centri storici, partecipare a conferenze e visitare musei e gallerie d'arte. Credo fermamente che ogni pietra, ogni dipinto e ogni edificio abbia una storia da raccontare, ed è mio compito dare voce a queste storie. Vi invito a seguirmi nel mio viaggio attraverso la Sicilia, scoprendo insieme le meraviglie artistiche e architettoniche che hanno modellato la nostra identità culturale

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