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Vacanze di Lusso 2026: Abruzzo e Mete Esclusive per Chi Ha Visto Già Tutto

Roma, 13 gennaio 2026 – C’è una nuova destinazione per chi ama i viaggi lenti e le atmosfere notturne: l’Abruzzo sta scalando le classifiche tra le mete più gettonate per chi sceglie treni d’epoca, osservare il cielo e vivere esperienze musicali legate a rituali antichi. È questo il trend dell’inverno 2026, che si fa strada lungo i binari secondari della rete ferroviaria italiana, mentre cresce la voglia di esperienze immersive e a basso impatto ambientale.

Treni storici verso le montagne abruzzesi

Il sabato sera, da Sulmona parte alle 19.45 il “Treno delle Stelle”, un convoglio d’altri tempi diretto a Roccaraso e Pescocostanzo. Si viaggia lentamente: vecchie carrozze anni Sessanta con sedili in velluto rosso, scompartimenti illuminati solo da luci soffuse. Si procede a venticinque-trenta chilometri all’ora. Per molti sarebbe troppo lento, ma come spiega Carlo D’Amico, macchinista di lungo corso: “Non c’è fretta. Il bello è proprio godersi il viaggio”. In poco più di due ore, tra boschi e viadotti si respira un’atmosfera fuori dal tempo.

Cieli bui e silenzio: l’Abruzzo per gli amanti delle stelle

Sempre più appassionati scelgono l’Abruzzo per l’osservazione astronomica. L’altopiano delle Cinquemiglia e la zona tra Pettorano sul Gizio e Pescasseroli offrono cieli così bui da far dimenticare l’inquinamento luminoso. “Qui, in pieno inverno – racconta la guida ambientale Francesca Valeri –, arrivano decine di persone con binocoli e quaderni per scrutare la Via Lattea. A volte ci sono anche intere famiglie”. Nonostante le temperature sotto i -5° gradi nelle ultime settimane, nessuno sembra preoccuparsi troppo. “Portiamo sempre il thermos”, scherza Marco, turista romano.

Concerti tra binari ghiacciati

Non c’è solo la magia delle stelle: si unisce anche la musica dal vivo, per dare corpo alla lentezza del viaggio. Nelle stazioni di montagna come Rivisondoli-Pescocostanzo, al termine dei viaggi si tengono piccoli concerti acustici. Sul palco improvvisato tra i binari si alternano gruppi folk locali e artisti da altre regioni. “C’è chi suona il violino sul ghiaccio, chi la fisarmonica”, racconta Marco Tiberi, che organizza una delle rassegne più seguite in zona. L’atmosfera è davvero unica.

Turismo lento che cresce: i numeri lo confermano

Secondo l’Osservatorio Turismo Natura Abruzzo, nell’ultimo trimestre c’è stato un aumento del 17% nei pernottamenti legati ai viaggi su treni storici e alle attività notturne all’aperto rispetto allo stesso periodo del 2025. Le strutture ricettive lo confermano: “Rispetto al solito turismo sulla neve – spiega Teresa Di Salvo, albergatrice –, arrivano persone che cercano solo una notte diversa dal solito. Partono la sera e tornano all’alba”. Il costo medio di una corsa notturna completa va dai 18 ai 40 euro.

Investimenti in vista per sostenere il boom

Dietro questa crescita ci sono anche progetti sostenuti dalla Regione e dal consorzio delle ferrovie turistiche. Presto arriveranno fondi per sistemare le stazioni minori e comprare nuovi treni d’epoca. “Vogliamo promuovere l’Abruzzo come meta di turismo slow tutto l’anno, non solo durante la stagione sciistica – ha spiegato l’assessore regionale Luciano Petrilli – È un modo per far conoscere territori meno battuti”. Anche Castel di Sangro ha dato il via libera a una serie di eventi astronomici e musicali che dureranno fino a marzo.

Un fenomeno che cambia il modo di viaggiare

Chi sceglie queste esperienze cerca qualcosa che va oltre la classica vacanza invernale: vuole lentezza, silenzio e momenti condivisi che sembrano quasi rituali. Il passaparola corre soprattutto sui social, dove immagini di carrozze illuminate dalla neve o video di musicisti all’alba diventano virali tra i più giovani. “Non è solo nostalgia – riflette il sociologo Fabio Arduini – ma una ricerca autentica di contatto con i luoghi”. Solo così il viaggio lento diventa un’occasione per guardare il cielo sopra l’Abruzzo – e forse anche se stessi – con occhi nuovi.

Stefania Palenca

Da sempre nutro una forte curiosità per le vicende passate e le tracce che hanno lasciato nel nostro presente. Ho scoperto presto che nulla racconta una storia meglio dei muri di un'antica cattedrale o delle pennellate su una tela impolverata. Mi sono laureata in Storia presso l'Università di Catania, un percorso accademico che mi ha permesso di immergermi nei racconti e nei segreti di questa meravigliosa isola. Durante gli studi, ho perfezionato le mie competenze con un master in Conservazione dei Beni Culturali, comprendendo ancor di più l'importanza di preservare queste ricchezze per le generazioni future. Attraverso i miei articoli, esploro non solo i grandi siti turistici, ma anche i piccoli gioielli meno conosciuti che celano storie straordinarie e avvincenti. Porto i lettori in un viaggio attraverso l'arte e l'architettura, dall'epoca greca a quella normanna, passando per i fasti del Barocco siciliano. Quando non sono impegnata nella ricerca o nella scrittura, mi piace camminare per le vie dei centri storici, partecipare a conferenze e visitare musei e gallerie d'arte. Credo fermamente che ogni pietra, ogni dipinto e ogni edificio abbia una storia da raccontare, ed è mio compito dare voce a queste storie. Vi invito a seguirmi nel mio viaggio attraverso la Sicilia, scoprendo insieme le meraviglie artistiche e architettoniche che hanno modellato la nostra identità culturale

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