Roma, 10 febbraio 2026 – La Presidenza del Consiglio dei ministri ha messo a disposizione 200mila euro per sostenere un nuovo progetto, approvato lunedì mattina a Palazzo Chigi, che punta a rafforzare la collaborazione tra pubblico e privato. La decisione, presa durante una riunione guidata dalla premier Giorgia Meloni, fa parte delle misure del piano di rilancio economico varato all’inizio dell’anno. L’obiettivo, si legge in una nota di Palazzo Chigi, è quello di “valorizzare le sinergie già esistenti e promuovere nuove iniziative di interesse nazionale”.
Soldi pubblici per progetti condivisi
Fonti governative spiegano che i 200mila euro serviranno a coprire parte delle spese organizzative e operative per avviare progetti pilota nei settori dell’innovazione tecnologica e della digitalizzazione dei servizi. “Abbiamo deciso di puntare sulle competenze dei territori e delle imprese”, ha detto il sottosegretario alla Presidenza, Alfredo Mantovano, davanti all’ingresso di via della Mercede durante un breve incontro con la stampa. Il progetto si svilupperà attraverso tavoli tematici, incontri pubblici e una piattaforma digitale dedicata.
Il programma partirà nelle prossime settimane e coinvolgerà attivamente enti locali, aziende, università e terzo settore. Intorno alle 11 a Roma, alcuni rappresentanti delle associazioni imprenditoriali sono stati visti entrare a Palazzo Chigi per discutere i dettagli dell’accordo. “Crediamo che questo tipo di intervento possa fare da apripista per altri modelli di collaborazione”, ha raccontato una funzionaria del Ministero dello Sviluppo economico. I dettagli sulle somme impegnate sono emersi solo in seguito.
Piano in dettaglio: priorità a digitalizzazione e formazione
La scelta di destinare 200mila euro non è casuale. Nei mesi scorsi sono emerse difficoltà nel far dialogare la pubblica amministrazione con il mondo produttivo, specie nei settori più innovativi. “Stiamo ancora decidendo quali progetti finanziare – ha ammesso un dirigente della Funzione pubblica – ma daremo priorità a quelli che mettono in rete scuole tecniche superiori, startup e amministrazioni locali”. In questa fase iniziale si punterà su esperienze pilota replicabili altrove.
Non mancheranno risorse per la formazione del personale e per creare strumenti digitali condivisi. Dal Dipartimento innovazione assicurano che una piattaforma online sarà pronta entro giugno: servirà a enti e imprese per proporre idee progettuali. Da Palazzo Chigi insistono sulla necessità di “risultati concreti nel medio periodo”. Il monitoraggio sarà affidato a una task force mista, composta da funzionari pubblici ed esperti esterni.
Reazioni contrastanti: imprenditori cauti, sindacati chiedono trasparenza
Lo stanziamento ha raccolto reazioni diverse. I vertici di Confindustria hanno accolto con “moderata soddisfazione” l’impegno della Presidenza del Consiglio, ma chiedono più garanzie sulla trasparenza nella gestione dei fondi. “Il rischio è che tutto resti solo una vetrina istituzionale”, ha detto Marco Ruberti, vicepresidente dell’associazione industriali del Lazio. I sindacati sono più scettici: la Cgil nazionale ha chiesto chiarimenti sui criteri con cui saranno scelti i beneficiari.
Alcuni esperti ricordano le difficoltà avute da progetti simili in passato durante la fase operativa. Tuttavia dal Governo mostrano fiducia: “Stiamo lavorando per evitare sprechi e sovrapposizioni”, ha assicurato Mantovano ai giornalisti.
I prossimi passi e cosa aspettarsi
Il calendario dei lavori sarà definito entro fine mese. Si attende ora il bando pubblico rivolto a imprese e amministrazioni locali: secondo fonti ministeriali dovrebbe essere pubblicato entro il 1° marzo. I primi risultati sono previsti entro la fine dell’estate. Sulla durata complessiva del piano non ci sono ancora certezze – si parla almeno di un anno di sperimentazione – mentre resta aperto il tema dei fondi dopo questa prima fase.
“Ci auguriamo che questa iniziativa non resti isolata”, ha detto a margine della riunione una docente della Sapienza coinvolta nel progetto pilota romano. Di fronte alle tante incognite operative resta comunque chiara la scelta del Governo: investire sulle sinergie tra pubblico e privato come leva per far crescere economia e società, con lo sguardo già rivolto ai prossimi finanziamenti europei.





