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Trieste celebra il centenario di rosignano con una mostra antologica imperdibile

Trieste si prepara a celebrare un artista di grande rilievo nel panorama culturale italiano e internazionale: Livio Rosignano. A cento anni dalla sua nascita, la città giuliana ospiterà una mostra antologica presso la Galleria Rettori Tribbio, inaugurando una rassegna dedicata a una delle personalità più influenti della pittura contemporanea. Promossa dal nipote Paolo Rosignano e curata da Marianna Accerboni, la mostra si propone di mettere in luce l’evoluzione artistica del pittore, presentando circa trenta opere, molte delle quali sono poco conosciute e alcune addirittura inedite.

Livio Rosignano nacque nel 1924 a Pinguente, un piccolo comune in Istria, che all’epoca faceva parte della Jugoslavia. La sua vita e la sua opera sono profondamente legate alla sua terra natale, un luogo ricco di bellezze naturali e culturali, che ha influenzato il suo percorso artistico. Trasferitosi a Trieste, Rosignano continuò a esplorare temi legati alla natura e alla vita quotidiana, creando opere che riflettono un profondo senso di appartenenza e nostalgia per l’Istria.

un viaggio attraverso le fasi artistiche

La mostra si snoda attraverso diverse fasi della carriera di Rosignano, dagli anni Cinquanta fino ai primi anni Duemila. Utilizzando anche un video autobiografico, l’esposizione offre uno sguardo intimo sulla sua vita e sul suo processo creativo. Questo video, frutto di interviste e testimonianze, arricchisce l’esperienza del visitatore, permettendo di comprendere non solo le opere esposte, ma anche il pensiero e le emozioni che le hanno generate.

l’essenza della vita nei dipinti

Rosignano è noto per la sua abilità di catturare l’essenza della vita, spesso rappresentando:

  1. Paesaggi carsici
  2. Marine
  3. Scene di vita quotidiana

I suoi dipinti evocano un forte legame con la natura e con gli scenari urbani, dai centri metropolitani alle periferie dimenticate. La sua visione artistica non si limita a semplici rappresentazioni; le sue opere sono intrise di significato e simbolismo. I “poveri cristi”, come amava chiamare i protagonisti delle sue opere, rappresentano esistenze disperate, riflettendo solitudine, dolore e bellezza della vita quotidiana.

Nonostante la durezza di alcuni dei suoi temi, Rosignano riesce a trasmettere anche un senso di speranza e umanità. Le sue marine e campagne, ricche di reminiscenze istriane, evocano una bellezza malinconica, mentre i ritratti di personaggi solitari rivelano una profonda empatia verso il loro vissuto. L’artista ha saputo trasformare la realtà in una forma d’arte poetica, in cui ogni pennellata è un riflesso di un personale sentire.

un’eredità artistica senza confini

Nel corso della sua carriera, Rosignano ha realizzato oltre 3.500 dipinti a olio e più di 17.000 disegni e illustrazioni, utilizzando una varietà di tecniche, dalla penna al carboncino, fino alla tecnica mista. La sua opera è stata esposta in numerosi eventi di rilevanza internazionale, tra cui:

  1. Biennale di Venezia
  2. Triennale di Milano
  3. Quadriennale di Roma

Inoltre, ha partecipato a mostre in istituzioni culturali di prestigio in tutto il mondo, da Bruxelles a New York, da Bucarest a Monaco di Baviera.

La rassegna triestina non solo celebra il centenario della nascita di Rosignano, ma rappresenta anche un’importante occasione per riscoprire un artista che ha saputo dare voce a temi universali attraverso il suo lavoro. La mostra sarà aperta al pubblico fino al 17 gennaio 2025, offrendo a tutti l’opportunità di immergersi nel mondo di un maestro della pittura contemporanea.

Inoltre, il contributo di critici e scrittori come Enzo Bettiza, Claudio Magris e Demetrio Volcic ha arricchito il panorama interpretativo di Rosignano, permettendo di comprendere appieno la sua rilevanza nel contesto artistico italiano. Le loro riflessioni e analisi offrono spunti preziosi per chi desidera approfondire la conoscenza di un artista che ha saputo tradurre in immagini la complessità dell’esistenza umana.

In questo modo, Trieste non solo rende omaggio a un suo illustre cittadino, ma invita anche il pubblico a riflettere su temi di grande attualità, offrendo uno spazio di confronto e dialogo attraverso l’arte. La mostra si preannuncia come un evento imperdibile per gli amanti dell’arte e della cultura, un’opportunità per riscoprire un artista che, a distanza di un secolo dalla sua nascita, continua a ispirare e a emozionare.

Antonella Romano

Sono una redattrice innamorata della Sicilia, e in particolare della mia Palermo. Fin da piccola, ho respirato l'aria vibrante di questa terra ricca di storia, cultura e tradizioni. Ogni vicolo di Palermo racconta storie antiche, e io non mi stanco mai di scoprirle e condividerle. Mi sono laureata in Lettere Moderne presso l'Università di Palermo, dove ho approfondito il mio amore per la scrittura e la narrazione. Dopo gli studi, ho avuto l'opportunità di collaborare con diverse testate giornalistiche e riviste locali, scrivendo articoli che esplorano le meraviglie artistiche, culinarie e naturalistiche della nostra isola. La mia vera passione, tuttavia, è raccontare la vita quotidiana della Sicilia e i suoi abitanti straordinari. Cerco di portare i lettori in un viaggio virtuale tra mercati colorati, spiagge dorate e festival affollati, sperando di trasmettere l'unicità e la bellezza di questa terra. Quando non sono dietro alla tastiera, mi piace camminare lungo la costa, visitare i mercati locali e assaporare piatti tradizionali cucinati con amore. Ogni giorno in Sicilia offre l'opportunità di scoprire qualcosa di nuovo e inaspettato, e non vedo l'ora di condividere queste esperienze con voi. Seguitemi nel mio viaggio attraverso la Sicilia, esplorando insieme cultura, sapori e tradizioni che rendono questa terra davvero speciale. Grazie per essere qui e per la vostra curiosità. Spero che attraverso le mie parole possiate innamorarvi della Sicilia tanto quanto lo sono io!

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