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Tribunale di Palermo Assolve 25 per Truffa alle Assicurazioni: Intercettazioni Inutilizzabili nel Caso ‘Spaccaossa’

Palermo, 12 febbraio 2026 – Il Tribunale di Palermo ha messo la parola fine a uno dei capitoli più oscuri degli ultimi anni in città: la storia delle famigerate bande ‘spaccaossa’, gruppi criminali che mettevano in scena falsi incidenti per truffare le assicurazioni. Dopo un processo durato più di un anno, la seconda sezione penale ha condannato dieci imputati con pene che vanno dai 4 ai 12 anni di carcere. La sentenza, letta questa mattina alle 10.30 nell’aula bunker di via Ugo La Malfa, chiude un’indagine lunga e complessa partita nel 2018 dalla Procura, a seguito delle prime segnalazioni arrivate da medici e operatori degli ospedali Civico e Policlinico.

Bande ‘spaccaossa’: come funzionava il sistema

I magistrati palermitani hanno ricostruito un meccanismo inquietante: molti membri delle bande, già noti alle forze dell’ordine, procuravano fratture agli arti di persone disposte a farsi male in cambio di poche centinaia di euro. I capi d’accusa pesano come macigni: associazione per delinquere, truffa aggravata alle assicurazioni e lesioni personali gravissime. E non è tutto: in vari casi sono emerse anche tentate estorsioni. “Si trattava di vere squadre organizzate – ha spiegato il pubblico ministero Giovanni Antoci durante la requisitoria – che agivano con metodi rodati, usando pesi da palestra o mazze da baseball per simulare incidenti stradali”.

Gli accertamenti affidati ai carabinieri del nucleo investigativo hanno messo nero su bianco oltre sessanta episodi tra il 2017 e il 2019. Spesso le vittime erano persone povere o con problemi di dipendenza, attratte dall’idea di guadagnare qualche soldo facile rispetto alle cifre enormi richieste alle compagnie assicurative. “Qualcuno si è ritrovato con danni permanenti per poche centinaia di euro – ha ammesso uno degli imputati nell’ultima udienza – nessuno pensava potesse andare così male”.

Sentenza definitiva e tensione in aula

La decisione della seconda sezione penale, guidata dal giudice Rosaria Lanzarone, è arrivata dopo settimane di camera di consiglio e decine di testimonianze raccolte. I principali imputati – tra cui spiccano Salvatore Ingrassia (37 anni) e Antonino Lo Verso (42) – sono stati ritenuti colpevoli della maggior parte dei reati contestati. Nelle motivazioni lette poco dopo le 11 si sottolinea come “queste bande abbiano raggiunto un livello preoccupante di organizzazione criminale”. Il Tribunale ha inoltre stabilito risarcimenti a favore delle compagnie truffate: UnipolSai, Generali e Allianz sono le principali parti civili coinvolte.

L’atmosfera durante la lettura della sentenza è stata carica di tensione. In prima fila, alcuni parenti degli imputati non hanno nascosto la loro delusione: “Ci aspettavamo condanne meno dure”, ha bisbigliato una donna nascondendo il volto dietro una sciarpa blu. Dall’altra parte della sala, i rappresentanti delle assicurazioni hanno accolto il verdetto con sollievo. “Era importante mandare un segnale forte”, ha commentato l’avvocato Simona Greco, legale di Allianz.

Le ‘spaccaossa’ a Palermo: radici e conseguenze

Il fenomeno delle ‘spaccaossa’ non è certo una novità nel crimine palermitano, ma negli ultimi anni aveva preso una piega preoccupante. La Procura stima che solo tra il 2018 e il 2020 i rimborsi fraudolenti abbiano superato i due milioni di euro. Nei quartieri Zisa, via Colonna Rotta e in certi vicoli di Ballarò diversi negozi erano diventati luoghi chiave per i reclutatori. I residenti raccontano un clima fatto soprattutto di silenzi: “Sapevamo che succedevano cose strane – confida un barista del quartiere – ma nessuno voleva esporsi”.

Anche i medici del pronto soccorso hanno imparato a riconoscere certi tipi di fratture provocate apposta: “Si capiva subito quando non si trattava di un incidente normale”, dice Giulia D’Anna, ortopedica al Civico. “Ma dimostrarlo era difficile senza rischiare ritorsioni”. Nei corridoi dell’ospedale il caso era diventato argomento comune; tra sospetti e timori molti operatori sanitari hanno preferito restare anonimi.

Sindaco Lagalla: «Serve una nuova stagione per Palermo»

Dopo la sentenza il sindaco Roberto Lagalla si è detto soddisfatto per l’esito del processo e ha evidenziato l’importanza della collaborazione fra istituzioni e cittadini: “Le bande ‘spaccaossa’ hanno ferito profondamente Palermo”, ha detto poco dopo mezzogiorno in piazza Pretoria. “Ora serve tornare a credere nelle istituzioni”.

Intanto la Procura annuncia nuove indagini: sebbene questo filone principale sia chiuso, altri casi minori restano sotto controllo. “Non possiamo abbassare la guardia”, ha dichiarato il procuratore aggiunto Ennio Petrigni. Un messaggio chiaro alla città – questa volta scritto nero su bianco – contro un sistema criminale che per anni aveva prosperato nell’ombra.

Saverio De Luca

Da sempre appassionato di arte e architettura italiana, e voglio portarvi con me attraverso le bellezze nascoste e i tesori conosciuti del nostro paese. Fin da quando ero bambino, sono stato affascinato dai colori, dalle forme e dalle storie che l'arte e l'architettura raccontano. Ho deciso di trasformare questa passione in una carriera, e ora sono qui per condividere con voi il mio viaggio. La mia formazione accademica inizia con una laurea in Storia dell'Arte presso l'Università di Firenze, una città che rappresenta un vero e proprio museo a cielo aperto. È qui che ho sviluppato un occhio critico e una sensibilità particolare nei confronti delle opere d'arte e delle architetture che ci circondano. Ho poi proseguito i miei studi con un master in Architettura e Restauro, che mi ha portato a lavorare su progetti emozionanti di recupero e conservazione. Nel corso degli anni, ho scritto per diverse riviste d'arte e cultura, ma ciò che amo di più è raccontare le storie dietro le opere, dal Rinascimento alle avanguardie moderne, dai capolavori noti alle gemme nascoste. Spero di offrire a tutti voi una visione ricca e appassionata di come questi elementi si intrecciano nella nostra vita quotidiana. Oltre alla scrittura, amo viaggiare per l'Italia, esplorando città storiche, piccoli borghi e magnifici paesaggi per scoprire da vicino le meraviglie dell'architettura e dell'arte che il nostro paese ha da offrire. Sono sempre alla ricerca di mostre interessanti, atelier di artisti e laboratori di artigiani, luoghi in cui la creatività prende forma. Il mio obiettivo è farvi apprezzare la bellezza dell'arte e dell'architettura italiana in tutte le sue sfumature, condividendo con voi non solo le mie conoscenze, ma anche la passione e l'emozione che mi guidano ogni giorno..

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