Roma, 29 novembre 2025 – **Gli 80 mila euro** trovati dalla Guardia di Finanza in una cassetta di sicurezza intestata a **Giuseppe Greco**, ex dirigente dell’ASL Roma 2, sarebbero “risparmi accumulati regolarmente nel corso degli anni”. È quanto hanno spiegato ieri pomeriggio, in una nota ai media, gli avvocati difensori di Greco, subito dopo l’interrogatorio di garanzia davanti al gip di Piazzale Clodio. La vicenda, che si è fatta strada nell’ambito di un’inchiesta più ampia sulla gestione dei fondi pubblici all’interno dell’azienda sanitaria, ha già richiamato l’attenzione della magistratura romana da fine ottobre.
## Il nodo degli accertamenti bancari
Gli inquirenti ricostruiscono che la **cassetta di sicurezza** è stata aperta il 3 novembre scorso presso una filiale del Monte dei Paschi di Siena in via Tuscolana. Dentro c’erano i contanti, divisi in banconote di vario taglio, e qualche documento personale. “La provenienza è chiara e documentabile”, ha puntualizzato uno degli avvocati difensori, Giovanni Lanzone. “Non si tratta di soldi legati a operazioni illecite o a rapporti con fornitori pubblici”. Per la difesa questo punto sarebbe confermato anche dagli estratti conto allegati alla memoria depositata in Procura. Tuttavia, secondo chi indaga, alcuni movimenti bancari non sembrerebbero compatibili con la dichiarazione dei redditi dell’ex manager sanitario.
## Le contestazioni della Procura e il clima in ASL
Il fascicolo aperto dal pm Caterina Ranieri ipotizza il reato di **peculato**, anche se finora non ci sono riferimenti diretti a sottrazione di denaro pubblico. Dalla sede centrale dell’ASL Roma 2, in via Filippo Meda, filtra qualche parola ufficiale: “Abbiamo piena fiducia nel lavoro della magistratura”, dice un portavoce senza aggiungere altro. Al momento nessun provvedimento disciplinare è stato preso nei confronti di Greco che – secondo il suo avvocato – “non ricopre incarichi dal luglio scorso”.
## Versioni discordanti e rilievi della Finanza
L’interrogatorio di ieri mattina è durato circa un’ora. Greco ha risposto alle domande del gip Anna Masci e, stando a fonti giudiziarie, ha fornito una ricostruzione dettagliata sui suoi risparmi: “Quelle somme derivano da investimenti fatti in passato e da regali ricevuti in famiglia”, hanno spiegato i legali al termine dell’udienza. Nel frattempo gli uomini del Nucleo Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza stanno passando al setaccio altri conti correnti riconducibili all’ex dirigente e ad alcune persone a lui vicine. Tra i documenti raccolti spiccano alcuni bonifici partiti nel 2021 da una banca svizzera. Al momento però non sono emersi legami diretti con appalti sanitari.
## I prossimi passi dell’inchiesta
Dalla Procura fanno sapere che le indagini proseguono e che nelle prossime settimane verranno sentiti altri testimoni: ex collaboratori e membri del consiglio direttivo dell’ASL tra questi. Nei primi giorni di dicembre è prevista anche l’acquisizione dei contratti stipulati dall’ente dal 2020 al 2024 con società private attive nella manutenzione ospedaliera. “Vogliamo capire se ci siano legami tra il patrimonio accumulato e certe attività amministrative”, spiega una fonte vicina alle indagini.
## La posizione della difesa: “Tutto regolare”
Greco, tramite i suoi avvocati, ribadisce la propria estraneità a ogni ipotesi di reato. “Non c’è nulla da nascondere”, hanno detto ieri Lanzone e la collega Maria Spinelli. “Quegli **80 mila euro** sono stati dichiarati e possono essere tracciati”. È stato inoltre annunciato che nelle prossime ore sarà presentata istanza per chiedere il dissequestro della somma: “Siamo certi che le verifiche sui conti lo confermeranno”.
Nel frattempo l’ASL Roma 2 si è costituita parte offesa nell’indagine ma resta prudente: nessuna novità ufficiale sulla posizione lavorativa dell’ex dirigente. “Attendiamo gli esiti delle indagini”, ribadiscono dai vertici. Intanto la vicenda continua a tenere sotto osservazione anche il Ministero della Salute.
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