Los Angeles, 14 gennaio 2026 – È ufficiale: la cerimonia dei Grammy Awards torna il primo febbraio al Crypto.com Arena di Los Angeles. La notizia, attesa da mesi da artisti, etichette e fan di tutto il mondo, è stata confermata dagli organizzatori ieri sera. L’edizione 2026 si presenta con qualche sorpresa e una particolare attenzione al pubblico internazionale, in un periodo in cui le classifiche e le regole del gioco musicale sembrano in continua evoluzione.
Nel cuore della California, quando in Italia saranno le tre del mattino, si accenderanno i riflettori su una delle serate più seguite dagli appassionati di musica. I Grammy – nati nel 1959 e soprannominati “gli Oscar della musica” – premiano ogni anno le migliori produzioni discografiche statunitensi e internazionali, suddivise in più di ottanta categorie. Un evento che ha saputo rinnovarsi nel tempo: “Quest’anno vogliamo un format più aperto e inclusivo”, ha detto Harvey Mason Jr., presidente della Recording Academy, durante la conferenza stampa di ieri a Los Angeles.
La lista dei candidati è come sempre ricca e variegata. Tra i nomi più attesi ci sono Taylor Swift, SZA, Olivia Rodrigo e Bad Bunny. Ma non mancano anche gli italiani: i romani dei Måneskin puntano al premio come Best Rock Album con il disco uscito a giugno. “Stare qui, con questi colossi della musica, è già una vittoria”, ha raccontato Damiano David a una radio americana. Oltre ai grandi nomi del pop e dell’urban, ci sono artisti del jazz, della musica classica e del rap internazionale che si contenderanno le statuette.
Intorno al Crypto.com Arena l’aria è già carica di tensione ed emozione. Da giorni si vedono transenne, furgoni delle tv e gruppi di fan accampati vicino agli ingressi. I biglietti sono spariti in meno di venti minuti; secondo un rivenditore locale, alcuni tagliandi per i posti più vicini al palco hanno superato i 1200 dollari. “Questa città vive per eventi come questo”, racconta Gina Alvarez, residente a Downtown Los Angeles, che ogni anno prova a strappare almeno un autografo fuori dall’arena.
Non è solo la cerimonia in diretta a catturare l’attenzione. Anche quest’anno i Grammy saranno trasmessi su CBS e in streaming mondiale sulle piattaforme digitali. Gli organizzatori promettono un’assistenza social mai vista: hashtag già trending su X (ex Twitter), contenuti esclusivi su Instagram e TikTok, dirette dai backstage. Lo scorso anno sono state registrate oltre 45 milioni di interazioni in sole ventiquattro ore sui social media. Per il 2026 si prevede un pubblico digitale ancora più numeroso, con un occhio di riguardo alle nuove generazioni.
Al centro della serata ci saranno ovviamente le statuette dorate: tra le categorie principali spiccano Album dell’anno, Canzone dell’anno e Miglior artista emergente. Ma non mancheranno nemmeno esibizioni dal vivo molto attese. Secondo alcune indiscrezioni raccolte da Variety, si potrebbero vedere duetti mai visti prima tra star americane e ospiti internazionali. Ci sarà spazio anche per omaggi ai grandi scomparsi nell’ultimo anno e per momenti dedicati all’impegno sociale, con tributi alle vittime di guerre e disastri naturali.
Per garantire lo svolgimento sereno dell’evento, le autorità di Los Angeles hanno messo in campo un piano sicurezza rafforzato: quasi 400 agenti saranno impegnati nei controlli all’ingresso e nella sorveglianza delle strade intorno all’arena. “Non ci sono minacce specifiche ma restiamo all’erta”, ha detto ieri il portavoce della polizia locale. Chi non riuscirà ad entrare potrà seguire la cerimonia sui maxi-schermi allestiti nelle piazze vicine.
Con un pubblico stimato intorno agli 80 milioni di spettatori nel mondo – dati Nielsen –, la notte dei Grammy resta uno specchio fedele dei cambiamenti nella musica globale. Tra record da battere e nuove tendenze da consacrare, il primo febbraio sarà una giornata importante per tutto il settore: chi salirà sul palco potrebbe segnare la strada delle classifiche nei mesi a venire. E ancora una volta a Los Angeles sarà la musica a fare la voce grossa sulla scena internazionale.
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